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Zona Asi, ancora troppi ritardi Primo stralcio (60 ettari) urbanizzato, il 2° (180) da completare, per il 3° (120) mancano i soldi
15 febbraio 2004

Nei numeri precedenti di “Quindici” abbiamo fatto il punto della situazione sul Pip (Piano insediamenti produttivi), che riguarda la zona artigianale in ampliamento e l'ulteriore espansione in programma. In questo numero ci occupiamo dell'altro settore produttivo: la zona Asi. L'Asi di Molfetta comprende un'area sulla carta di circa 443 ettari (comprensivi di strade, verde, capannoni e servizi), suddivisi in maglie dalla A alla Z, di cui 186 destinati agli insediamenti industriali. Il lotto minimo è di mille mq, mentre non c'è un limite massimo come per l'area artigianale, ci sono, però, alcuni vincoli: edificabilità del 50%, verde attrezzato, parcheggi esterni, altezza dei fabbricati correlate dall'estensione dell'area, distanze dai confini, ecc. Attualmente è stato completamente urbanizzato il 1° stralcio relativo alle maglie A-B-C-D (circa 60 ettari), in cui sono in attività 14 aziende, con il vuoto della maglia C destinata all'insediamento di un ipermercato che vede coinvolte in un contenzioso, attraverso proprie società, Auchan e Ipercoop. Una lite legale su cui si pronuncerà nuovamente il Tar Puglia entro la fine di febbraio, sicuramente seguirà un altro ricorso al Consiglio di Stato, quindi per almeno i prossimi 18 mesi tutto resterà tutto ancora sospeso. Per quanto riguarda il 2° stralcio (dalla maglia E alla Q, circa 180 ettari), sono state realizzate solo le urbanizzazioni primarie (tronchi idrici, fogna bianca e nera), ora occorrono finanziamenti per la realizzazione delle strade, reti elettriche, telefoniche e tecnologiche, anche se qualche azienda sta terminando i capannoni, come l'Abaco System (maglia E), nelle vicinanze però del primo stralcio e quindi nessuna difficoltà per gli allacciamenti. Stesso discorso per “Alfa Uno” di Brescia con la struttura outlet “Fashion District” di abbigliamento griffato (maglia N-Q), i cui cantieri sarebbero imminenti, poiché sono state rilasciate da mesi le relative licenze edilizie. Per il 3° stralcio (R-S-T-V-U-Z, circa 120 ettari) invece, è tutto da vedere: sono state avviate le prime procedure d'esproprio e preassegnate alcune aree, ma in mancanza di finanziamenti per le urbanizzazioni, ci vorrà del tempo per gli insediamenti. Bisogna sottolineare che una preassegnazione è solo un'ipotesi d'investimento, senza nulla di concreto, solo quando l'impresa richiedente acquista i suoli, si può parlare di un programma d'insediamento. Quindi dire quante aree sono disponibili nell'Asi, è un dato approssimativo: si va dai 20 ettari ai 120, se si includono o meno sia le preassegnazioni che il 3° stralcio. Insomma, una situazione d'impasse, anche perché non è chiaro quale fine faranno i Consorzi Asi, attualmente tutti commissariati, a seguito della riforma avviata dalla regione nel febbraio 2003. Come nello stile del presidente Fitto, le cose sono state lasciate sospese. Infatti, la legge di riforma prevedeva che la Regione doveva, entro 30 giorni, stabilire quali Asi dovevano essere devolute alla gestione dei Comuni, con il trasferimento di strutture e personale. A circa un anno di distanza, nulla è stato deciso. In molti auspicano che la situazione si sblocchi con una serie di eventi: il passaggio al Comune delle competenze, poiché i Consorzi Asi istituiti nel '59 non hanno più senso, fine della lite legale per l'ipermercato, l'avvio dei cantieri per “Fashion District” e soprattutto l'inizio dei lavori al porto. In tal caso l'Asi diverrebbe ancor più appetibile. Sul versante dei costi, il prezzo al mq è di 25 euro per le attività produttive e servizi, mentre è di 12 euro per le iniziative legate al tempo libero e ricreative, per le quali è preminente il verde attrezzato, quindi l'indice di fabbricabilità è ridotto al 30 per cento. Considerando le aziende insediate e quelle che si insedieranno, più che un'area industriale classica del manifatturiero (calzaturiero, legno, tessile, meccanico), avremo un preminente settore commerciale e dei servizi alle imprese e alle persone. Nell'attesa che maturino gli eventi, per ora contiamo solo una prematura grande strage di uliveti. Francesco del Rosso
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