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Allarme amianto a Bisceglie, 58 siti per abbandono illegale di rifiuti
13 maggio 2004

BISCEGLIE – 13.5.2004 58 siti utilizzati per l'abbandono illegale di rifiuti, dei quali 9 su terreni privati, 2 in aree demaniali e 47 su suolo pubblico, per un ammontare di circa 100 tonnellate di spazzatura, una quantità che riempirebbe almeno due Torri Normanne: è questo il risultato del monitoraggio del territorio di Bisceglie effettuato dai volontari del locale Gruppo Attivo WWF, che hanno avuto cura di fotografare tutti i siti censiti e mapparli su una cartina, sulla quale si è evitato di indicare i piccoli cumuli di immondizia, comunque presenti in gran numero. L'analisi dei dati è chiara: l'abbandono abusivo dei rifiuti non si arresta. Va detto che il fenomeno è estremamente diffuso e pertanto il monitoraggio si configura quale iniziativa pilota nel nord barese al fine d'inquadrare correttamente il fenomeno e arrivare ad una soluzione definitiva del problema. La distribuzione delle discariche è sostanzialmente omogenea sul territorio extraurbano. I luoghi preferiti sono i meno frequentati, ad esempio le complanari della SS 16, forse per la possibilità di una rapida fuga di chi inquina. La tipologia dei rifiuti è varia: decine di elettrodomestici, scarti edilizi e di lavorazione industriale, materassi, vetro, copertoni, tubi in plastica, inerti, eternit/amianto (18 siti), tralicci metallici e persino pali per l'illuminazione. E i rifiuti non sono solo solidi: sono anche liquidi. Il rivolo “Fosso Lama di Macina” che attraversa a cielo aperto l'agro cittadino convogliando a Cala Pantano i reflui del depuratore di Corato, secondo l'ASL BA/2 presenta «un livello di inquinamento di gran lunga superiore ai limiti stabiliti dalla normativa degli scarichi e ciò sin dall'ingresso delle acque nel territorio di Bisceglie». Abbiamo motivo di credere che le acque inquinate siano utilizzate illegalmente per l'irrigazione delle coltivazioni, come testimoniano le foto di dighe artificiali e la presenza di tubi immersi nel fiumicello. Il WWF nel febbraio scorso aveva lanciato un allarme igienico sanitario (Comunicato stampa n° 6), denunciando lo straripamento del rivolo nel tratto finale di Lama di Macina: oggi possiamo affermare che inonda anche i campi coltivati delle località S. Croce e Torre Gavetino e che è alto il rischio di un bioaccumulo di inquinanti nelle piante che insistono su queste aree. Aree degradate si segnalano in zona Pantano-Ripalta e S. Felice. Particolarmente critica la situazione della zona Pantano-Ripalta ove, oltre al problema dello straripamento del “Fosso Lama di Macina”, insistono su suolo privato discariche abusive mai bonificate (da anni oggetto di denuncia), capannoni industriali con coperture in eternit, una discarica tra le palazzine sequestrata a gennaio 2004 dalla Guardia di Finanza (GDF) e a Cala Pantano c'è una notevole quantità di rifiuti (il WWF ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trani). L'eccessivo inquinamento mette in pericolo la prateria di Posidonia Oceanica (Sito di Importanza Comunitaria, pSIC), pianta marina fondamentale per la vita sommersa. Altra zona critica è S. Felice, ove a settembre 2003 la GDF aveva sequestrato una cava, in parte di proprietà pubblica, usata abusivamente come discarica. Anche la litoranea di ponente, a dispetto dell'elevato afflusso di bagnanti della stagione estiva, ha il suo tratto interessato da discariche e abusi edilizi. Al degrado extraurbano si associa lo stato di incuria dei casali e delle torri antiche: ad esempio l'ambiente a piano terra di Torre Gavetino è impraticabile per un cumulo d'escrementi di volatili accumulatosi nel tempo; a Casale S. Croce, in stato di abbandono, è parzialmente crollato il tetto. Non ci sono sfuggite inoltre le situazioni di potenziali violazioni di altre leggi in materia ambientale, puntualmente segnalate sulla cartina. Gli interrogativi sono molti. Il primo è di carattere economico: il Comune dove reperirà i fondi per la bonifica dei suoli pubblici? A chi spetterà eseguire il confinamento in discarica? Ma soprattutto c'è la volontà politica di farlo? A tal proposito con lettera prot. 222/04DP/pl del 5 marzo 2004 il Vigiliae, in riferimento alla segnalazione del WWF circa la presenza di rifiuti, di varia natura, abbandonati presso la località Carrara le Difese, “pur condividendo la necessità di garantire la salvaguardia dell'ambiente e la tutela della salute umana” si è visto costretto a precisare che la “rimozione rifiuti e conseguente bonifica dei luoghi è da considerarsi straordinario e non inserito ad oggi tra le competenze contrattuali di Vigiliae, in quanto l'area in questione non rientra nel perimetro urbano”. “Ci risulta dall'ultimo numero di Bisceglie Informa, Bollettino del Comune di Bisceglie – dice il WWF -, che sono stati spesi 35.000 euro per una raccolta “straordinaria” di immondizie “extraurbane” pari ad una minima parte di quelle ancora sparse nel territorio. Fatte le debite proporzioni, presumiamo che l'esborso “straordinario” potrebbe essere intorno alle centinaia di migliaia di euro. Il secondo problema è la rimozione dell'eternit/amianto da 18 siti diversi (di chi è la competenza?), operazione estremamente pericolosa per la salute pubblica. Il terzo problema è l'estrema eterogeneità dei rifiuti, che non sono assimilabili a quelli che riponiamo nel cassonetto, quindi andrebbero conferiti in discariche differenziate a seconda della tipologia e non è da escludere la possibilità che possano emergere anche rifiuti speciali o pericolosi non visibili in superficie. Come si è potuta verificare questa situazione, di chi sono le colpe e come se ne uscirà. “Chiariamo che non è nostra intenzione accusare né polemizzare con il Vigiliae, cui diamo atto della disponibilità al dialogo e proponiamo l'organizzazione di un incontro pubblico, ma riteniamo che i siti scoperti, fotografati e censiti sanciscono il fallimento della politica ambientale di questa Amministrazione comunale, che ha ritenuto che interventi “straordinari” di bonifica potessero risolvere il problema rifiuti. Riteniamo che questi interventi siano inefficaci e controproducenti, perché non si spiegherebbe altrimenti il persistere di un fenomeno mai attenuato e men che mai sradicato: inefficaci perché la gente continua ad abbandonare rifiuti, spesso nello stesso sito bonificato poco tempo prima, controproducenti perché passa il messaggio che c'è sempre qualcuno pronto a pulire, con un notevole dispendio di denaro pubblico. È necessario agire diversamente. Chiediamo di ripristinare la legalità, applicando il regime sanzionatorio (amministrativo e penale) previsto dal Decreto Ronchi e aumentando notevolmente la vigilanza sul territorio. Suggeriamo di prevedere nel contratto col Vigiliae uno stanziamento ordinario per la pulizia delle aree pubbliche extraurbane, incrementare la raccolta differenziata e il riciclaggio anche con incentivi economici e raccolta porta - a - porta, organizzare una campagna di sensibilizzazione persuasiva e martellante, che non si limiti ai soliti appelli a telefonare ad un numero pubblico, ma che piuttosto promuova il senso di responsabilità del cittadino e lo stimoli alla collaborazione”. A tal proposito il WWF invita tutti a segnalare le violazioni delle leggi in materia ambientale, scrivendoci alla e-mail: wwfbisceglie@libero.it o recandosi di persona presso la sede in Vico Interno Celzo n°4, a Bisceglie ogni mercoledì dalle 20 in poi.
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