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Bari. Mare Sicuro 2010: fermati 4 acquascooter
28 giugno 2010

BARI - Ha preso  il via come ogni anno l'operazione Mare Sicuro, un'operazione di prevenzione che vede impegnato il personale delle Capitanerie di Porto in prima linea nel delicato compito di assicurare ai bagnanti e non, di condividere la passione del mare in totale sicurezza e serenità.
Divertirsi in mare è una cosa splendida che se fatta in sicurezza garantisce piacevole giornate senza il pericolo di farsi male o far male ad altri, cose che purtroppo accadono quando si pensa di essere al di sopra di ogni regola e di ogni consiglio.
Così, nell'ambito di servizi programmati e coordinati dalla Capitaneria di Porto di Bari, a tutela delle esigenze di sicurezza in mare e sulle spiagge, è stata svolta, una mirata attività di controllo lungo il litorale barese compreso tra Palese e Santo Spirito tesa ad individuare e, se del caso, a reprimere condotte illegali commesse anche con l'utilizzo delle moto d'acqua.
Le verifiche sono state eseguite da personale della Capitaneria di Porto - Guardia Costiera di Bari via mare e via terra, con il supporto del nucleo radiomobile dei Carabinieri di Bari ed hanno portato a sanzionare, nella sola giornata di ieri, quattro acquascooter  che avevano posto in essere atteggiamenti in violazione alle attuali disposizioni sulla sosta e sulla navigazione dei detti natanti.
Le operazioni, che hanno fatto registrare un'efficace sinergia tra diverse amministrazioni dello stato a tutela della sicurezza in mare dei cittadini, continueranno anche nelle prossime settimane.
 

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- Scarichi civili non depurati: il 30% degli italiani - pari a 18 milioni di cittadini - non è servito da un impianto di depurazione, mentre il 15% non ha a disposizione una rete di fognatura dove scaricare i propri reflui. Dati che viaggiano spesso a braccetto con quelli dell'abusivismo edilizio. Per quanto riguarda le fognature, solo la Lombardia supera il 90% di copertura della popolazione, fanalino di coda la Sardegna e la Liguria con il 75%. Le 15 regioni costiere sono tutte sotto il 90%. Ma i problemi principali riguardano il servizio di depurazione. La regione in cui si registra il deficit maggiore è la Sicilia dove 2,3 milioni di persone (il 54% del totale) riversano i propri scarichi non depurati nel mare. A seguire la Campania dove il servizio copre solo il 67% della popolazione lasciando scoperti quasi 2 milioni di cittadini, poi il Lazio e la Toscana, con circa 1,4 milioni (il 38% del totale) di persone scoperte. A causa di questi numeri - ricorda Legambiente - l'Italia ha in corso una procedura d'infrazione europea per il mancato trattamento delle acque reflue in ben 178 comuni italiani di dimensioni medio-grandi. Le 5 regioni sotto accusa dall'Europa sono la Sicilia , con 74 comuni inosservanti, fra cui spiccano diversi capoluoghi di provincia come Palermo, Catania, Messina, Ragusa, Caltanissetta e Agrigento; la Calabria con 32 Comuni tra i quali Reggio Calabria, Lamezia Terme e Crotone; la Campania con Benevento, Napoli, Salerno, Avellino, Caserta ed altri 18 agglomerati tra cui Ischia; la Liguria con 19 comuni fra cui Imperia, Genova e la Spezia; e poi 10 comuni pugliesi, le province di Campobasso, Isernia, Trieste e Chieti e così via.


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