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Unitalsi, non solo pellegrinaggi Una scelta di volontariato sociale
15 gennaio 2000

Sono molte le fotografie che Giovanna ci ha mostrato quando siamo andati a trovarla a casa, molti i ricordi e gli aneddoti divertenti che ci ha raccontato, ripensando a quei numerosi viaggi che con l’Unitalsi ha organizzato e ha vissuto. “Qui siamo ad Andalo: qualche anno fa abbiamo trascorso una splendida settimana bianca; – ci ha detto Giovanna – sapete, non avevo mai visto la neve prima. E anche qui, in crociera con Gianni Morandi, barelliere d’eccezione, ci siamo divertiti tanto”. L’Unitalsi è anche questo, di certo non solo pellegrinaggi a Lourdes per gli ammalati, come i più dicono. Mariella Sciancalepore, coordinatrice regionale dei giovani dell’Unitalsi, ci spiega che non c’è nulla di triste, nessun particolare sacrificio e neppure “buone azioni da devolvere a chi è meno fortunato di noi”. Piuttosto all’Unitalsi si sta bene insieme, si fa gruppo… e ci si innamora anche, come è capitato ultimamente durante un concerto a due ragazzi. Spesso ci si sente dire che spendere energie per organizzare viaggi insieme ai disabili è “poco utile” o comunque sarebbe più opportuno utilizzarle per soddisfare i loro bisogni primari, le loro esigenze essenziali, più concrete: eppure chi dice questo in genere non si limita affatto alla “sopravvivenza”, ma al contrario avverte l’esigenza forte di un “surplus” fatto di vacanze, svaghi, distrazioni e divertimenti. Proprio quello che l’Unitalsi cerca di offrire a chi diversamente non avrebbe alcuna possibilità di assistere ad un concerto di Jovanotti, per esempio, o di vedere posti lontani come Malta o Gerusalemme, di gustarsi la vita insomma. “Io non so ancora se a Gerusalemme esiste veramente la croce di Gesù tra le tre famose croci: - ci ha raccontato Giovanna con tono divertito – anche se qualcuno tentò di farmela toccare sollevandomi, io, che so’ corta, non ci riuscii e ho dovuto così fidarmi di chi mi ha detto di averla effettivamente toccata”. E ancora, tra i retroscena di una “trasferta” alle grotte di Castellana, Giovanna si ricorda dei complimenti ricevuti dalla guida per l’impeccabile catena di montaggio che consentì a tutti di superare le naturali barriere durante il percorso. Meno naturali quelle che quotidianamente ostacolano anche le più semplici passeggiate in città a chi usa la carrozzella. “E’ capitato anche a noi due l’altra sera, andando a cinema – ci hanno detto Mariella e Giovanna - : la solita macchina parcheggiata davanti ad uno scivolo. E’ una scena a cui siamo abituati, ma alla quale puntualmente ci ribelliamo”. Anche su questo tema molto si è detto e poco si fa e per distrazione e per superficialità, che sono spesso fedeli compagne dell’inciviltà. D’altra parte noi stessi ci siamo accorti che anche nel portone di Giovanna manca l’ascensore, eppure le migliorerebbe molto la vita, ma da quello che ci dice, il suo condominio non sembra affatto porsi il problema. Ma Giovanna può contare sui suoi amici, volontari dell’Unitalsi e così sorride mentre ci mostra le fotografie che la ritraggono avvolta nei colori della bandiera della pace, alla marcia di Assisi. L’Unitalsi cerca volontari. Chi vuole può rivolgersi alla sede dell’associazione, in via G. Salepico, 86, tutti i giovedì dalle 20,15. Tiziana Ragno
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