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Annalisa Altomare (Pd) alla Natalicchio: ti insegno io a fare il sindaco Conferenza nervosa e agitata in coincidenza con l'anniversario della celebrazione del primo anno dell'amministrazione di centrosinistra
15 luglio 2014

Una brutta conferenza stampa, quella dell’Associazione renziana “Cambia verso”, con un’atmosfera tesa, dovuta anche all’umore del consigliere comunale del Pd Annalisa Altomare che appariva nervosa, stizzita, risentita e aggressiva. Una conferenza rumorosa, disturbata dalla claque, ad ogni nostra domanda non gradita. Forse la coincidenza della giornata in cui il sindaco Paola Natalicchio aveva organizzato una manifestazione celebrativa del primo anno di amministrazione e che molti media avevano sottolineato come un’iniziativa contro il primo cittadino, l’ha resa ancora più nervosa. Per un politico navigato e per uno che si dichiara moderato come lei, non è un buon segnale. La stessa sua espressione, il tono della voce, la difficoltà a replicare serenamente anche alle domande di “Quindici”, spesso scomode (come al solito, eravamo gli unici a porre quesiti) e a controllare la situazione dell’uditorio subito nervoso, ostile e vociante nei nostri confronti e delle nostre domande (la stessa Annalisa ci rispondeva come fossimo politici e non giornalisti: glielo abbiamo fatto rilevare più volte. La presenza di costruttori e di amici di Annalisa (non c’erano cittadini o curiosi, ma il solito gruppo di aficionados e qualche cittadino schierato con l’opposizione di centrodestra). Prima ancora dell’inizio della cosiddetta conferenza stampa a far riscaldare l’aria ci ha provato, con qualche provocazione, un noto imprenditore edile amico dell’Altomare il quale non gradiva la nostra presenza e avrebbe preferito che noi tacessimo, sostenendo che non doveva essere consentito il contraddittorio, come non era stato fatto, a suo parere (ma di cosa parla, non conosce la differenza fra un’intervista e una conferenza stampa) nei confronti del sindaco Paola Natalicchio in occasione dell’intervista nella nostra redazione. L’ignoranza in materia è abissale (le conferenze stampa, lo diciamo anche per qualche presuntuoso che si improvvisa giornalista, non dovrebbero essere aperte al pubblico e quando lo sono, le domande vengono poste solo dai giornalisti, il pubblico tace e ascolta: si informi lo sprovveduto). Quando facciamo notare la differenza al nostro interlocutore, costui ci aggredisce subito verbalmente con l’apporto anche del figlio. E in tema di aggressioni: anche al termine della conferenza c’è stato qualcuno che ci ha provato a passare dalle parole ai fatti. Ma torniamo alla conferenza stampa. Annalisa ha dichiarato subito di sentirsi libera di parlare, anche in modo difforme dal suo partito, senza polemica, ma con spirito di confronto. Secondo l’Altomare a Molfetta la giunta Natalicchio dà l’idea di immobilità: manca la manutenzione della città (quella ordinaria, non la straordinaria); non esiste una capacità progettuale e di fare sintesi; non si è pronti ad intercettare eventuali finanziamenti; non si ha una visione strategica della città; i cittadini con la loro astensione al voto delle europee, hanno dato un segnale al sindaco di disaffezione alla politica e di sfiducia a questa amministrazione comunale; non giova alla coalizione di centrosinistra la spaccatura tra Sel e Rifondazione che ha preferito ignorare il candidato locale Gano Cataldo e scegliere Eleonora Forenza, che è risultata eletta. Dopo 10 anni di gestione di centrodestra di Antonio Azzollini, la città è in ginocchio – afferma Annalisa - e annega negli scandali giudiziari dall’edilizia al porto, mentre il centrosinistra eredita un’illegalità diffusa paurosa. Ma questo, secondo l’Altomare, non vuol dire restare fermi, non si possono cancellare questi problemi, ma vanno gestiti attraverso la pianificazione del territorio, cosa che, a suo parere, l’assessore all’urbanistica Rosalba Gadaleta non vuole fare. Stesso discorso sulla sicurezza, per la quale servirebbe una forte azione preventiva. In tema di risparmi, Annalisa suggerisce di accorpare Asm (riufiti), Mtm (trasporti urbani) e Multiservizi, in modo da evitare il moltiplicarsi delle poltrone. Critica la consigliera del Pd nella gestione dei rifiuti, a suo parere inadeguata. Per quanto riguarda le opere pubbliche, avendo ereditato delle incompiute dai comparti edilizi al porto, occorre completare subito tali opere anche se non si condividono, ma non possono essere lasciate sospese. La consigliera del Pd vede ancora un’emergenza abitativa che, in realtà, non esiste: ci sono abitazioni invendute e i proprietari non ritirano nemmeno le licenze già rilasciate. E quando “Quindici” le chiede se concedendo altre licenze, non ci sia il rischio di favorire i costruttori e l’edilizia speculativa che tanti danni ha fatto a Molfetta, lei reagisce rabbiosa (la presenza di imprenditori edili in sala, non favorisce una risposta serena: ecco uno dei motivi per cui alle conferenze stampa non devono partecipare eventuali interessati). Stessa rabbia quando le chiediamo il motivo del suo abbandono dell’aula consiliare in occasione del bilancio e in altre circostanze. Motivi familiari, di un lutto in famiglia, è la risposta: bene, ma bastava dirlo senza urlare e scomporsi. Dov’è finita tutta la sua equilibrata capacità politica e la sua moderazione ex Dc? Quindi Paola Natalicchio sotto accusa soprattutto per la mancanza di programmazione e pianificazione, a parere dell’Altomare, soprattutto in materia urbanistica, dove la giunta improvvisa, anche a livello di dirigenti comunali. Scivolata infelice e cattiva anche sulle nomine del sindaco: butta la pietra e ritira la mano. Stesso discorso per alcune opere pubbliche come la Cittadella degli artisti che, a suo parere, è inidonea, come è necessario ristrutturare Piazza delle Erbe e l’attiguo edificio della scuola di musica Dvorak. Anche la maglia dell’ex mercato ortofrutticolo all’ingrosso non ha avuto una destinazione (si vuole renderla anch’essa edificabile? ndr). Altri argomenti: utilizzare subito la quota dei finanziamenti legati al porto; realizzare la cittadella dello sport; provvedere alla copertura dell’anfiteatro di Ponente, per la quale esiste già uno studio preliminare. L’amministrazione comunale deve andare avanti con i grandi progetti e non gestire il quotidiano, che va lasciato ai dirigenti comunali e ai quadri intermedi, a parere della consigliera del Pd; riqualificare il lungomare; realizzare il secondo lotto di Lama Scotella; procedere alle urbanizzazioni primarie per recuperare risorse per le secondarie; completare il piano delle coste; fare il piano del commercio e quello della mobilità sostenibile; fare le assunzioni dei vigili urbani. Infine occorre già pensare al nuovo piano regolatore, perché il vecchio è in scadenza e i tempi di approvazione sono lunghi. Si deve dire basta alla cementificazione, ma prima vanno completati i comparti già esistenti. Per il porto occorre chiedere il dissequestro del cantiere, consegnare tutto alla Regione Puglia e aderire subito all’Autorità del Levante, ma il controllo deve restare al Comune, perché è una struttura del territorio. Occorre muoversi e, se non ci sono le risorse, sarebbe bene utilizzare il volontariato. «Se qualcuno si aspettava delle parole aggressive, eccole – ha concluso – ma non sono aggressive delle persone, ma dei problemi. Non ho bisogno di poltrone per me e i miei amici: le abbiamo già rifiutate. Il nostro non è un incontro contro, ma per, non una provocazione, ma un’attività di stimolo». In conclusione, quello di Annalisa sembra un programma amministrativo da campagna elettorale, una voglia di protagonismo, col rischio di fare il gioco del centrodestra, ma comprensibile sul piano personale in vista delle elezioni regionali, alle quali, a dispetto delle dichiarazioni di lasciare spazio ai giovani e a una nuova classe dirigente, Annalisa intende partecipare, magari come unica candidata del Pd e del centrosinistra. La battaglia con Guglielmo Minervini all’interno del Pd, è già cominciata. Un nuovo film? No, una banale replica.

Autore: Felice de Sanctis
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