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Assurdo: la federazione vuole il sorteggio tra Molfetta e Bisceglie per la Coppa Italia Una strana interpretazione del regolamento che non convince il presidente De Nicolò
27 settembre 2006

MOLFETTA - Giovedì 21 settembre, stadio “G. Ventura” di Bisceglie, dopo il derby di campionato vinto dai locali per 2-0, va in scena la replica in Coppa Italia. In palio l'accesso agli ottavi, perché entrambe avevano vinto col Trani: i nerazzurri per 1-0 i biancorossi per 3-0. La gara finisce 1-1 e per tutti, tecnici, presidenti, giocatori, sportivi e giornalisti, il Molfetta superava il turno per la miglior differenza reti. Tra le sedici squadre anche il Corato e quindi per la vicinanza geografica, scontato l'accoppiamento tra Molfetta e Corato. Siccome le due squadre avevano disputato l'ultima gara in trasferta, il regolamento prevede il sorteggio per decidere dove giocare la gara d'andata. Alla società molfettese perveniva un fax di comunicazione del sorteggio fissato ieri. Il presidente Giuseppe De Nicolò si recava a Bari convinto d'incontrare il collega del Corato e invece si è trovato di fronte al presidente del Bisceglie. De Nicolò, che non è nato ieri, ha cominciare a sentire puzza di bruciato. E che puzza! In pratica i signori della federazione esternavano un'originale interpretazione del regolamento e affermavano che siccome sia il Molfetta che il Bisceglie avevano terminato il triangolare a pari punti, e che nello scontro diretto la gara era terminata con un pareggio, di conseguenza anche la differenza reti era pari, e pertanto per decidere la squadra per gli ottavi, si sarebbe dovuto provvedere al sorteggio. Udite, udite, per questi signori, la differenza reti si applica solo nella gara tra Molfetta e Bisceglie, che ovviamente finita in parità non può che essere pari. La cosa è semplicemente ridicola perché da quando è nato il calcio la differenza reti si calcola sempre nell'ambito del torneo, soprattutto quanto partecipano più di due squadre, perché solo in questo caso si può parlare di differenza reti. Farlo tra due squadre è un non senso. Immaginate come abbia accolto questa allegra novità il presidente De Nicolò, che ha rifiutato questa interpretazione e minacciato d'intraprendere ogni azione a tutela di un diritto sancito dal campo, anche l'estremo gesto di ritirare la squadra. Alle rimostranze di De Nicolò, la federazione ha preso una settimana di tempo per consultarsi con i propri legali e i dirigenti nazionali. Incredibile, se questi signori hanno bisogno di un consulto legale per una cosa così semplice, evidentemente hanno dei problemi con la sintassi e la madre lingua. A pensare bene qualche dirigente federale sta prendendo una colossale cantonata, perché di questi tempi se si pensa a male ci si azzecca. Ecco cosa dice il regolamento Modalità di svolgimento dei Triangolari (gare solo andata). Le Società del Triangolare disputeranno una gara in casa e una fuori casa. Nella seconda giornata si incontreranno la squadra che avrà riposato contro la squadra perdente nella prima giornata. Nel caso la prima gara terminasse in parità, la squadra che avrà riposato incontrerà la squadra che avrà giocato la prima partita in casa. Nella terza giornata si incontreranno le due squadre che non si sono ancora incontrate. In caso di parità di punteggio fra le 2 squadre al primo posto o di punteggio analogo fra squadre del triangolare, per determinare la vincente si terrà conto nell'ordine: della migliore differenza reti; del maggior numero di reti segnate; del sorteggio effettuato dal Comitato Regionale. Vedremo come andrà a finire questa storia che rischia di trasformarsi in una beffa.
Autore: Francesco Del Rosso
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