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Basket. Virtus Molfetta salva. Coach Azzollini: il segreto è l'equilibrio del gruppo
13 aprile 2010

MOLFETTA - La Virtus Basket Molfetta batte Potenza e centra la permanenza nel campionato di A dilettanti, addirittura con un turno di anticipo. Un traguardo insperato solo qualche settimana fa, considerate le sofferenze e gli affanni di questa travagliata stagione, cominciata con cattivi presagi, proseguita peggio e con tre allenatori in panchina, ma finita benissimo. Senza esagerare, gran merito è di coach Ilario Azzollini, subentrato a coach Russo, e capace di centrare tre vittorie in cinque partite, chiudendo con l’en plein casalingo. Non era facile, e giocarsi tutto nel drammatico spareggio casalingo contro Potenza, con tutta la pressione del mondo addosso, ancora meno. I bilanci li rimandiamo al numero di Quindici di maggio, ora è il momento di festeggiare.

Domenica, intanto, Virtus in “gita” ad Agrigento, in una partita poco più che amichevole. Abbiamo sentito coach Azzollini, il mattino dopo la vittoriosa battaglia.
Ilario, obiettivo centrato, e con una giornata di anticipo. Te lo aspettavi?
Sarei un folle a dire sì. Normalmente sono razionale, per cui ti dico che ero fiducioso nell'impegno che i giocatori avrebbero messo nel raggiungere l'obiettivo”.
Ora possiamo chiedertelo. Quando ti hanno chiesto di prendere il timone della squadra a 6 turni dalla fine, hai tentennato? O hai accettato subito?“Continuo nella mia razionalità. Uno che per sei anni ha vissuto in questa società momenti belli e meno belli e che tutto d'un tratto la vede cadere verso il baratro non può assolutamente lasciare nulla d'intentato per salvarla, indipendentemente da tutto quello che è successo prima. Per me sarebbe stato un atto di vigliaccheria estrema”.
Che squadra hai trovato? Quali corde hai dovuto toccare per suscitare la reazione del gruppo?
La squadra era ai moralmente e psicologicamente ai livelli più bassi che io abbia mai visto. Nelle ultime dieci gare ne avevamo vinta solo una e con un tiro allo scadere. Alcuni giocatori erano spaesati e avevano perso fiducia nei loro mezzi  e nel gioco di squadra. Ho dovuto rimettere i lunghi al loro posto, riequilibrare il numero di tiri tra tutti i giocatori. La fluidità del gioco di squadra e il miglioramento del rendimento difensivo sono state le conseguenze”.
Chiudi imbattuto in casa, con tre successi in altrettante gare. Quanto ha contato il pubblico?
Abbiamo due identità di squadra: una in casa ed una fuori. Una parte del motivo sta nel pubblico. Poi come dimenticare il tifo di tutto il palazzetto quando, nelle ultime tre gare casalinghe, abbiamo difeso molto forte e trasformato in contropiedi e canestri tutti i palloni recuperati. Sono stati i break vincenti”.
E' stato importante conoscere l'ambiente?
È stato importantissimo perché, dopo tanti anni, sai come interagire con ogni singolo giocatore, collaboratori e dirigenti. Tanti caratteri diversi, tante personalità diverse, tante mentalità diverse”.
Ci confidi il segreto tecnico e quello psicologico per raggiungere la salvezza?
Quello tecnico è stato rimettere ognuno al suo posto cercando di coinvolgere tutti, ognuno per le proprie caratteristiche. A questo abbiamo aggiunto una buona dose di tranquillità”.
Quanto conta per la Virtus aver centrato la salvezza?
Tantissimo. Essere presente nel terzo campionato d'Italia e, a parte Brindisi, ai vertici nella nostra regione e fondamentale. Poi per i molfettesi …”
Ultima domanda, doverosa. Progetti per il futuro?
Festeggiamenti e ferie. Lasciami uno spazio per ringraziare tutti quelli che hanno creduto in me, per ringraziare lo staff che mi ha dato un grandissimo ed importantissimo aiuto, i giocatori, la società, il pubblico e colui che mi ha insegnato tanta pallacanestro dentro e fuori dal campo: Sergio Carolillo”.
 
 
Autore: Michele Bruno
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