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Aritmia Mediterranea 2008 la costruzione di un festival
15 settembre 2008

Il 2008 è stato il sesto anno di Aritmia Mediterranea, nonchè, forse, il più difficile. Il cuore giovane della città, quello più vivo e pulsante, ha dovuto lottare duramente assieme a tutte le forze vive del circolo Arci “Il cavallo di Troia” di Molfetta, che è anima indiscussa del Festival. Forse la città non ci ha creduto sin da subito, e forse nemmeno i vari enti locali, ma quando la testardaggine dell'organizzazione ha dato il via alla due giorni, tutti, dai cittadini alle personalità locali, si son accorti della bellezza indiscutibile di ciò che stava avvenendo nell'area del Palazzetto in via Giovinazzo. Un peregrinare di bambini, di auto, di biciclette e di passanti ha accompagnato tutte le fasi che han preceduto la prima serata, l'attenzione catturata dal muro perimetrale che mutava il suo grigio decadenza nei colori delle vernici. Il writing contest “Vuoti a rendere” ideato da Stefano “Ruz” Ciannamea e Pin, molfettesi, artisti assoluti di tale realtà creativa, ha ridato vita all'orrido arredo urbano, diventando punta di diamante di tutta la manifestazione con questo primo vero spazio libero dedicato ai talenti dell'arte con la bomboletta, il writing appunto. Non si era mai visto tanto colore in città, né mai tanta curiosità su una manifestazione cittadina. Aritmia Mediterranea è stata capace di tutto questo, ma non è finita qui perché i risultati del writing contest resteranno sulle pareti del palazzetto per molto tempo, con tutti i rossi, i blu, le linee, le firme e i protagonisti unici e grotteschi delle creazioni, affiancate al marchio inconfondibile di Aritmia Mediterranea, quel cervello alato che in questi giorni ha volato libero più che mai. Non dimentichiamo, però, il legame di Aritmia Mediterranea con quei “rumori di pace” che solo la musica sa dare. Con la direzione artistica dell'intero collettivo Arci, la scelta musicale è stata più varia che mai. Prima serata aperta dal menestrello Pasquale delle Foglie, Terramaris direttamente dal festival Voci per la libertà, festival di Amnesty International, e gli headliner, i Los Fastidios da Verona con in più special guest i Cattivo Sangue. Nella seconda serata solo imprevedibili guasti tecnici hanno fermato momentaneamente il festival, ma la ripresa è stata più forte di prima sulle note de “Il Paziente Zero” da Giovinazzo, gli U.led, i Telespalla Bob e gli attesissimi Zen Circus. Il pubblico variegato ha partecipato entusiasta e le fasce d'età andavano dai quindicenni alla prima esperienza in un festival rock, ai conoscitori del genere, passando per le famiglie e i bambini, incantati dall'atmosfera che si respirava. Aritmia Mediterranea è una perla nel panorama cittadino, anzi, nell'intero panorama regionale e nazionale, perché è una delle poche kermesse musicali che sa coniugare spessore musicale con attivismo culturale e sociale, quest'anno più che mai. Innanzitutto per la prosecuzione dei progetti dell'Arci stessa, col legame ideale al progetto della Carovana Antimafia, che ha patito il blackout temporaneo dell'impianto perdendo il suo momento clou sul palco, ma mantenendosi attivo nel padiglione Arci, sempre frequentatissimo. E poi l'altra novità che ha allietato i neri del cambio palco fra un intervento e l'altro del brillante e surreale presentatore di quest'anno, Gianluca Silvestri. Il Pomocuore, storico simbolo di Aritmia, ha preso sembianze umane e, curioso e dissacrante, s'è travestito da turista e ha girato per la città. Quello che è venuto fuori è stato un ritratto fotografico di Molfetta amaro e vero a cura di Fabrizio Annese e Alberto Ficele di “Quindici”, che ha ritratto i nostri luoghi del cuore (Torre Calderina, Pulo, Parco della 167e lo stadio mai completato) facendo emergere le distonie evidenti, la decadenza, l'incuria inaccettabile, ma anche un amore incondizionato per la propria terra d'origine, che offre terreno per le radici di Aritmia e di tutti coloro che lavorano per lei.
Autore: Alessia Ragno
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