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Un molestatore in bici turba la periferia molfettese
15 dicembre 2002

Da mesi ormai si aggira per le strade della periferia nord molfettese un pericoloso “soggetto”. In principio le voci parlavano solo di uno strano individuo che con vari pretesti avvicinava ragazze e bambine nei pressi della scuola elementare in zona 167, la cosa turbava, certo, ma nessuno si era preoccupato più di tanto. Fino a quando alcune ragazze non denunciarono di essere state pesantemente infastidite da questo misterioso e, a quanto pare, tutt'altro che innocuo malintenzionato. L'uomo infatti avrebbe costretto alcune di loro sotto la minaccia di un coltello a seguirle (in pieno pomeriggio) nei sottoscala o nei portoni condominiali per ricoprirle poi di “indesiderate attenzioni”. Poco cruente pare siano le molestie anche se voci parlano addirittura di una camicetta strappata ad una delle ultime malcapitate, il che aumenta la paura e la convinzione che solo il caso ha evitato conseguenze più gravi. Il maniaco sarebbe, secondo una sorta di identikit nelle mani delle forze dell'ordine, un ragazzo sui 25 anni, dai capelli lunghi e l'aspetto trasandato che si aggira nel quartiere armato di un coltello, in sella ad una bicicletta. Usando il condizionale, a giugno, noi di “Quindici” lanciammo l'allarme. Raccogliendo le inquietudini degli abitanti di quella zona denunciammo la presenza del molestatore con un articolo sul nostro giornale on-line. E pensare che qualcuno all'epoca ebbe addirittura il cattivo gusto di prenderci in giro. Adesso che quella del maniaco in bicicletta non è più solo una voce di quartiere dal momento che anche alcuni giornali di interesse nazionale hanno riportato la notizia e, purtroppo, altre denunce di molestie sono state depositate è difficile trovare qualcuno ancora scettico. Il molestatore comincia quindi a preoccupare seriamente sia per l'assoluta imprevedibilità delle sue azioni sia perché pare abbia allargato il suo “raggio di azione”. Sono state infatti denunciate aggressioni anche a Rione Paradiso dove è ovviamente scoppiata una giustificata fobia. Il numero preciso delle vittime finora non si può conoscere, anche perché alcune ragazze hanno preferito non denunciare l'accaduto, forse per dimenticare al più presto questa brutta storia, ma a sentire le voci si potrebbe raggiungere persino la decina. Siamo comunque sicuri che le indagini stanno procedendo e che il molestatore abbia ormai le ore contate. Intanto, però, la paura e il malessere non tendono a diminuire, soprattutto fra quelle che sono, loro malgrado, diventate possibili vittime dello squilibrato. Scorte pomeridiane di genitori e fidanzati paiono per il momento l'unica soluzione in attesa del vigile di quartiere che in questa situazione si rivelerebbe veramente un'opzione intelligente. Ma siccome il progetto “strade sicure” lungi ancora dall'essere realizzato sensibilizziamo ancora una volta le forze dell'ordine ad essere più presenti sul territorio soprattutto in quartieri periferici come questi, perché al momento il clima nelle strade della nostra città infonde tutt'altro che sicurezza. Fabrizio Fusaro
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