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Ateneo Occupato di Lecce, “Noi non moriremo precari” Il comitato studentesco salentino, che ha dimostrato il fronte più compatto contro il Ddl Gelmini tra le varie università pugliesi, con l'assemblea finale pone fine all'occupazione dell'ateneo e inizio a un nuovo fronte comune; perché la vera occupazione è quella mentale delle facili strumentalizzazioni del Governo Berlusconi
13 dicembre 2010

LECCE - Il comitato studentesco salentino, il più compatto contro il Ddl Gelmini tra le varie università pugliesi, pone fine all’occupazione e inizio a nuovo nuovo fronte comune per opporsi al  progetto più ampio del Governo che prevede la destrutturazione organica dei beni comuni. Viene analizzata la protesta soprattutto nei suoi lati deboli e proprio per questo motivo, il movimento cercherà di allargare la propria base operativa, facendo rete con le altre parti sociali messe sotto attacco da chi governa questo paese. Questo l’obbiettivo dell’assemblea “Noi non moriremo precari”, evidenziare che istituti di credito, colossi industriali (vedi Fiat) e il fatturato delle fabbriche di armi fanno i loro giochi facendo pesare i tagli sulle parti sociali più deboli proponendo un modello economico ‘sostenibile’ ed equo per tutte le parti sociali. Domani nel frattempo a Roma, per sfiduciare il Governo.

Segue la nota dell’Udu (Unione degli Universitari) – comitato studentesco di Lecce:

Ultimo giorno di occupazione del Codacci-Pisanelli, continuano le attività degli studenti con un' assemblea dal titolo “Noi non moriremo precari”, con ospiti Francesco Sinopoli (Flc-Nazionale) e Monica Mc Britton (Ricercatrice Diritto del Lavoro dell'Università del Salento).
Il movimento studentesco che ha invaso negli scorsi giorni le strade del capoluogo salentino prosegue nel suo intento di formare un fronte comune tra chi vede questa crisi economica mondiale essere strumentalizzata dal Governo, in un progetto più ampio che prevede la destrutturazione organica dei beni comuni: dall'università al mondo del lavoro, dall'acqua all'ambiente.
Nel corso del tempo le varie proteste che si sono susseguite sono state caratterizzate dal corporativismo.
Proprio per questo motivo, il movimento cerca di allargare la propria base operativa, facendo rete con le altre parti sociali messe sotto attacco da chi governa questo paese.
L'obiettivo di quest'assemblea è proprio questo: evidenziare come ciò che succede in Italia è una gestione della crisi e della distribuzione dei fondi, finalizzata a sostenere gli istituti di credito privati, i grandi colossi industriali (come la FIAT), e il fatturato delle fabbriche di armi, facendo pesare i tagli sulle parti sociali più deboli.
Tuttavia l'unico modo per poter uscire da questo periodo di incertezza economica è proprio investire là dove la nostra nazione taglia: solo grazie a un nuovo modello di stato sociale, più attento al mondo del lavoro.
Solo con un nuovo sistema di formazione pubblica, che investa pesantemente sulla ricerca e solo grazie ad un una nuova politica economicaì che investa su green economy e sviluppo sostenibile piuttosto che in armamenti, solo così potremmo uscire da questa crisi.
Intanto gli studenti si preparano a raggiungere domani le strade di Roma, per sfiduciare il governo. Infatti i politici che siedono in parlamento, più che pensare al bene del paese in questi giorni hanno dato vita ad una malsana vendita di voti, che sicuramente rispecchia una classe governante corrotta, una destra fondata sul personalismo e una sinistra che ha ormai perso il contatto con il popolo. Proprio per nella giornata di domani studenti medi, universitari, e lavoratori si ritroveranno in un unica grande manifestazione per lanciare il loro grido si sfiducia non solo contro il governo ma anche contro un parlamento ormai disconnesso dalle esigenze reali del paese”.
 
Matteo Calcagnile - responsabile comunicazione Udu di Lecce
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