Recupero Password
Un Rigoletto a trazione molfettese sorprende Bisceglie. Sara Allegretta e Benedetto Grillo tra gli artefici del grande successo della prima opera lirica prodotta dall’Orchestra Sinfonica Federiciana
12 agosto 2026

 BISCEGLIE - La Fondazione Orchestra Sinfonica Federiciana di Bisceglie è una realtà che in meno di due anni di attività ha già maturato un ragguardevole curriculum che vede, tra le altre cose, anche una pregevole esibizione presso il Teatro Petruzzelli lo scorso dicembre. Ultima esperienza in ordine cronologico quella della produzione di un'opera lirica che ha visto la sua premiere nella città dove la fondazione ha sede, in quella Bisceglie che, per una ragione o per l'altra, mai aveva ospitato l'esecuzione in forma scenica di un melodramma. Stiamo parlando del Rigoletto di Giuseppe Verdi, che nella serata dello scorso 2 agosto ha radunato un numeroso pubblico ai piedi del sagrato della chiesa di San Giuseppe della città del Dolmen.

Una occasione, come tutte quelle della fondazione musicale presieduta dal generale Pasquale Preziosa, di promuovere e valorizzare, mediante la sua orchestra sinfonica, talenti musicali del nostro territorio, in particolar modo quelli della provincia di Barletta-Andria-Trani, che è sprovvista di conservatori o altri enti artistici. Una realtà biscegliese ma a trazione molfettese, a cominciare dall’illustre suo presidente onorario, il direttore d’orchestra Riccardo Muti, passando per la direttrice artistica, il soprano Sara Allegretta e il direttore musicale, il M° Benedetto Grillo.

La messa in scena di Rigoletto costituisce l'apice del progetto Salotto Verdiano ideato dalla Fondazione e ammesso e finanziato dal Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo del Ministero della Cultura rientrando nella graduatoria nazionale degli idonei ai Progetti Speciali - Ambito Musica.

«Un’opera molto amata dal pubblico, rivoluzionaria, ma - soprattutto - spietata, che, attraverso la musica, mette in gioco i sentimenti più forti e profondi, nei loro chiaroscuri» così descrive Allegretta nel suo intervento a inizio serata il primo dei capolavori della Trilogia Popolare verdiana composto sui versi del librettista Francesco Maria Piave. Certamente un’opera attuale, come tutti i classici che sanno parlare dell'umanità nelle sue virtù e nelle sue miserie. Ma - aggiungeremmo - pure urgente, perché parliamo non solo di un dramma interiore, ma di un dramma sociale, quello della donna ancora sovente relegata a oggetto di desiderio e di possesso, a uso e consumo del maschio. E ciò emerge già esteticamente col fatto che le poche donne in scena si muovono in un contesto completamente privo di altre voci femminili nel coro. La vicenda di Gilda è la sintesi perfetta di quella è la violenza sulle donne, sia essa nelle forme esplicite del seduttore Duca di Mantova che la disonora, sia nelle forme ancor più subdole del padre buffone che, col suo zelo insopportabile e opprimente, la isola dal mondo intero, portando a maturare in lei quella visione idealizzata e distorta dell’universo maschile che poi la condurrà progressivamente al tragico epilogo, accumunandola a molte di quelle vittime di femminicidio che saturano le nostre cronache.  

Gianluigi Belsito con la sua regia coglie in pieno il mood dell’opera, depurandola dei riferimenti storici del libretto per ambientarla in ogni tempo, facendo risaltare i personaggi tra costumi attuali, realizzati dal Teatro del Viaggio su disegno dello stesso regista, e gli essenziali elementi scenografici di Damiano Pastoressa che ben si integravano con la sobria e serena facciata neoromanica della chiesa del complesso dell’Opera di don Uva.

Verdi scrive per una trama forte una partitura altrettanto forte che esige un impegno parimenti forte. Grillo, a cui è stata affidata la direzione dell’opera, ha egregiamente compiuto la missione affidatagli dal compositore di rendere l’Orchestra Sinfonica Federiciana, capitanata dalla spalla, il M° Carmine Scarpati, un solido e sicuro sostegno sul quale si sono mosse le voci in un centrato disegno del dramma. Partecipi vocalmente e teatralmente gli artisti del Coro del Bitonto Opera Festival diretto dal M° Donato Totaro. Corrette le interpretazioni del tenore Fabio Napoletani (Borsa), del baritono Nicola Cosimo Napoli (Marullo), del mezzosoprano Valeria Di Maria (nel duplice ruolo di Giovanna e della Contessa di Ceprano). Efficaci il baritono Gianfranco Zuccarino, nel ruolo del Conte di Monterone e il mezzosoprano Giulia Diomede, nei panni di Maddalena. Oscuro e misterioso lo Sparafucile reso dal basso Michele Antonetti. Il Duca di Mantova impersonato dal tenore Tommaso Nicolosi si distingue per carattere prestante e nitore vocale. Nel title role troviamo il baritono Luca Bruno, di voce corposa ed espressiva e indole elegante e mai eccessiva nel punteggiare gli aspetti più caricaturali del personaggio. Ma a spiccare sul cast è senza dubbio la Gilda del soprano Carmen Lopez, di una vocalità pienamente calzante fatta di preziose colorature e acuti morbidissimi che ben si sposavano con l’agire scenico ben cesellato e ponderato.

Alla fine della fiera, gli scroscianti applausi del pubblico hanno certificato il successo dell’operazione, confermatosi anche con la successiva messa in scena del 4 agosto all’Anfiteatro Belvedere di Conversano e con l’esibizione in forma di concerto del giorno seguente presso l’Arena della Pace di Bari.

Paolo Gadaleta

© Riproduzione riservata

Nominativo
Email
Messaggio
Non verranno pubblicati commenti che:
  • Contengono offese di qualunque tipo
  • Sono contrari alle norme imperative dell’ordine pubblico e del buon costume
  • Contengono affermazioni non provate e/o non provabili e pertanto inattendibili
  • Contengono messaggi non pertinenti all’articolo al quale si riferiscono
  • Contengono messaggi pubblicitari
""
Quindici OnLine - Tutti i diritti riservati. Copyright © 1997 - 2026
Editore Associazione Culturale "Via Piazza" - Viale Pio XI, 11/A5 - 70056 Molfetta (BA) - P.IVA 04710470727 - ISSN 2612-758X
powered by PC Planet