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All'Itis si studia la legalità su strada
15 giugno 2011

Cercate di tornare a casa sempre sorridenti, per dire ai vostri genitori che non è successo niente. L’auspicio del dirigente scolastico dell’Istituto Tecnologico Industriale «Galileo Ferraris», ing. Manlio Massari, nella manifestazione che ha chiuso il progetto scolastico «La legalità su strada» (Pon «Le(g)ali al Sud: un progetto di legalità in ogni scuola»). Un progetto per «sensibilizzare i ragazzi ad avvicinarsi alle Forze dell’Ordine, spesso considerate delle forze di repressione - ha aggiunto la prof.ssa Maria Grassi - sono, invece, forze di prevenzione». Il rispetto della legalità su strada, l’obiettivo, realizzato con il patrocinio del Comune di Molfetta, in collaborazione con il Comando della Polizia Municipale di Molfetta, la Polizia Stradale di Bari, l’Associazione «Vivi la strada» di Castellana Grotte, il dott. Gaetano Barione, segretario nazionale A.n.v.u. (Associazione Nazionale Vigili Urbani), la Guardia di Finanza, i Vigili del Fuoco, Ser Molfetta, Misericordia e Croce Rossa. Numerose le iniziative e le visite: dal Comando della Polizia Municipale di Molfetta alla centrale operativa del 118 (lezione teoricopratica di soccorso), dei Vigili del Fuoco (simulazione d’intervento), dei Carabinieri (sezione Sis) e della Polizia Stradale di Bari; dalle nozioni di primo soccorso alle testimonianze delle vittime della strada; dall’esperienza dell’etilometro alla visita al Parlamento il 13-14 aprile. Uno spot pubblicitario ha chiuso questo percorso educativo. A conclusione della manifestazione sul Lungomare Colonna, l’assistente capo dott. Luigi Brienza della Polizia Stradale di Ruvo di Puglia (progetto «Icarus» del Ministero dell’Interno) ha descritto gli effetti alla guida di droga e alcool, binomio mortale. Per questo, la Polizia è costretta a intervenire in modo repressivo con autovelox, etilometro e toxotest. «Nei sabato sera non ha nessun senso correre di ritorno dai luoghi di divertimento di intrattenimento », l’invito del sindaco Antonio Azzollini, con «l’auspicio che queste manifestazioni penetrino i neuroni dei giovani». Positiva la risposta degli studenti, che «hanno capito come la tolleranza zero non abbia una finalità punitiva o restrittiva - ha continuato la prof.ssa Grassi - bensì educativa». Quali gli insegnamenti tratti da queste esperienze? «Mettere la cintura, perché salva la vita, guidare con cautela, non fidarsi degli altri, prestare molta attenzione - ha risposto una studentessa a Quindici - soprattutto il rispetto delle regole del Codice della Strada». Se la notte corre troppo in fretta rallentate, perché c’è il giorno che vi aspetta.

Autore: Marcello la Forgia
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