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Dopo il “Prestito d'onore”, il progetto “Microimpresa” e “Franchising” Crescono le opportunità per chi vuol tentare la strada dell'autoimpiego”
15 febbraio 2002

“Scommettere su se stessi”, “Mettersi in proprio”, “Creare un'impresa”, sono gli slogan della nuova frontiera del lavoro, le cui dinamiche sono in continua trasformazione. Il dimagrimento e la dissoluzione di Enti pubblici, parastatali e il settore impiegatizio tradizionale, che per decenni ha garantito un ricambio generazionale, l'insufficienza risposta del privato in termini di garanzie e livelli di reddito, sono una forte tentazione per chi ha un'idea e una qualche formazione ed esperienza professionale, per tentare la scommessa del lavoro autonomo. Oggi più di ieri, grazie a leggi che favoriscono la nascita di piccole imprese, con risorse finanziarie tendenti ad abbattere le barriere economiche (adempimenti burocratici, fitto per la sede, acquisto di macchinari, la difficoltà di farsi conoscere, ecc.), che le nuove imprese inevitabilmente incontrano e superabili solo se si hanno consistenti capitali iniziali. Tutto iniziò con la Legge 44/91 in favore dell'imprenditorialità giovanile, che però richiede una serie di garanzie personali e patrimoniali. La svolta arrivò con la legge denominata “Prestito d'onore”, cavallo di battaglia del vincente Ulivo del '96. Per la prima volta si metteva a disposizione dei disoccupati del sud, strumenti per avviare un'attività autonoma, senza garanzie preventive, se non la serietà e fattibilità del progetto. Inizialmente il progetto “Prestito d'onore” fu gestito dalla società pubblica “Imprenditorialità giovanile”, successivamente inglobata in “Sviluppo Itali – Agenzia per lo sviluppo economico e imprenditoriale del mezzogiorno”, interamente controllata dal Ministero dell'Economia. Gli ultimi dati del Ministero sono eloquenti: in cinque anni 120 mila richieste, 30 mila progetti finanziati, di cui il 90% in attività. Tra i beneficiari il 59% ha dai 24 ai 34 anni, mentre il 32% dai 35 ai 44, inoltre il 55% possiede un diploma e il 19% la laurea. Una curiosità: per circa 10 mila attività avviate, il “Prestito d'onore” ha funzionato come strumento di emersione. Per quanta riguarda la Puglia è da sottolineare il boom del “Prestito d'onore”, che nel 2001 ha finanziato 4.600 nuove ditte individuali, per una spesa di 236 miliardi di lire. Il successo del “Prestito d'onore”, ha spinto Sviluppo Italia, ad attivare nuovi gli strumenti come “Microimpresa” e “Franchising”. Ma vediamo quali sono e come funzionano questi strumenti. Prestito d'onore (50 milioni /22.822,44 Euro) Destinatari sono i disoccupati da almeno sei mesi, che intendono avviare un'attività, sotto forma di ditta individuale, per un investimento complessivo di 50 milioni di lire. I progetti possono riguardare tutti i settori, eccetto quello agricolo e trasporto. I 50 milioni sono così ripartiti: 30 a fondo perduto e 20 in forma di prestito agevolato (tasso 1,78%), da restituire in cinque anni. Inoltre, per la gestione, è erogato un contributo di 10 milioni a fondo perduto, per le spese sostenute nel primo anno di attività. Microimpresa (250 milioni/129.114 Euro) Si rivolge a gruppi di persone e quindi a società in nome collettivo, in cui almeno la metà dei soci siano disoccupati e che detengano la metà delle quote sociali. I settori devono riguardare le attività di produzione di beni e servizi, sono escluse le iniziative agricole, trasporto e commercio, per un progetto di investimento complessivo massimo di 250 milioni, pari a 129.114 Euro. Le agevolazioni consistono in mutui agevolati decennali e contributi a fondo perduto perla gestione nel primo anno di attività, per un massimo di 100 mila Euro. Il meccanismo è questo: per un dato investimento, è stabilita l'entità dell'agevolazione che essenzialmente viene utilizzata per ridurre il tasso di interesse del capitale mutuato, il resto sotto forma di contributo a fondo perduto. Franchising E' lo strumento di ultima istituzione che può essere proposto sia da singoli (ditte individuali) che da gruppi (società), per attività in franchisee (affiliati) con società accreditate da Sviluppo Italia. Ad esclusione del settore agricolo e trasporto, le attività devono riguardare: produzione di beni, servizi e commercio. Anche per il franchising le agevolazioni riguardano mutui agevolati e contributi a fondo perduto per la gestione. Il capitale da contrarre con il mutuo decennale, dipende da come viene utilizzata l'agevolazione (massimo 100 mila Euro). In pratica se si utilizza tutta l'agevolazione in conto interessi, più alto sarà il capitale mutuabile, fino ad arrivare ad un capitale di 260 mila Euro, circa mezzo miliardo di lire. Viceversa per un capitale inferiore, la parte dell'agevolazione non utilizzata in conto interessi, viene erogata sotto forma di contributo a fondo perduto per la gestione nel primo anno di attività. I servizi Un aspetto non secondario sono i così detti “servizi immateriali”, che conferiscono ai vari strumenti un valore aggiunto di qualità. Nella fase d'avvio per il “Prestito d'onore” e nel primo anno d'attività per “Microimpresa” e “Franchising”, è previsto un servizio gratuito di consulenza ed assistenza tecnica da parte d'organismi specializzati (tutor), grado di orientare i neoimpredentitori verso le scelte gestionali e organizzative più appropriate, utili sia per ridurre i rischi, sia per agevolare una formazione consapevole di cultura d'impresa. Come si fa Tutti gli strumenti dell'autoimpiego hanno in comune il modo d'accesso. Basta una semplice domanda contenente i dati e recapito del proponente o dei proponenti, una descrizione sintetica dell'iniziativa, la localizzazione e una stima dell'investimento previsto. Non ci sono scadente, graduatorie e punteggi, né sono richieste garanzie personali e patrimoniali. Tutti progetti sono esaminati in ordine cronologico d'arrivo. Le domande sono poi valutate nel corso di più incontri, per verificare: serietà e professionalità dei soggetti, la validità tecnica, economica e finanziaria del progetto, individuare la misura incentivante applicabile. In questa fase gli aspiranti imprenditori partecipano a corsi formativi in aula e sul campo, utili per la definizione del progetto definitivo (business plan), strumento di valutazione fondamentale per la decisione all'ammissione o meno alle agevolazioni. Insomma ragazzi, se avete un'idea, fatevi avanti, o almeno provateci. Francesco del Rosso SCHEDA Indirizzi utili Sviluppo Italia Puglia C/o Executice Centre, 7° piano – Via Giovanni Amendola 168/5 – 70126 Bari www.sviluppoitalia.it www.opportunitàitalia.it Comune di Molfetta, piazza Municipio - Sportello unico per le imprese (sig.ra Antonia Allegretta)
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