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ASM Molfetta replica alle notizie relative ai sequestri della Guardia di Finanza, ma tace sui provvedimenti per gli arresti dei giorni scorsi
23 febbraio 2011

MOLFETTA - L'ASM Molfetta in un comunicato non firmato, replica alle notizie relative alle vicende dei sequestri della Guardia di Finanza e successive iniziative della magistratura.

Ecco il testo: 
"Con riferimento a testi, comparsi sulla stampa on line cittadina, riguardanti fatti accaduti nel corso del 2007, si chiarisce quanto segue:
In data 25 gennaio 2007 militari della Guardia di Finanza, accompagnati da un consulente ( che tra l'altro collabora con aziende concorrenti dell'ASM), condussero una approfondita verifica sulle attività dell'Azienda Servizi Municipalizzati. Dopo circa 7 ore di controlli contestarono la presenza di:
- Un cassone di frigoriferi palesemente "domestici", rivenienti dalla raccolta differenziata cittadina, che essi (in "diverso avviso" dall'art. 184, c. 5 del d. lgs. n. 152/2006) definirono "rifiuti pericolosi";
- Un cassone di contenitori in plastica (vuoti) recanti "etichette di rischio", anch'essi ritenuti "rifiuti pericolosi" (in difformità dal punto n. 5 dell'Introduzione all'Allegato D del d. lgs. n. 152/2006);
- Un cassone contenente rifiuti organici, provenienti dalla raccolta differenziata, da avviare all'impianto di compostaggio di Modugno (mediante procedure di raccolta, trasbordo e trasporto a destino, identiche a quelle ancor oggi utilizzate, conformi ai dettati del comma 12 dell'art. 193 del d. lgs. n. 152/2006);
- Un distributore di carburante ad uso privato,  il cui inserimento nel Certificato Prevenzione Incendi era in corso (e che, infatti, è stato in seguito perfezionato).

I Militari, ritenendo di aver rilevato condotte illecite, chiesero al ed ottennero al P. M. l'autorizzazione a porre sotto sequestro le "prove di reato".
L'ASM propose ricorso avverso i provvedimenti di sequestro ed il "Tribunale del Riesame", ritenendo del tutto infondate le ipotesi di reato formulate, dispose la revoca immediata dei provvedimenti medesimi.
È oggi in corso il giudizio, per i fatti all'epoca contestati, già ritenuti - come or ora esposto - insussistenti.
L'ASM ha sempre avuto e continua ad avere piena fiducia nella magistratura, non si lascia coinvolgere in "processi sommari", e si sforza di applicare con equilibrio ed equità le regole caso per caso rilevanti (fra cui il vigente CCNL ed i Regolamenti aziendali).
Tanto vale anche per i fatti accaduti in data 15 c.m., con riferimento ai quali sono stati adottati provvedimenti proporzionati ai dati di fatto all'attualità disponibili, i cui dettagli riguardano l'Azienda ed i dipendenti interessati, ma devono seguire le procedure istituzionali.
Si deve ancora una volta constatare (anche se, certo, non stupisce più) quanto sia immensa la malafede di quanti espongono solo una parte dei fatti avvenuti, travolti da un evidente odio verso l'ASM ed i suoi dipendenti (o almeno alcuni di essi).
E pensare che le stesse persone desideravano ardentemente un posto di lavoro, proprio presso l'ASM.
Che il loro odio nasca dalla mancata assunzione?".
Fin qui il comunicato dell'Asm che fa riferimento a situazioni e persone parlando di odio derivante da mancate assunzioni, affermazioni che sinceramente stupiscono e appaiono incomprensibili, forse per giustificare situazioni che sono al vaglio della magistratura e che saranno giudicate nelle sedi opportune. Forse il silenzio sarebbe stato un atteggiamento più giusto, soprattutto di fronte ad una situazione imbarazzante come quella attuale. Piuttosto sarebbe stato più utile che l'azienda e i dirigenti, che non hanno avuto il coraggio di firmare, dessero conto ai cittadini che pagano le tasse, dei motivi per cui nessuno, oggi e in passato, si sia accorto degli illeciti che avvenivano all'interno della stessa azienda, replicando con dati di fatto al legittimo diritto esercitato dai cittadini peplessi per queste vicende.
L'opinione pubblica ha il diritto di sapere anche quali provvedimenti annunciati con un comunicato stampa, ma evidentemente non adottati dalla stessa azienda in merito agli arresti di dipendenti avvenuti nei giorni scorsi da parte dei carabinieri.

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