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A Maria Addamiano il premio internazionale di poesia Sicilia 2000
15 dicembre 2009

La mia ricerca artistica indaga sul destino di ogni essere, vegetale, animale o umano, scrutando l’universo quasi fosse «un’orchestra in cui tutti suonano, bene o male, sulla scorta di uno “spartito divino”». Con queste parole Maria Addamiano, pittrice, scultrice e poetessa molfettese, esamina il proprio itinerario creativo, riferendosi soprattutto ai componimenti poetici, che si configurano quali “inni alla Rinascita” di un io troppo spesso “lasciato al buio, in un tanfo stagnante”, che ha sentore di solitudine e disperazione. Con una sua lirica, “Presenza”, Maria ha conseguito il primo premio nella sezione di “poesia inedita” del 30° Premio Internazionale di Poesia “Sicilia 2009”, promosso dall’A.S.L.A. (Associazione Siciliana per le Lettere e le Arti), fondata nel 1963. A designarla come vincitrice la giura costituita da Ugo Zingales (Presidente), Ines Betta Montanelli, Giuseppe Briganti, Irene Caterinaki Bruno e Stefano Robertazzi. La cerimonia di premiazione si è tenuta a Palermo, in data 25 novembre 2009, presso la Sala delle Capriate, concessa dal Rettorato dell’Università degli Studi palermitana. “È stata un’emozione indescrivibile per me. Una splendida sorpresa...”, ha dichiarato Maria. “Devo dire che questo è un grande incentivo a proseguire anche in questo tipo di arte. Per me scultura, poesia, disegno e pittura sono i molteplici aspetti di un’unica tensione espressiva, non un semplice susseguirsi, ma un intrecciarsi di attività espressive tese a chiarire, approfondire, comunicare e soprattutto esaltare il valore della vita, tanto incerta, eppure così ricca di speranza, di gioia...”. Nasce così “Presenza”, per Maria “una preghiera / di ringraziamento”; non un ripiegamento solipsistico negli anfratti dell’io, ma un cantico traboccante di amore per l’intero creato. Nell’universo si riverbera la luce di una presenza misteriosa, quel soffio divino che risiede “nel venticello di primavera, / nella brezza marina”. L’esistenza è un fluire di sensazioni di cui l’anima s’appaga, se solo si sofferma a coglierne l’intrinseca bellezza, riflesso di sacre “magnificenze”. Le immagini che Maria cesella sono preziose, proprio perché l’autrice, invece d’intrecciare astrusi arabeschi verbali, insegue il quotidiano incanto di un “raggio di sole”, assimilato a una “carezza / calda” tutta da assaporare, o magari di un rassicurante arcobaleno. E in una poesia/pittura dalla tavolozza ricolma dei più svariati cromatismi (rosso, verde, violaceo e poi ancora “albe pallide” e “luce bianca”) disegna un universo santuario, in cui si spandono, inebrianti “profumi di innamoramento”. “Nelle mie poesie”, dichiara Maria, “tutte le tematiche si fondono, si completano; ovunque io attinga, mi piace che nei miei versi stilli la linfa dell’amore”.

Autore: Gianni Antonio Palumbo
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