Allarme sicurezza a Molfetta. Baby gang in azione aggrediscono coetanei e restano impuniti. La denuncia di Gabriele Vilardi di Avs
MOLFETTA – “Quindici” lancia da tempo l’allarme sicurezza a Molfetta dove diviene sempre più pericoloso muoversi, soprattutto a causa delle baby gang che imperversano e fanno danni. E la gente ha paura.
Atti di vandalismo puro, come quello di raschiare le carrozzerie delle auto, perfino nei parcheggi sotto le abitazioni dei malcapitati, senza paura di essere scoperti e ancor più denunciati. Anche i lanci di bottiglie contro le vetrine dei negozi, sono all’ordine del giorno. L’aver sottovalutato per anni il fenomeno della delinquenza giovanile, ha avuto come risultato la situazione preoccupante di oggi.
Queste bande di teppisti ormai imperversano impunite in città, proprio perché per anni sono state ignorate, mentre ora il fenomeno si sta allargando in maniera preoccupante e occorre intervenire subito.
Come “Quindici” ha scritto altre volte, l’amministrazione di Tommaso Minervini aveva trascurato questo problema (ed oggi, in campagna elettorale ci sono politici dell'ex amministrazione comunale che cercano di rifarsi la verginità), e oggi assistiamo all’escalation con lanci di bottiglie, percosse, “mentre gli aggrediti sono finiti al pronto soccorso e negli aggressori cresce il sentimento di impunità”. A denunciare questa situazione è Gabriele Vilardi, segretario cittadino di AVS (Alleanza verdi e sinistra).
“Venerdì sera un’altra notte, un altro episodio di violenza tra giovanissimi a Molfetta. È successo, nei pressi di un locale a pochi passi dal monumento di Don Tonino Bello, dove 4 ragazzi sulla ventina d’anni hanno deciso di aggredire un gruppo di coetanei senza alcuna ragione – scrive Vilardi – Percosse, schiaffi, lanci di bottiglie. I secondi al pronto soccorso. I primi ancora una volta intoccati e magari con l’idea di essere intoccabili”.
La sera Molfetta è un deserto, perché la paura ha il sopravvento e si rischia di essere aggrediti senza una ragione, come è già avvenuto.
Un caso, si chiede Vilardi? Non secondo le forze dell'ordine, a cui però l'episodio non è stato denunciato: gli episodi di violenza, proprio in quella zona, fra corso Dante e piazzetta Giovene, non sarebbero infatti una novità.
Questa storia, l'ennesima di violenza, succede ancora una volta in pieno centro, non in periferia. Un segnale d'allarme ancor più grave di come Molfetta sia in balia da tempo di un imbarbarimento non solo sociale ma anche civile che attraversa in modo omogeneo la sua comunità.
Possibile che non si riesca a fermare il fenomeno delle baby gang?
Non è solo sicurezza, così come non è solo una questione di pugno duro. È un segnale più profondo: ragazzi sempre più giovani che cercano identità nel gruppo, spesso attraverso la forza e la paura.
Dietro c’è la mancanza di punti di riferimento positivi, sostituiti da modelli sbagliati e falsi, meno spazi educativi di aggregazione capaci di intervenire, adulti sempre più distanti, autorità insufficienti.
La risposta non può essere solo repressiva. Servono controlli, sì.
Ma anche prevenzione, ascolto, presenza.
Perché questi ragazzi non sono solo il problema. Sono il sintomo.
E ignorarlo oggi significa pagarlo molto più caro domani.
Un abbraccio solidale a chi ha subito ciò che nessuno dovrebbe vivere», conclude Vilardi.
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