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Affondamento peschereccio Francesco Padre Molfetta il 4 novembre ricorda la tragedia
31 ottobre 2014
MOLFETTA - Il 4 novembre 2014 nella chiesa Madonna della Rosa a Molfetta,
il comitato “
Francesco Padre
”
“
, in occasione del ventennale della morte dei 5 uomini del motopesca “
Francesco Padre ML990
” insieme con il loro cane Leone, morte avvenuta in circostanze ancora tutte da chiarire, per le quali si sono mobilitati i Tribunali, carta stampata e soprattutto le coscienze di tanti cittadini, organizza un evento commemorativo di questo tristissimo avvenimento; agli inizi degli anni ‘90 molti pescherecci italiani quotidianamente raggiungevano le acque del Montenegro, notoriamente più pescose di quelle italiane. Nella notte tra il 3 e il 4 novembre 1994, il peschereccio molfettese “Francesco Padre” era là, con a bordo cinque uomini e un cane (il comandante
Giovanni Pansini
, 45 anni,
Luigi De Giglio
, 56 anni,
Saverio Gadaleta
, 45 anni,
Francesco Zaza
, 31 anni e
Mario De Nicolo
, 28 anni con il loro cane
Leone
). Poco dopo la mezzanotte, la barca affondò portandosi giù i loro corpi. A causa di un gioco di guerra in tempo di pace il calendario del tempo di cinque famiglie di pescatori pugliesi, quella notte è stato arrestato per sempre; e così, le lancette degli orologi sono state inceppate inesorabilmente, in quelle case di onesti lavoratori del mare. Fino ad ora il ricordo è sopravvissuto solo nella memoria di pochi parenti che vivono nel muto dolore quella perdita irreparabile dei propri cari, e di quanti accarezzano e sentono propria quella tragedia. Quella storia fu subito definita l’ “
Ustica di Molfetta
”. Nonostante siano molti i casi come questo, qualcosa ha reso la sorte dei 5 marinai molto diversa da quella delle vittime di Ustica: i cinque uomini del “Francesco Padre” sono stati dichiarati “colpevoli della loro morte”: sarebbero cioè saltati in aria perché trasportavano illegalmente esplosivo in zone di guerra. E così le vittime sono state trasformate in carnefici e le loro famiglie hanno dovuto rinunciare al diritto di seppellire i propri cari (deliberatamente lasciati in fondo al mare); rinunciare al diritto di ricevere dallo Stato un aiuto economico (prima riconosciuto e poi negato); al diritto di conoscere la verità (un segreto di stato lo ha formalmente impedito) e quindi al diritto di avere giustizia.
Venti anni di silenzi, omissis, indagini, segreti di stato, verità.
Il comitato Francesco Padre vuole ricordare questo tragico avvenimento ma anche riportare l’attenzione su una verità dei fatti che nel tempo è emersa in tutta la sua drammatica evidenza senza però risvegliare la verità giudiziaria ancora silente
. All’invito a partecipare alla commemorazione hanno risposto con entusiasmo il giornalista
Gianni Lannes
autore del libro “
Nato colpito e affondato
”che ha fatto luce sull’intera vicenda;
l’Ammiraglio Salvatore Giuffré,
già comandante della Direzione Marittima della Puglia e della Basilicata Jonica e del Compartimento Marittimo di Bari, il
Dott. Nicola Magrone
Magistrato, che come parlamentare è stato firmatario di una proposta di legge per l’istituzione di una
commissione di inchiesta sull’
attentato al motopeschereccio Francesco Padre di Molfetta
e sul
traffico di armi in Adriatico;
il
Dott. Carlo Maria Capristo
procuratore capo della Repubblica presso il Tribunale di Trani che ha riaperto il processo ipotizzando contro ignoti il reato di “omicidio volontario”; l’Avv.
Nicky Persico
che ha difeso le famiglie delle vittime del “Francesco Padre” nel nuovo procedimento giudiziario e
Giovanni Modugno
Comandante Gruppo Operativo Subacquei Marina Militare Italiana col palombaro
Angelo Nitti
che hanno partecipato nel 2011 alle operazioni di ispezione visiva dell’imbarcazione che ancora giace nel fondo del mare a 243 m. di profondità.
Nell’occasione verrà proiettato in prima nazionale il
cortometraggio
“Francesco Padre” della regista
Donatella Altieri
(vedi il video clip nella gallery "Quindici" a fianco).
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