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Un viaggio ricco di spiritualità
15 maggio 2018

Sincera commozione ha pervaso i cuori dei Soci ANEB (Associazione Nazionale Educatori Benemeriti) di Molfetta appena giunti sabato 28 aprile scorso ad Alessano, dove al cimitero, luogo ameno, ricco di profumi e di colori della natura che facevano da sfondo al silenzio del posto, era ad attenderli Padre Michele Cilli del Convento dei Frati Cappuccini di Alessano e già responsabile qualche anno fa della Chiesa del Santissimo Crocifisso di Molfetta. Padre Cilli ha evidenziato come la visita di Papa Francesco nella città natale di Don Tonino e poi a Molfetta sia stata una testimonianza dell’attualità del pensiero e delle opere del “Vescovo del grembiule” anche a 25 anni dalla sua morte e dell’affinità tra molte azioni di questo Papa e l’amato Don Tonino il cui stile di vita si avvicinava a quello di San Francesco tanto da volere che sulla sua tomba si scrivesse: terziario dell’ordine francescano. Inoltre, Padre Cilli ha ricordato non solo l’amore di Don Tonino per i poveri e i senza tetto, accolti spesso nelle stanze del vescovado a Molfetta, e per i bambini ma anche e soprattutto la devozione per la Vergine “Maria”, a cui ha dedicato tante preghiere e libri tra cui “Maria donna dei nostri giorni”, e in particolare per la Madonna dei Martiri, da lui definita “Madre dolcissima di Cristo e Madre nostra”, nel cui santuario di Molfetta spesso soleva sostare in preghiera da solo nelle ore più disparate della giornata. La devozione a Maria Vergine, in cui si rispecchiava l’amore per la cara mamma rimasta vedova giovanissima, è stata messa in evidenza anche dal nipote Stefano Bello che ha accolto il gruppo ANEB sulla tomba di Don Tonino, una tomba così semplice ma significativa del modo di essere del nostro vescovo, che - come ha detto Papa Francesco durante la sua sosta di preghiera qui ad Alessano - ha voluto essere sepolto nella terra per continuare a seminare semi di pace e di fratellanza. Stefano Bello ha poi raccontato il suo particolare affetto – ricambiato – prima per “zio Tonino”, che spesso soleva aiutarlo nella traduzione del latino durante i compiti a casa, e successivamente per “don Tonino vescovo”, tanto amato dalla gente ma spesso incompreso dai politici, che giammai da vescovo di Molfetta ha anteposto gli affetti familiari al suo servizio per gli umili. Ha,quindi, concluso, ricordando un aneddoto degli ultimi istanti di vita di zio Tonino: era tanto il suo amore per la Vergine Maria che, avvertendo ormai prossimo il suo distacco da questa terra, fece affiggere su tutte le pareti della sua stanza tante immagini della Madonna in modo tale che da qualunque lato si fosse rivolto il suo ultimo sguardo i suoi occhi avrebbe incontrato il volto della Vergine. I soci ANEB hanno poi vissuto momenti di riflessione personale e collettiva, recitando alcune preghiere di Don Tonino. Appena la lettura si è soffermata sui primi versi di “Dammi, Signore un’ala di riserva”, spontaneo e commosso si è sollevato il canto “Insegnami, allora, a librarmi con te. Perché vivere non è “trascinare la vita”, non è “strappare la vita”, non è “ rosicchiare la vita”. Vivere è abbandonarsi, come un gabbiano, all’ebbrezza del vento… e qualche lacrima è comparsa sui volti dei presenti. Altrettanto commovente è stata la visita alla casa di Don Tonino alla Fondazione: girare tra le stanze in cui è vissuto e vedere tanti oggetti a lui cari come la fisarmonica con cui amava allietare gli incontri con i giovani e gli adulti, la bandiera della pace portata durante la marcia a Sarajevo nonostante la malattia già incombente, le foto dei suoi genitori e dei fratelli, il pastorale in legno, il suo letto e altri oggetti hanno ancora una volta fatto pensare a come il suo distacco sia stato troppo prematuro perché tanto ancora avrebbe potuto donare a chi lo incontrava. Nel pomeriggio, dopo un rigenerante pranzo presso il refettorio del Convento dei Frati Cappuccini di Alessano, i soci ANEB hanno raggiunto in pullman la città di Santa Maria di Leuca, dove una preparatissima guida della Pro Loco – prof.ssa Ida Vitali – li ha accolti sul piazzale della Basilica Santuario “Santa Maria de Finibus Terrae” caratterizzato anche dalla presenza del faro alto 47 metri che illumina la punta estrema della Puglia. Di lì la visita della città si è diramata lungo la scalinata monumentale realizzata da Mussolini, il terminale dell’acquedotto pugliese, e le Ville – Arditi, Daniele, Episcopo con una delle più vecchie cicas d’Europa, San Giovanni e Fuertos – per terminare nella Chiesa di Cristo Re con le sue imponenti vetrate rappresentanti Cristo Re e il libero arbitrio. Il viaggio ad Alessano dei Soci ANEB di Molfetta ha destato in tutti un senso di beatitudine e di pace interiore nel ricordo di un “profeta” che ha segnato la strada maestra per tanti giovani nel perseguire gli ideali di giustizia e di umiltà, sia come pastore degli ultimi che come apostolo di pace e di amore per Cristo, la Madonna e un vangelo vissuto concretamente in prima persona. Ma cosa è rimasto nei cuori dei partecipanti al termine del viaggio ad Alessano? Ecco cosa ha risposto una socia ANEB, interpretando sicuramente il pensiero di tutti. “Dopo così tanto parlare di Don Tonino, mi risulta difficile aggiungere altro correndo il rischio di cadere nella retorica. Mi viene più facile, invece, parlare a Lui in quel dialogo interiore al quale avrei voluto dar voce tanto tempo fa se avessi avuto il privilegio di incontrarlo. Aggirandomi tra le strade “avvolgenti” della sua amata terra e fra le mura della sua casa ne ho avvertito ancor più la presenza e ho invocato di infondermi coraggio per infrangere i muri delle difficoltà, per vivere con semplicità l’incontro con gli altri, per avere umiltà nel giudizio e la capacità di vivere concretamente la sua PAROLA. La testimonianza del nipote Stefano Bello, garbata, affettuosa e senza enfasi, mi ha ri-consegnato “l’UOMO” con la sua autentica e coraggiosa umanità”. © Riproduzione riservata

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