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Una settimana per i Molfettesi nel Mondo: il via ieri con il XXVIII convegno dell' Asssociazione
02 settembre 2009

MOLFETTA - Una settimana da sempre speciale per chi torna a Molfetta dopo anni, e che culminerà con le festività per la Madonna dei Martiri, si è aperta ieri con il tradizionale Convegno dell' Associazione Molfettesi nel Mondo, giunto alla ventottesima edizione. Stati Uniti d'America, Canada, Australia, Argentina, Venezuela, oltre che i paesi dell'Unione Europea: qui, da decenni, i molfettesi hanno portato il loro spirito di sacrificio e il loro lavoro, e per chi torna nel Paese d'origine il termine più inflazionato è “festa”: viene ripetuto più volte nel corso della breve conferenza in Sala Finocchiaro (Fabbrica San Domenico), seguita da un siparietto teatrale, naturalmente in dialetto molfettese, a cura dell' Associazione Culturale Teatrale “Il borgo vecchio”. “E' una settimana in onore di chi, con sudore e sacrificio, si è reso ambasciatore delle qualità di Molfetta in tutto il mondo”, viene spiegato nel' introduzione. Presenti per l'amministrazione il vice sindaco Pietro Uva e il city manager del Comune, Domenico Corrieri. Prima del brevissimo saluto del presidente dell' Associazione Molfettesi nel Mondo (“siamo fieri di voi: per voi una settimana di manifestazioni una più bella dell'altra”, un intervento del vice sindaco Uva: “nonostante quando si organizzano questi convegni c'è sempre il rischio della retorica, vi dico bentornati con il cuore. Io comprendo benissimo cosa vuol dire tornare a casa e alle proprie radici. Il ritorno di mio padre dal Venezuela era gioia, era un sentimento profondo. Penso di interpretare al meglio il sentimento di festa della comunità molfettese”. Un intervento accorato, e anche onesto, pur non spingendosi nelle responsabilità della politica, quando parla del presente: “oggi il fenomeno dell'emigrazione continua con i giovani, ed è il maggior cruccio dell'amministrazione. Ieri con la valigia di cartone, oggi con il trolley, ma continuiamo a perdere intelligenze, braccia ed affetti”. Per Uva anche un accenno alla vicenda del Buccaneer, che commenta oggi come due settimane fa, allorchè accolse il ritorno dei due marittimi molfettesi, Ignazio Angione e Filomeno Troilo, rapiti in Somalia: “un episodio che ha mostrato lo spirito di Molfetta, città indomita”. Le celebrazioni per i molfettesi nel mondo proseguiranno tutta la settimana, passando per il “Molfetta Day” del 5 settembre, fino alla tre-giorni di festa patronale.
Autore: Vincenzo Azzollini
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