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Una piacevole serata della Fidapa di Molfetta nel giardino S. Girolamo a parlare del Duomo romanico
18 giugno 2014

MOLFETTA – Che c’è di meglio che parlare del Duomo nello scenario meraviglioso del giardino S. Girolamo, situato proprio alle spalle della chiesa nell’area appena restaurata? E’ quello che ha pensato la Fidapa (Federazione donne arti professioni) di Molfetta affidando questa conversazione al dott. Girolamo Panunzio, autore del libro sul Duomo di Molfetta e a Don Michele Amorosini, rettore del Seminario Vescovile. Una riscoperta delle nostre radici attraverso un viaggio a ritroso nel tempo che ha avuto come protagonista il Duomo, edificio antico e imponente, simbolo di Molfetta, che racchiude in sé le peculiarità di varie epoche e stili che lo hanno contraddistinto con l’avvicendarsi dei secoli fino a farlo diventare come lo conosciamo oggi.

Dopo un breve, ma caloroso benvenuto da parte della presidente della Fidapa Angela Alessandrini, il dott. Panunzio ha abilmente diretto la visita guidata all’esterno del Duomo, spiegando perfettamente e con ricchezza di particolari quelle che sono le iconografie più importanti che indicano l’avvicendarsi delle tre epoche principali che hanno contribuito a modellare il monumento: armena, bizantina e crociata.

Non sono solo le iconografie, però, che indicano in quale periodo il Duomo è stato costruito, infatti anche gli archi ci aiutano a comprendere il passaggio da un’epoca all’altra, come l’arco crociato che rappresenta il passaggio dal paganesimo al cristianesimo. Lo stile che però più prevale sull’antico edificio è quello armeno, come è stato spiegato al termine della visita guidata grazie all’ausilio di slides che hanno mostrato una notevole e stupefacente somiglianza del nostro Duomo con le antiche chiese armene e ancor più alla chiesa di Santa Sofia a Gerusalemme, segno di come la cultura orientale abbia inciso profondamente sulla nostra città.

Don Michele Amorosini ha ripreso poi il tema delle iconografie, in particolar modo quello dell’iconografia mariana, che nei secoli ha sempre svolto un ruolo pedagogico. Le immagini, infatti, costituivano la catechesi per gli analfabeti, sottolineando come liturgia e teologia sono parte della medesima fede che rimandando alla figura di Maria venerata sin dal medioevo. Ha inoltre invitato i presenti a visitare la nuova mostra che esporrà ben sessanta opere mai pubblicate di Corrado Giaquinto, noto pittore molfettese, in corso al Museo Diocesano.

Per chiunque fosse interessato ad approfondire la storia del Duomo, può acquistare il libro scritto dal dott. Panunzio “Il duomo di Molfetta. Una chiesa fra oriente e occidente”. Un libro che mostra come il monumento, unico nel suo genere e nella sua bellezza, è da sempre simbolo di devozione popolare e testimonianza di fede.

© Riproduzione riservata

Autore: Lucia Leovino
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