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Aritmia mediterranea, vincono in due: Skill e Muzak
08 settembre 2003

MOLFETTA - 7.9.2003 Alla fine non è bastata nemmeno una estenuante votazione supplementare a decretare un vincitore. E quindi Aritmia mediterranea ha visto dividersi gli applausi (oltre ai mille euro di premio finale) in pieno spirito da festa dell'Unità (host della manifestazione). Gli Skill da Bari (nella foto) e i Muzak (da Alessano) hanno vinto spaccando a metà un'allegra quanto competente giuria: Isabella Quatera (Giornalista Controradio), Paola Natalicchio (Giornalista), Michele Casella (Critico Musicale Rockerilla), Andrea Morandi (Critico Musicale Rockstar), Luca Valchirio Serpenti (Musicista Ultraviolet), Silvio Pappadà (Responsabile associazione culturale Kantieri), Massimo Morgante (Responsabile sonorika.com), Enzo Piglionica (Art Director Vertigo Imaging), Michele Salinetti (Responsabile SaMy Records - casa discograficaindipendente) e il sottoscritto (mensile "Quindici" e quotidiano in Internet "Quindici on line"). Gli Skill, gruppo ormai da tempo sotto “osservazione” e che già ha riscosso successi in altre manifestazioni, si sono distinti con il loro rock alternativo fatto di melodie sognanti come la splendida You as me, forse uno dei pezzi più belli tra i 60 in gara. Un genere quello del rock melodico che ha visto molti interpreti in questo festival ma che alla fine ha visto spiccare fra tutti proprio il gruppo barese. Una vera sorpresa, sotto tutti i punti di vista, sono stai invece gli altri vincitori, i Muzak (nella foto) . Quello creato dal gruppo salentino con la loro musica e' una sorta di ambiente psichedelico fatto di campionatori, chitarre distorte, molteplici e repentini cambiamenti di tema, voci inserite all'interno di un contesto quasi fossero funzionali alla creazione di un tutto che va al di là della melodia pura e semplice. Ed è forse proprio questo coraggioso approccio alla canzone, che sacrifica orecchiabilità e intuitività per lasciar spazio a contorti e originali intrecci melodici che ha affascinato la giuria. Con le dovute proporzioni (non ce ne vogliano i simpatici ragazzi di Alessano) potremmo definirlo un mix fra il sound rumoroso - elettronico di Radiohead e Massive Attack (entropy, three apples, inspired by numbers) e le sonorità spiccatamente melodiche dei Blur o delle ballate degli Smashing Pumpkins (welcome to hell, afterglow, gloomy man lullaby, I care, each day ends). Insomma se son rose… Un'ex equo anche al terzo posto fra due dei gruppi favoriti alla viglilia i Png 56 (Torino / Terlizzi) e gli Evagarde (Lecce). I Png 56 col loro rock - funky (con qualche digressione che ricorda il cross over dei Rage against the machine), e con i loro testi ironici e graffianti hanno animato la terza serata (sicuramente quella col livello qualitativo più alto). Gli Evagarde, il gruppo forse più maturo musicalmente dei 15 in gara, si sono aggiudicati oltre al terzo posto anche un premio speciale che gli garantirà la possibilità di girare un video. “Come c'era” il titolo della canzone su cui Vertigo imagining lavorerà per creare il videoclip che rappresenterà un po' tutta Aritmia mediterranea. Un rock spiccatamente pop che preferisce la semplicità melodica, agli accaniti virtuosismi musicali difetto di molte delle band rock in gara. Difetto che a quanto pare non avevano i Palko scenico gruppo secondo classificato la cui forse unica pecca è proprio il nome (l'originalità anche in certe cose non guasta). Folk – rock con sfumature reggae sostenuto da una solida struttura musicale fatta di sei grandi musicisti (la schitarrata finale della voce - chitarrista del gruppo è stata di quelle da ricordare). Forse anche per questo Controradio ha scelto proprio loro per partecipare ad un concerto che si terrà il 26 e 27 di settembre al teatro Kismet di Bari. Nota a margine per i due gruppi molfettesi in gara. Gli A.D.D., bistrattati dalla giuria per il loro sound fine anni ottanta oggettivamente un po' troppo retrò, si sono però contraddistinti per la loro carica di adrenalina. E poi come non parlare della scioccante voce di Nico Messina (..o forse dovevamo non dirglielo!?!). Bacchettati per il loro look (troppo uguale ai Meganoidi), gli Skapcrrat sono stati l'unico gruppo ska della rassegna e sicuramente quelli che hanno riscosso le maggiori simpatie da parte di tutti. Un'allegra combriccola fatta di ottoni, belle chitarre e “mucca” alle percussioni che ha divertito e fatto ballare tutti in una serata (la seconda) che non aveva fornito spunti poi tanto interessanti a livello musicale. Ma in generale è stata una bellissima esperienza di musica in un villaggio, quello creato dalla festa dell'Unita e da Aritmia (e qui un bravo va datoanche a Dado Minervini e a tutti quelli che hanno lavorato con lui), di cui Molfetta da tempo sopita a livello cultural - musicale aveva veramente bisogno. Fabrizio Fusaro
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