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Vaccino sì, vaccino no paure e certezze
15 dicembre 2020

Il vaccino anti Covid è atteso come una manna dal cielo in tutto il mondo per fermare questa terribile pandemia, ma secondo alcuni sondaggi, quasi il 40 percento degli italiani non ha intenzione di fare il vaccino e non si tratta soltanto di seguaci delle teorie del complotto o No Vax. Da un altro sondaggio di Ipsos-Mori si ricava che solo il 24% della popolazione sarebbe disposto a vaccinarsi immediatamente, e la proporzione sale al 53% se si include chi lo farebbe entro tre mesi da quando un vaccino anti-Covid dovesse essere disponibile. Queste percentuali sono insufficienti: anche con un vaccino efficace al 90%, per raggiungere un livello di immunizzazione della popolazione del 70% bisognerebbe che circa l’80% delle persone si vaccinasse. Le ragioni principali per le quali le persone non intendono vaccinarsi includono i possibili effetti collaterali e la preoccupazione che gli studi clinici siano stati condotti troppo in fretta. Le intenzioni di vaccinazione del pubblico possono mutare, ecco perché è importante continuare a condurre sondaggi per avere il polso della situazione. È anche utile identificare possibili strategie per incoraggiare le persone a proteggersi attraverso il vaccino. “Quindici” come sempre ha condotto una mini inchiesta per capire l’umore dei molfettesi verso la vaccinazione. Queste le domande che abbiamo rivolto: 1) Lei farebbe la vaccinazione anti Covid? 2) Secondo lei dovrebbero renderla obbligatoria? 3) Vaccinarsi è un dovere per garantire sicurezza anche agli altri e arrivare all’immunità per tutti? 4) Lei ha fatto la vaccinazione anti influenza, per essere più tranquillo? 5) Secondo lei, come va fermata questa pandemia? Durerà ancora molti mesi? 6) Per Natale occorre più rigore o allentare i divieti attuali? PIETRO LAZZIZERA, STUDENTE UNIVERSITARIO 1) Certo, fare la vaccinazione deve essere una priorità per proteggere se stessi e anche gli altri che ti circondano. 2) Nei primi mesi questo non sarà possibile, ma più avanti, quando ormai gli effetti del vaccino saranno noti, la vaccinazione penso debba essere obbligatoria. Penso questo perché, se c’è qualche negazionista che decide di non farla, si corre il rischio che si infetti e che non si riesca a debellare del tutto la malattia. 3) Come ho detto prima, certo deve essere un dovere di ogni singolo cittadino pensare alla propria salute e a quella della propria comunità. Io penso che l’immagine e il messaggio, per essere più efficace, debba essere trasmesso da persone che hanno una grande influenza sull’opinione pubblica. Ad esempio, in America, Obama ha dichiarato che accetterebbe di farsi vaccinare in diretta TV. Per quanto riguarda l’immunità di gregge, l’Italia punta a raggiungerla facendo vaccinare 40 milioni di italiani. Penso che sia un risultato ampiamente raggiungibile ma solo se ogni cittadino farà il suo dovere. Spero non inizi l’ennesima campagna denigratoria dei negazionisti anche per quanto riguarda i vaccini. 4) No, purtroppo non sono riuscito ad averne accesso. 5) La pandemia può essere sconfitta solo col buon senso delle persone, qui in Italia spesso si cerca di trasgredire le regole come se fosse un vanto, questo comporta difficoltà maggiori nel gestire le crisi. Si potranno fare 50 nuovi dpcm con 50 nuove restrizioni ma se molte persone non capiranno che tutto ciò è fatto per proteggere loro e i loro cari, questa pandemia si protrarrà ancora per molto. 6) Lo ripeto occorre BUON SENSO DA PARTE DELLE PERSONE, il governo non potrà mai entrare in casa e dirti che non puoi invitare persone, devono essere le persone a capire cosa è meglio fare per tutti. Ma purtroppo, io che ho poca fiducia in tutto ciò, penso che a gennaio faremo i conti con una terza ondata. Per quanto riguarda le nuove misure adottate dal governo, ritengo che siano quasi tutte giuste tranne l’apertura dei negozi e il possibile passaggio di tutta l’Italia a zona gialla. Però anche l’economia deve girare, altrimenti non si morirebbe di covid, ma di fame. Insisto nel dire che se le persone avessero buon senso, i negozi, i ristoranti, le palestre potrebbero essere sempre aperti. Purtroppo questo non avviene e infatti alcuni giorni fa, a Roma, al centro commerciale “Maximo”, c’era una folla immensa di persone per l’apertura del nuovo negozio “Primark”. Tutti molto vicini senza nessuna distanza di sicurezza. Se si continua su questa strada la luce in fondo al tunnel è ancora lontana. ANTONIO COPPOLECCHIA, STUDENTE UNIVERSITARIO 1-2) Molto probabilmente io farei la vaccinazione anti Covid, sì. Da un lato penso che sarebbe la scelta più opportuna, perché il vaccino (in generale) è stata una scoperta che, prima di tutto, ha salvato milioni di vite, in secondo luogo, ha contribuito ad eliminare molte malattie mortali. Nonostante questo, informandomi sul vaccino anti covid e leggendo notizie riguardanti quest’ultimo, è nata qualche perplessità, perché ci sono medici e studiosi italiani che pubblicamente hanno espresso incertezze sul vaccino, sul fatto che quest’ultimo magari sia stato ben testato o rispetti tutti i canoni di sicurezza. Qui dunque nasce spontanea la domanda: “dovrebbe essere obbligatorio questo vaccino?”. Secondo me no, ognuno deve essere responsabile delle proprie scelte che si ripercuoteranno sugli altri, ma penso che ognuno deve essere libero di poter decidere sulla propria salute, purché non vada ad incidere su quella degli altri. 3) Secondo me, vaccinarsi è un dovere morale, perché come ho già detto precedentemente, ognuno è responsabile della propria salute e, soprattutto in questo momento storico, anche della salute degli altri, in quanto tutti potremmo contagiare tutti. Dunque, al momento l’unica possibilità per sconfiggere questo “nemico comune” e arrivare all’immunità “globale” è il vaccino. Sta nella sensibilità delle persone decidere se farlo o no. 5) Secondo me, l’unica “arma” che potrebbe aiutarci a fermare la pandemia sarebbe una cura sicura e concreta. Purtroppo secondo me, sin dal principio avremmo dovuto reagire diversamente, dopo la prima ondata, avremmo dovuto continuare anche in estate a mantenere la mascherina obbligatoria qui in Italia, ad evitare assembramenti ecc, non dimenticandoci del Virus. Continuando così, secondo il mio parere di inesperto, continueremo ad assistere a picchi e discese, per molti mesi ancora, finché la vaccinazione o la cura non andranno a buon fine. 6) Negli ultimi giorni stiamo assistendo ad un calo dei contagi, ma non dobbiamo, secondo me, abbassare la guardia. Molti pensano al fatto che vorrebbero festeggiare con i propri cari il Natale, non pensando che lì fuori c’è ancora gente che soffre e che muore ogni giorno a causa del Covid, quindi a mio parere non dovremmo allentare i divieti attuali, ma magari rafforzarli leggermente in quei giorni, così da non assistere ad un aumento improvviso dei casi in quei giorni di festa. Sara Mitoli © Riproduzione riservata A. C., 23 ANNI, STUDENTESSA Sì, farei il vaccino anti-covid. Dato che non ci si può affidare al buon senso della gente, credo sia la soluzione migliore. Dovrebbero renderla obbligatoria secondo me, per il motivo detto prima. Dato che non siamo in grado o perlomeno la maggior parte della gente, non è in grado di rispettare poche regole... Che facciano diventare obbligatorio il vaccino. Sì, secondo me con il vaccino ci sarebbero altissime probabilità di garantire l’immunità. No, non ho potuto farla perché non si trovano vaccini antiinfluenzali in giro. Va fermata sicuramente con il buon senso della gente. Lo ripetono spesso... Poche mosse: indossare la mascherina, disinfettarsi spesso le mani e mantenere la distanza. Inoltre uscire solo se necessario ed, ovviamente, evitare di incontrare tanta gente. A questo aggiungo che sicuramente la medicina ha anche un ruolo importante, quindi con il vaccino potrebbero diminuire i casi. Assolutamente più rigore. Non possiamo permetterci gli errori di questa estate. Hanno riaperto discoteche, hanno riaperto tutto e ora ne stiamo pagando le conseguenze. Se dovessero riaprire tutto a Natale, saremmo al punto di partenza e avremmo nuovi picchi di contagi. È davvero un peccato per i commercianti che durante queste festività riescono a guadagnare davvero tanto, ma non possiamo permetterci altri sbagli altrimenti non ne usciremo più da questa situazione. FLAVIA MINUTILLO, 22 ANNI, SVILUPPATRICE SOFTWARE Sì, la farei. Perché va bene seguire le regole e adottare le giuste cautele ma solo perché, al momento, sono necessarie. I no vax si battono continuamente per l’abolizione dei vaccini, ma sarebbero disposti a trascorrere altri anni con la mascherina sul volto appena messo piede fuori di casa? Io sicuramente no, per cui assolutamente sì al vaccino. Prima di renderla obbligatoria io vorrei accertarmi che, nel caso io la facessi, fossi davvero protetta e non rischierei di essere contagiata se entrassi in contatto, per esempio, con una persona positiva. D’altro canto mi sembrerebbe anche di invadere il campo delle opposizioni perché c’è chi è contrario al vaccino e zittire l’altrui opinione non è nemmeno giusto. Mi metto nei loro panni e non mi piacerebbe essere obbligata a fare qualcosa che non condivido. Sì, secondo me la garantirebbe. Però resta la questione della concordanza di pensiero, è un dibattito. Io non ho mai fatto il vaccino anti-influenzale, sin da quando ero bambina, ora lo farei volentieri ma non è facile nemmeno trovarne di molti in giro. Anzi, che io sappia, le prime unità che arrivano dai medici curanti sono destinate ai più anziani e ai soggetti affetti da altre patologie, per cui è un po’ difficoltoso per persone della mia età e in salute riuscirsi a vaccinare, o comunque è difficoltoso riuscirci in tempi brevi. Secondo me si sta facendo davvero il possibile per cercare di arginare sempre più questa pandemia e credo che ogni provvedimento preso fino ad ora sia stato giusto e adeguato, ma il tutto non si esaurirà in poco tempo. Questa situazione ce la trascineremo dietro ancora per un po’ a parer mio, almeno finché tutti non avranno la possibilità di vaccinarsi. Assolutamente più rigore o comunque mantenere le disposizioni che c’erano fino all’altro giorno. Il voler trasformare l’intero territorio nazionale in zona gialla per me è un grande errore. Tutto tornerebbe a girare maggiormente e si verificherebbe un velato “liberi tutti” molto pericoloso e, soprattutto, fatto in barba a tutti i morti della seconda ondata e ai casi che continuano a crescere. E’ del tutto inutile, finiremmo per vanificare tutti gli ulteriori sforzi fatti fino ad ora e per cadere nelle braccia della terza ondata. Francesca Perchiazzi

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