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Un mare di abusi: lidi sequestrati
15 luglio 2005

Sequestrati. Nelle scorse settimane la magistratura ha disposto la chiusura temporanea di due stabilimenti balneari di Molfetta: lido “Scoglio d'Inghilterra” e “Marina Piccola”. Il provvedimento di sequestro a fini probatori, in quest'ultimo caso, è giunto dal sostituto procuratore Carla Spagnuolo (della Procura di Trani), alla quale è affidata un'inchiesta sugli abusi commessi ai danni della costa: sul tratto di costa occupato da “Marina Piccola”, infatti, gli inquirenti avrebbero accertato l'avvenuto sbancamento della scogliera e la realizzazione di una piattaforma in cemento. Quanto al lido “Scoglio d'Inghilterra”, il lido, presso il quale gli inquirenti avrebbero verificato scriteriate pavimentazioni della battigia, risulterebbe coinvolto in un'indagine intrapresa dalla stessa Procura di Trani e condotta dal Pm Achille Bianchi, in ordine ai fenomeni di uso selvaggio della costa e di accessi pubblici al mare negati da parte delle attività balneari private. L'inchiesta, che ha per oggetto anche altre presunte illegalità commesse sul litorale del nord-barese (nove gli indagati), sarebbe scaturita da una serie di esposti pervenuti dalle associazioni ambientaliste locali (Legambiente e Wwf) e dopo un anno di indagini effettuate dal Roan (Reparto operativo aereo-navale della Guardia di Finanza). Saremmo dunque di fronte alla “resa dei conti”? Verrebbe da chiedersi: come mai questi “abusi” non sono saltati fuori prima? Dov'era chi avrebbe dovuto controllare la conformità degli interventi effettuati sulle spiagge rispetto alle concessioni edilizie e demaniali? Eppure silenzio non c'è stato da parte di alcuni organi di stampa (“Quindici” è stato il primo e in molti casi anche l'unico giornale a denunciare gli illeciti e gli scempi compiuti sulla costa), delle associazioni e dei cittadini. Perché, inoltre, non si è tenuto conto della totalità degli scempi praticati sulla costa di Molfetta, tutti nel loro insieme, ugualmente gravi, per il fatto sia di negare la libera fruibilità di lunghi tratti di litorale sia di danneggiare irreversibilmente il paesaggio e l'ecosistema costiero? Prima cala: una scuola sul mare La rassegna delle brutture abbarbicate sul litorale molfettese vede, ai primissimi posti, un edificio scolastico progettato e realizzato ormai molti anni or sono in località prima Cala, a pochi metri dal mare. Un muro di cinta, alle sue spalle, si erge per tre metri sulla costa, a testimoniare (ove ancora ve ne fosse bisogno) quanto scriteriato sia stato l'uso del territorio. Lido “Scoglio d'Inghilterra” e lido “Bahia”: look al cemento e spiagge negate Livellamento del pendio naturale, muretti di contenimento, scogliera rimodellata e appiattita con il cemento, massi di enormi dimensioni: lo “Scoglio d'Inghilterra” e “Bahia” scontano ancora malsane operazioni di chirurgia plastica avviate anni fa. Tutt'intorno è sporcizia e degrado, mentre, vietate dalla legge e da ogni buon senso, le recinzioni impediscono l'accesso e il transito sulla battigia. Il lido “Bahia”, in particolare, ostacola il raggiungimento delle spiagge attigue (a meno di non facili acrobazie): larghi tratti di litorale, quindi, fra i più frequentati, e soprattutto fra i rarissimi esempi di costa ancora a disposizione dei bagnanti, sono di fatto interdetti alla pubblica fruizione. Lido “Marina Piccola”: scogli 'comodi' e malmessi Pavimento sugli scogli: da quest'anno anche lo storico lido “Marina Piccola”, da sempre essenziale e spartano, ha scelto di cambiare, cedendo alla logica della cementificazione, fatta apposta per quel bagnante che, alle naturali e inevitabili asperità della roccia, preferisce il surriscaldato cemento. Lido “Alga marina”: ampliamento “in stile” Tra le novità delle ultime stagioni, si annovera anche il progressivo “dilatarsi” dello stabilimento “Alga marina”: passo dopo passo, il calcestruzzo si è espanso, a coprire indiscriminatamente i residuali metri quadri di spiaggia della già “sovraccarica” seconda cala. Eppure si trattava di scogli sostanzialmente piatti ed agevoli da raggiungere: evidentemente non è bastato a fermare le inarrestabili “betoniere di primavera”. Il demanio, si sa, è cosa pubblica e la legge non consente rimaneggiamenti di sorta: ma chi ha modificato i luoghi, in questo come in altri casi, non ha fatto distinzioni, e così lo scoglio naturale, che apparteneva a tutti, si è trasformato in una privata distesa di cemento. Seconda cala: tra i due lidi privati, alghe In località seconda cala, quel che resta delle spiagge pubbliche, schiacciato tra i lidi “Marina Piccola” e “Alga marina”, è cattivo odore e alghe in putrefazione. L'accesso alla “spiaggia di tutti”, inoltre, è reso possibile da un improbabile varco, che, angusto e di difficoltosa percorribilità, si apre fra due muri, immettendo il volenteroso e coraggioso bagnante su una sudicia distesa di alghe. Le autorità competenti, preposte alla pulizia e al buono stato del pubblico litorale, per ora si limitano a non “modificare lo stato dei luoghi” e a permettere, nel contempo, dubbi ampliamenti ai privati. “Playa del sol”: brutture al sole Un'assai poco amena “casetta di plastica” riflessa sul mare: quasi una palafitta sull'acqua, dal discutibile profilo estetico corona, da qualche settimana, l'edificio esistente. A “Playa del sol”, dispiace dirlo, la buona cucina non riesce a compensare il disagio provocato dalle pesanti manomissioni praticate sulla terza cala. Gavetone: il mare, all'ombra dei cartelloni pubblicitari La pubblicità è l'anima del commercio. Anche se a pagarne è il paesaggio: le enormi plance (di cui è ormai zeppo tutto il territorio cittadino) da anni accolgono anche i numerosi bagnanti, assidui e affezionati frequentatori del “Gavetone”. Goletta verde 2005 il 20 luglio a Molfetta Farà tappa anche a Molfetta il 20 e 21 luglio, Goletta verde, la ventennale campagna di Legambiente sullo stato di salute delle acque di balneazione. Anche nella nostra città il veliero “Catholica” darà corso ad attività di monitoraggio e di informazione. Previsto, inoltre, per il 20 luglio, alle ore 20, un incontro pubblico sulle emergenze e le proposte di recupero della nostra fascia costiera; interverranno: il responsabile nazionale di Legambiente-mare, Sebastiano Venneri; l'assessore all'Urbanistica del Comune di Molfetta, Pietro Uva; il sindaco di Molfetta, Tommaso Minervini; il sindaco di Bisceglie, Francesco Napoletano; l'assessore provinciale all'Ambiente, Laura Marchetti; l'assessore regionale all'Ambiente, Michele Losappio; l'assessore regionale al Demanio marittimo, Guglielmo Minervini. A precedere l'incontro, uno spettacolo teatrale a cura di Michele Santeramo e Michele Sinisi. L'azione della Regione. L'assessore al Demanio, Guglielmo Minervini: ripristineremo la legalità “L'iniziativa della Procura e delle forze dell'ordine è il presupposto che consentirà alla Regione di riprendere l'attività di programmazione mancata in questi anni”. Esordisce così il neoassessore al Demanio marittimo della Regione Puglia, Guglielmo Minervini, già sindaco di Molfetta. “Credo che questo debba essere il segno del fatto che sia l'istituzione regionale sia gli organi giudiziari stanno operando per rovesciare una tendenza, per ripristinare il senso della legalità e della tutela delle coste.” Sui casi di abusivismo l'assessore pensa alla “revoca della concessione dove sono stati accertati abusi” e intende avviare un tavolo di concertazione con sindacati, operatori e associazioni per definire “le regole della pianificazione futura e le modalità di 'governo del passato'.” Intende concedere un arco di tempo per consentire a tutti di ripristinare la legalità, cessato il quale “gli abusi saranno denunciati e le concessioni revocate”. Quanto al 'caso Molfetta', Minervini ritiene che “il Comune avrebbe dovuto esercitare un'azione di controllo che è mancata. Questo mi preoccupa visto che le competenze demaniali passeranno ai Comuni”. Massimiliano Piscitelli massimiliano.piscitelli@quindici-molfetta.it Tiziana Ragno tiziana.ragno@quindici-molfetta.it
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