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Azzollini, nuovi guai giudiziari con la Corte dei Conti PORTO . La magistratura contabile chiede spiegazioni sui 7,8 milioni di euro dati alla ditta appaltatrice. Possibile danno erariale
15 marzo 2015

Con riguardo a tali fattispecie, meritano di essere citate, tra le più rilevanti istruttorie svolte nel 2014 e che hanno già dato luogo all’emissione di un invito a dedurre o dell’atto di citazione in giudizio, quelle relative alla colposa precostituzione delle condizioni che hanno consentito la liquidazione, in favore dell’impresa appaltatrice dei lavori di realizzazione del nuovo porto commerciale di Molfetta, di un consistente importo a definizione delle riserve da questa iscritte per l’ingiustificato protrarsi dei tempi di esecuzione delle opere di dragaggio (danno di 7,8 milioni di euro). Questa citazione è contenuta nella Relazione del Procuratore regionale, dott. Francesco Paolo Romanelli del 6 marzo scorso, all’inaugurazione dell’anno giudiziario 2015 della Sezione giurisdizionale regionale per la Puglia. In pratica, ci sarebbero nuovi guai giudiziari per Antonio Azzollini, ex sindaco di Molfetta per 10 anni con un governo di centrodestra. Dopo essere sfuggito, anche grazie al voto favorevole di alcuni senatori dell’opposizione, alla magistratura che voleva utilizzare le intercettazioni delle sue telefonate sulla vicenda del porto, ora il senatore avrebbe problemi con la Corte dei Conti, per un possibile danno erariale al Comune. Se questo venisse accertato, l’ex sindaco e tutta la giunta dovrebbero risarcire di tasca propria la somma impropriamente spesa. Infatti, la magistratura contabile avrebbe dato un mese di tempo a lui, a tutta giunta e all’ing. Enzo Balducci, (Rup) responsabile unico del procedimento (finito agli arresti domiciliari il 7 ottobre scorso insieme a Giorgio Calderoni, direttore tecnico dell’appalto da 72 milioni di euro e procuratore speciale della CMC di Ravenna che si era aggiudicata i lavori), per fornire spiegazioni sulla concessione di 7,8 milioni di euro alla Ati (Associazione temporanea di imprese) Cmc, Sidra, Cidonio di Ravenna, come penale per i ritardi nei lavori. Il riferimento è alla delibera n. 25 del 1.2.2010, approvata da tutta la giunta (Antonio Azzollini, Pietro Uva, Pantaleo Petruzzella, Anna Maria Brattoli, Giulio La Grasta, Mauro Giuseppe Magarelli, Vincenzo e Giacomo Spadavecchia, Michele Palmiotti, Mariano Caputo e Luigi Roselli) con la quale si accettava un atto di transazione di 7,8 milioni di euro (rispetto ai 22 milioni richiesti dall’impresa) e si autorizzava il dirigente ing. Enzo Balducci a sottoscrivere l’atto e a liquidare, la suddetta somma entro il 26 febbraio 2010. Tra l’altro, nella stessa delibera, si dava per certo che i lavori di bonifica non sarebbero terminati prima del 30 giugno 2011. Siamo già a marzo 2015 e della conclusione della bonifica non si parla, né si fanno previsioni certe, per cui i lavori del porto restano bloccati, per evitare ulteriori danni, malgrado le sciocchezze che si dicono in giro, da parte di ridicoli comitati per la conclusione dei lavori e di improvvisati esperti, servi del senatore, costretti a suonare la grancassa per lui. Ora la Corte dei Conti chiede spiegazioni, prima di emettere una eventuale sentenza di condanna al risarcimento del danno erariale provocato al Comune da Azzollini e da tutta la giunta di centrodestra. Eppure il senatore qualche giorno fa, andava ancora spavaldo, rilasciando dichiarazioni sul porto e sulla conclusione dei lavori, continuando a prendere ancora in giro i cittadini sulla reale situazione di ritardi, dovuta ai suoi errori, ritardi che oggi vogliono ribaltare sul nuovo sindaco di centrosinistra Paola Natalicchio. Forse, vista la sua situazione, per lui sarebbe stato più prudente tacere. E così Molfetta, ancora una volta, per colpa del solito Azzollini finisce su tutti i giornali nazionali, dopo gli arresti per l’edilizia (ing. Rocco Altomare & company), il porto e il suicidio di un dirigente comunale nelle acque del porto (anche questo oggetto di indagine da parte della magistratura) con un notevole danno di immagine, altro che qualche battuta in tv della Natalicchio. In attesa di conoscere quali giustificazioni potrà portare Azzollini alla Corte dei Conti e soprattutto vedere quale sarà la successiva decisione in merito della magistratura contabile, il quotidiano la Repubblica, con un articolo (che riproduciamo integralmente qui accanto), a firma di Giuliano Foschini, dal titolo significativo “Porto Molfetta, 53 milioni di danni, la Corte dei Conti contro Azzollini” riepiloga tutta la vicenda, che diventa sempre più preoccupante e rischia di far allungare sine die, all’infinito, la conclusione dei lavori. Nel frattempo, con molta demagogia, si propongono referendum fra i cittadini, raccolte di firme, come se bastassero queste azioni a dissequestrare il porto e non servirebbero, invece, azioni giuridico- amministrative che non competono certo agli ingenui cittadini. Questi vengono, ancora una volta, ingannati da chi per oltre 10 anni, ha prodotto i disastri che toccherà alla comunità pagare per molti anni. È questa l’amara verità.

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