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Alla ricerca del “grande rilancio” del “governo a rete” Il primo bilancio dei primi 30 mesi dell'amministrazione di centro-destra
15 gennaio 2004

Platea affollata, così come il palco del teatro Odeon, domenica 11 gennaio per “Il grande rilancio”, l'incontro pubblico con il quale il sindaco Tommaso Minervini (nella foto), coadiuvato dai due rappresentanti istituzionali, il sen. Azzollini e l'on. Amoruso, ha voluto offrire alla cittadinanza un bilancio dei primi 30 mesi di attività amministrativa. A far da corona e a riempire il palco, assessori e consiglieri comunali, anche quelli acquisiti di recente o che in altri contesti mettono in dubbio la loro appartenenza alla coalizione di centro destra. Il “governo a rete” Un incontro che ha rispettato pienamente il copione delle occasioni: discorsi, elenco delle cose fatte, lamentazioni per il poco spazio dedicato dai mezzi di informazione alle grandi opere compiute. Su tutto il ribadire orgoglioso e a tratti, da parte del sindaco, quasi ossessivo, della parola d'ordine coniata in campagna elettorale: governo a rete. Se è stato fatto tutto quel che è stato fatto, è grazie all'opera congiunta di tutti i livelli istituzionali, anzi, al sen. Azzollini è parso il caso di inaugurare la campagna elettorale delle provinciali: sarà bene conquistare al centrodestra anche la Provincia. Quella di Bari, visto che solo battutine ironiche sono state destinate all'ipotesi di istituirne un'altra, di cui pure s'è parlato in città negli ultimi tempi. Amoruso ed Azzollini Sul concetto hanno insistito tutti. L'on. Amoruso: “L'idea del governo a rete ha retto e prodotto cose utili per questa città che non aveva rapporti con le istituzioni”. Molfetta ha così avuto l'onore di essere conosciuta in tutt'Italia grazie all'emissione del francobollo commemorativo per Giaquinto. Il sen. Azzollini, pur conservando il suo inconfondibile stile, fatto di voce, modo di porgersi al pubblico, termini dialettali, ha mostrato una sorta di processo identificativo con il leader del suo partito, come Berlusconi lamentando di aver, in prima persona o come governo cui appartiene, fatto tantissimo, ma di non aver visto grandi titoli a proposito. Ha voluto, quindi, elencare almeno tre importanti iniziative del governo di centro destra e cioè, il ripristino del credito d'imposta a favore delle aziende del sud con l'ultima finanziaria, il tempestivo decreto che ha permesso agli stabilimenti Parmalat di continuare a funzionare, tutelando occupazione e investitori, la difesa, contro la cecità dei burocrati Inps, delle pensioni minime. Il bilancio dopo due anni e mezzo A Tommaso Minervini i due parlamentari hanno lasciato il compito del bilancio amministrativo vero e proprio. Il sindaco era lì proprio per questo e, dopo aver ribadito d'aver ereditato al momento del suo insediamento “una città che non aveva meccanismi di confronto con le istituzioni, a tutti i livelli, anche quello militare ed ecclesiastico”, ha, come si diceva all'inizio, sottolineato più volte nel procedere del discorso che il “governo a rete è stata un'operazione culturale e politica importante”. Quella che ha reso possibile in due anni e mezzo di governo una serie di realizzazioni, poi puntigliosamente elencate, con corredo di immagini proiettate sullo schermo alle sue spalle (anche se non sempre combaciavano con l'argomento che stava trattando e indugiavano più sullo stesso sindaco, quasi a voler celebrare il culto della personalità), a cominciare da quelle più innovative e meno visibili: il cablaggio degli uffici comunali, il telecontrollo del traffico e un sistema di sicurezza dello stesso traffico. Il centro antico e il porto Ha invitato poi i presenti ad un'immaginaria passeggiata nella città, alla scoperta dell'operato dalla sua amministrazione. A cominciare dal centro antico, con la creazione del giardino nell'area alle spalle del palazzo di città, il restauro della Chiesa della Morte, del Duomo, del Torrione Passari e lo sblocco dei lavori negli isolati 9, 16 e 17. Fiore all'occhiello il porto, con grandi ringraziamenti al sen. Azzollini per aver procurato 50 milioni di euro nella prima fase e poi ancora altri 50, per un importo totale di 100 milioni, per la creazione di una struttura completa. Resa ancor più completa, una volta collegata a terra la diga Salvucci, per il collegamento stradale con la zona industriale, progetto per cui c'è già un accordo con l'Anas e che dovrebbe essere appaltato nel corso di questo anno. Il lavoro e la casa Zona Asi che, assieme a quella artigianale, recentemente raddoppiata, fa affermare al sindaco: “Sta nascendo una seconda città, quella del lavoro, con 700 posti in più per l'occupazione”. Problemi amministrativi risolti per la nuova zona d'espansione che ”deve nascere con certezza di diritto e certezza di costi, ecco perché abbiamo acquisito al patrimonio comunale tutte le aree di alcuni comparti e per altri ci stiamo accingendo a farlo”. Il giro ideale per Molfetta alla scoperta delle realizzazioni, frutto della collaborazione fra più livelli istituzionali, prosegue nella periferia, con l'annuncio che è stata firmata la convenzione con l'Anas e la Regione Puglia per la costruzione di due bretelle di attraversamento a nord e a sud della città. E fa sosta in riva al mare, ricordando il Piano delle coste recentemente presentato in Consiglio Comunale che dovrebbe dare impulso al turismo. Infine un rapido elenco di altre opere: il ponte di Ponente, Piazza Principe di Napoli, Piazza Mentana, il completamento del palazzetto della zona 167. Per tutte le opere puntigliosamente elencate “sono o saranno spesi 24 milioni di euro fuori dei finanziamenti nazionali, fra Por e fondi comunali”. La sanità e i servizi Rivendicata come un successo, contro i molti “corvi”, l'assegnazione del Preventorio alla Lega del “Filo d'oro” e, su un argomento su cui persino il sindaco deve essere consapevole che il concetto di “governo a rete” è un po' stiracchiato, segnalata una “capacità di reazione” dell'ospedale che “quindi non chiude, come molti andavano dicendo, anzi sta difendendo le sue posizioni”. Così come di tutto livello è stata la programmazione culturale e nello specifico quella teatrale. Una questione di bicchiere Tutto questo, secondo il sindaco, “dovrebbe indurci a guardare con fiducia al nostro futuro, come se si trattasse di un bicchiere mezzo pieno”. Paragone non proprio calzante, dato che in genere tale bicchiere riempito a mezzo è proprio il simbolo della possibilità di diversa valutazione di una realtà. La conclusione vale a smentire la fama di Tommaso Minervini abile amministratore, ma sempre freddo e compassato, capace di parlare per un'ora senza concedere alla platea pure attenta un solo sorriso. Infatti, ad un certo punto, tirate fuori da una cassetta degli attrezzi, che prima accusa qualche buontempone di avergli sottratto, una torcia e un compasso, invita tutti, e in primis la stampa cittadina, a “guardarsi dentro” e a intraprendere un processo di rinnovamento, di rinascita, con tono profetico e vaticinante, più da guru che da sindaco. C'è quasi da chiedersi quale sia nell'intento di Tommaso Minervini il prossimo e più elevato livello da aggiungere al governo a rete. Lella Salvemini
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