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Una straordinaria lezione di musica e vita di Ezio Bosso al Petruzzelli per la Fondazione Valente di Molfetta Tutto esaurito per lo spettacolo delle 12 stanze, applausi e due standing ovation per il Maestro torinese
23 maggio 2016

BARI - «La musica siamo noi la musica è come la vita si può fare in un solo modo, insieme». E questo amore per la musica Ezio Bosso è riuscito a condividerlo con il suo pubblico che ha trascinato con le sue note nelle sue “stanze” musicali.

E’ un artista straordinario il Maestro Ezio Bosso e lo ha confermato nel suo bellissimo concerto al teatro Petruzzelli, organizzato grazie alla Fondazione Vincenzo valente di Molfetta, che ha portato a Bari uno dei musicisti e compositori di livello internazionale.

La sua musica innovativa e raffinata esprime tutta la fragilità, l’amore e insieme il coraggio e la passione che trasmette in ogni suono prodotto interamente dal pianoforte “Tutto a mano”, com’egli stesso racconta, per dare la sensazione all’ascoltatore di essere dentro il pianoforte, come fosse esso stesso una stanza in cui entrare.

The 12th Room, i brani del suo ultimo album di successo “Le 12 stanze”, come sempre nelle sue scelte «rappresentano un piccolo percorso meta-narrativo – racconta Ezio Bosso nel dialogo che intreccia con il suo pubblico che gli ha tributato due standing ovation -. C’è una teoria antica che dice che la vita sia composta da dodici stanze, nessuno può ricordare la prima stanza perché quando nasciamo non vediamo, ma pare che questo accada nell’ultima che raggiungeremo. E quindi si può tornare alla prima. E ricominciare».

Il musicista torinese ricorda il passaggio alla 12ª stanza quando cinque anni fa, nel 2011, gli fu diagnosticata una malattia neurodegenerativa a cui poi si sono associati altri problemi. «Ho disimparato tutto: a parlare, camminare, suonare. E ho dovuto ricominciare tutto da capo. Come se fossi rinato - dice - È stato in quella 12ª stanza, però, che sono cominciate a sbocciate cose nuove: ho inciso per la prima volta un disco tutto mio e, sempre per la prima volta, ho accettato l’idea di andare in tour da solo». Un coraggio e una forza sorprendenti.

Ezio Bosso si è formato all’Accademia di Vienna dove ha studiato composizione e direzione d’orchestra. Ha diretto alcune delle più importanti orchestre internazionali come la London Symphony e l’Orchestra dell’Accademia della Scala. E ha composto colonne sonore sia per il cinema (per Io non ho paura di Salvatores, per Rosso come il cielo di Bortone) sia per il teatro (per registi come James Thierrèe) sia per la danza (per coreografi come Rafael Bonchela).

A Bari il Maestro ha offerto un concerto straordinario, unico, coinvolgente, commovente per la capacità di dialogare non solo con le parole, ma soprattutto con le note con un pubblico colto (sold out al Petruzzelli), che ha saputo apprezzare una musica di alto livello che sa parlare al cuore.

E va dato merito alla Fondazione Valente e al suo presidente Pietro Centrone, che pur ha saputo organizzare tanti concerti e ne ha altri spettacolari in programma per questa estate, di aver portato a Bari un concerto diverso, unico come solo un artista come Bosso riesce ad offrire dialogando con il pubblico attraverso un sorriso contagioso e spontaneo che trasmette un incredibile ottimismo.

Una lezione di vita per tutti, dalla prima alla dodicesima stanza.

© Riproduzione riservata

Autore: Felice de Sanctis
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