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10 ottobre 2003: Giornata Mondiale contro la Pena di morte
10 ottobre 2003

MOLFETTA – 10.10.2003 La Coalizione Mondiale contro la Pena di morte (World Coalition against the Death Penalty, WCADP), di cui fa parte Amnesty International ha organizzato per oggi 10 ottobre la Giornata Mondiale contro la Pena di morte. Fondata a Roma nel maggio 2002, la WCADP e' una coalizione di organizzazioni impegnate nel campo dei diritti umani, di associazioni legali, di sindacati e di autorità locali e regionali che hanno unito le forze per l'eliminazione della pena di morte in tutto il mondo. Finalità della Giornata Mondiale contro la Pena di morte sono: stimolare il dibattito pubblico sulla pena di morte; rafforzare l'opposizione pubblica alla pena di morte; mettere pressione sugli stati mantenitori affinché fermino le esecuzioni e aboliscano la pena di morte. Amnesty International è contraria alla la pena di morte, in quanto ritiene che essa viola il principale dei diritti umani: il diritto alla vita. Tale diritto è sancito nell'art.3 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani; nell'art.2 della Convenzione europea sui diritti umani. La posizione della maggior parte dei favorevoli alla pena di morte si basa sulla convinzione che tale pena sia l'unico vero deterrente contro il crimine. Ma come ha dimostrato lo studio condotto nel 1996 da Roger Hood per conto delle Nazioni Unite all'abolizione della pena di morte non corrisponde generalmente un aumento dei crimini, non c'é relazione tra l'aumento della criminalità e l'abolizione della pena di morte, ad esempio in Canada la percentuale di omicidi é scesa nel 1993 del 27% rispetto al 1975 quando era ancora in vigore la pena di morte. Quando la pena di morte viene applicata si corre il rischio di giustiziare innocenti. Nessun sistema giudiziario è immune da errori e nel caso di una condanna a morte un errore risulta irrimediabile se la condanna viene eseguita. Spesso l'errore viene scoperto solo dopo l'esecuzione. Ai condannati a morte spesso viene negato il diritto ad un legale oppure viene fornito loro un avvocato d'ufficio, la cui assistenza è quasi sempre inadeguata. La pena di morte è anche una pena crudele. Infatti i condannati trascorrono mesi ed anni nel braccio della senza conoscere la data di esecuzione, vivendo con il terrore di essere giustiziati da un momento all'altro. Tale situazione diventa psicologicamente insostenibile tanto che non di rado i condannati decidono di rinunciare a fare appello, in modo tale da accelerare i tempi della loro esecuzione. Dibattiti, concerti e manifestazioni varie saranno organizzate in tutto il mondo il 10 ottobre 2003 per dare ampia risonanza internazionale alla richiesta per l'abolizione universale della pena di morte. In Puglia oggi saranno organizzate le seguenti iniziative: Barletta: raccolta firme presso Punto Einaudi, C.so Garibaldi, 129 dalle ore 9:30 alle ore 14:00 e dalle 17:00 alle 21:30 Trani: raccolta firme presso Bottega "Pachamama Terra Madre", via delle crociate, 3 dalle ore 10:00 alle 13:00 e dalle 18:00 alle ore 21:00 Andria: raccolta firme presso Bottega "Filomondo", via Bologna, 115 dalle ore 10:00 alle ore 13:00 e dalle ore 18:00 alle ore 21:00 Corato: presso l'Istituto Statale d'Arte, nel corso di una assemblea d'istituto, verrà presentato il video realizzato dai ragazzi della 5° E "Chi è senza peccato scagli la prima pietra" Foggia: raccolta firme presso IPERCOOP - Centro Commerciale Mongolfiera Viale degli Aviatori, 126 dalle ore 16.30 alle ore 21.30 Molfetta: domani, sabato 11, alle ore 19, presso la Sala Turtur, conferenza "Pena di morte: un omicidio di Stato". Interverranno: Francesco Postiglione autore del libro: "Giustizia è fatta?: Una risposta razionale al problema della pena di morte"; Riccardo Rossano, Docente di Diritti Umani, Università LUMSA; Alberto Trapani, Responsabile Campagne Gruppo 236 Amnesty International. In apertura, letture di "Ultime dichiarazioni di condannati a morte". Varie Scuole medie superiori pugliesi: “Costruire una cultura abolizionista per fermare il boia” - INDAGINE CONOSCITIVA SULLA PENA DI MORTE PER I RAGAZZI DELLE SUPERIORI Per ulteriori informazioni: www.amnesty.it/pdm Secondo Amnesty International nel 2002 sarebbero state giustiziate oltre 1526 persone in 31 paesi. Si tratta però dei soli casi noti ad Amnesty e si presume quindi che il totale reale possa essere notevolmente maggiore. Nel 2002 numerose persone sono state condannate a morte in seguito a processi iniqui e sono stati giustiziati tre minorenni al momento del reato, tutti negli Stati Uniti. La Cina ha eseguito almeno 1060 esecuzioni, l'Iran 113. Gli Stati Uniti hanno eseguito 71 condanne rispetto alle 66 del 2001. Cina, Iran e Stati Uniti hanno eseguito l'81% delle esecuzioni mondiali nel 2002. Più della metà dei paesi del mondo ha abolito la pena di morte di diritto o de facto. I dati più recenti, risalenti al luglio 2003, circa la situazione della pena di morte nel mondo sono i seguenti: 76 paesi totalmente abolizionisti, 15 paesi la prevedono per reati eccezionali (quali quelli commessi in tempo di guerra), 21 sono i paesi abolizionisti de facto, ossia prevedono la pena di morte nel loro ordinamento ma non la eseguono da 10 anni oppure si sono impegnati ad abolirla e 83 sono i paesi mantenitori. Dunque negli ultimi anni si sta delineando una tendenza mondiale verso l'abolizione che fa ben sperare per il futuro stimolando soprattutto il movimento abolizionista a continuare la sua battaglia.
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