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Anche il gruppo Ciccolella nel libro Campioni del mondo. Storie di uomini, storie di imprese di Mauro Castelli L'azienda floricola quotata alla Borsa di Milano
19 giugno 2007

MOLFETTA - Il gruppo floricolo Ciccolella, dopo aver fatto parlare di sé per i successi imprenditoriali e la crescita vertiginosa di questi ultimi anni fino alla quotazione alla Borsa di Milano, ora è anche protagonista dell'ultimo libro di Mauro Castelli, giornalista del “Sole 24 Ore” e già autore di diversi volumi dedicati al meglio dell'imprenditoria italiana. Il volume (nella foto, la copertina), dal titolo “Campioni del mondo. Storie di uomini, storie di imprese” (edizioni Il Sole 24 Ore pag. 297- 24 euro) – informa un comunicato della casa editrice -, è in uscita nelle principali librerie italiane e contiene ventisei interviste ad altrettanti imprenditori che raccontano le origini, gli aneddoti, la crescita e i progetti di sviluppo delle proprie aziende. Proprio l'originalità del gruppo floricolo di Molfetta, quotato a Piazza Affari dal 2006, ha colpito l'autore che, nel suo lungo viaggio per la penisola, ha fatto tappa anche in Puglia per intervistare Vincenzo Ciccolella, a capo del più importante polo europeo per la produzione di rose e per la coltivazione di anthurium. I fiori pugliesi hanno così conquistato un posto d'eccezione accanto al cashmere di Loro Piana, ai tessuti di Missoni, all'olio dei fratelli Carli, alle amarene di Fabio Fabbri e ad altre importanti realtà aziendali. Nei precedenti volumi (“Questa Italia siamo noi” del 2000, “Numeri uno” del 2002, “Primi in economia” del 2004 e 'Una marcia in più” del 2006 ) Castelli ha ritratto i più noti personaggi della finanza e dell'imprenditoria italiana tra i quali i numeri uno dei principali gruppi della nostra regione, dal Gruppo Natuzzi al Gruppo Industriale Matarrese a Fantini Scianatico, Intini, Italian Leather, Megamark e Telcom. “Il volume - afferma Mauro Castelli, autore del libro - ritrae, come in una fotografia, alcune realtà aziendali presenti sul territorio nazionale ripercorrendo, attraverso gli occhi dei protagonisti, episodi recenti o di vecchia data e facendo emergere non solo i successi professionali ma anche il vissuto personale e familiare di questi personaggi”.
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Due settimane fa sono ritornato a Molfetta per un periodo di ferie e, passeggiando per la città, mi sono imbattuto in un fuoristrada di colore nero di una nota marca americana dal nome altisonante (Hammer) che ha fatto bella mostra di sé durante la prima guerra del golfo come mezzo blindato fuoristrada dell'esercito americano. Curiosando tra le dicerie cittadine mi è stato riferito che si trattava di un mezzo appartenente alla nota famiglia Ciccolella che da anni rappresenta un'eccellenza nel panorama floricolo nazionale. La notizia della sua quotazione a Piazza Affari tra le 254 aziende presenti sul listino del nostro Paese era nota ai più già da tempo ed è rientrata nel boom complessivo di utili della Borsa di Milano 2006 con profitti complessivi per tutte le S.p.A. pari a 46 miliardi di euro, in crescita dell'8% rispetto all'anno precedente. Stessa dinamica brillante c'è stata per i dividendi che sono saliti a quota 27,6 miliardi. L'assemblea degli azionisti della società si è tenuta il 20 aprile 2007 ed ha approvato un esercizio con una perdita di 673mila euro, derivante per 314mila dall'attività tessile svolta nei primi due mesi dell'anno (?!). Infatti, dal mese di marzo 2006, Ciccolella è una società inattiva e il processo di integrazione delle attività florovivaistiche della Famiglia non è ancora stato attuato (?!), pertanto i dati 2006 non sono significativi né confrontabili con quelli dell'esercizio precedente. Direi che a questo punto è necessario fare chiarezza soprattutto per rendere merito alle solide operazioni messe in campo per accrescere l'importanza e la rilevanza economica delle attività Ciccolella. Il capitale sociale di Ciccolella S.p.A. è detenuto dal Gruppo Ciccolella S.r.l. e rappresenta la mutazione della vecchia Coats Cucirini di cui ha dismesso le attività tessili appunto nel marzo 2006 sulla base di un accordo con la J & P Coats Ltd alla quale è stata conferita l'azienda di produzione e commercializzazione di filati per 10,8 milioni di euro. Queste operazioni, descritte molto sinteticamente, hanno rappresentato la strategia finalizzata ad acquisire il controllo di una società quotata in Borsa nella quale far confluire le proprie attività. Sotto il profilo patrimoniale la società rivela 10,5 milioni di liquidità, un patrimonio netto di 10,4 milioni che ingloba ben 2,5 milioni di plusvalenza effetto della cessione delle attività tessili. Ottima dinamica. AD MAIORA
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