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Un centro sinistra ancora a geometrie variabili Campagna elettorale da brividi
15 marzo 2006

Sono definitivamente fissate le date per il duplice appuntamento elettorale, ma la situazione nel centro sinistra molfettese continua ad avere caratteri sfumati, a tratti anche stravaganti. La campagna elettorale per le politiche quasi non si avverte, sarà perchè praticamente nessuno dei candidati molfettesi ha da lottare per farsi eleggere, in lista nelle retrovie solo per spirito di servizio o per segnare un'appartenenza. Le energie sono concentrate nella definizione delle coalizioni per le amministrative di maggio, quasi fosse secondaria la battaglia fra Prodi e Berlusconi e ininfluente lo schierarsi di questo o quel politico o movimento alle politiche, rispetto alla posizione assunta per le comunali. I forum programmatici del centro sinistra Nell'ultimo periodo Lillino Di Gioia si è dedicato, assieme alla coalizione di centro sinistra della quale è candidato sindaco, alla costruzione del programma, con una strategia dal basso, ricorrendo al coinvolgimento dei cittadini. In questa direzione sono andati i cinque forum programmatici dedicati a pianificazione strategica, welfare comunale, arti, cultura e talenti, porto, Asi, commercio, mercati, turismo e politiche giovanili. Insomma, alle principali problematiche, quelle per cui necessario compiere scelte in base alle quali la futura giunta dovrà governare. Buona la partecipazione dei cittadini, che in qualche caso hanno portato loro proposte, in altri contestato o semplicemente commentato, chiosato, fatto comunque sentire la loro voce. Forum che non pare siano però serviti a riscaldare i cuori, a mettere in moto quel meccanismo di coinvolgimento della base senza il quale difficilmente il centro sinistra potrà tornare a vincere. Perdura in alcune aree della coalizione un atteggiamento di distacco verso quello che pure è il proprio candidato sindaco, quasi non si attenda altro che di coglierlo in fallo. L'Italia dei valori A tener banco per un po' è stata la vicenda dell'adesione alla coalizione dell'Italia dei Valori. Il partito di Di Pietro ha dichiarato qualche settimana fa il proprio appoggio a Lillino di Gioia, specificando contestualmente che Francesco Nappi, che dalla sua nascita lo ha rappresentato a Molfetta e che è stato assessore nella giunta di Tommaso Minervini, non sarebbe stato in lista e non avrebbe ricevuto alcun incarico nell'eventuale amministrazione Di Gioia. Tutto come richiesto, chiamiamola così, dalla “norma antiriciclati” del Codice etico del centro sinistra. Eppure è bastato per dar fuoco alle polveri e accusare Di Gioia d'aver contravvenuto ai patti. La Margherita ha licenziato un documento in cui considerava l'accordo “un atto politicamente disinvolto rispetto alle forze politiche della coalizione”. Lillino di Gioia è corso ai ripari, ribadendo che “chi ha ricoperto incarichi nella Giunta guidata da Tommaso Minervini (quindi Francesco Nappi, ndr) non solo non potrà essere candidato nella lista che mi sosterrà, ma non potrà neanche ricoprire in futuro alcun incarico amministrativo con il centrosinistra”. Rintuzzando successivamente la reazione di Nappi, con la conseguenza di un raffreddamento di rapporti fra la coalizione e l'Italia dei valori. Il “Liberatorio” C'è anche chi il suo scontento lo ha esplicitato, ponendosi decisamente fuori della coalizione e opponendosi da sinistra al candidato Di Gioia, sono i fondatori del Liberatorio politico che con un manifesto ed un incontro pubblico animato da Antonio Campo, Matteo d'Ingeo e Genni Gadaleta Caldarola hanno lanciato l'idea di una lista civica che si candidi a governare la città nei prossimi cinque anni. A motivazione, come dichiarato da Matteo d'Ingeo nell'incontro del 26 febbraio, il considerare Di Gioia “simbolo di quella politica che nel 1994, con l'esperienza del Percorso, sembrava avessimo spazzato via, e che invece, anche per colpa dei partiti di centrosinistra, oggi è tornata alla ribalta. Noi non possiamo accettare il degrado raggiunto dalla vita politica locale, ad ogni livello, e per questo crediamo sia necessario muoversi in maniera alternativa”. A quest'area si è avvicinato anche Vito Copertino, uno dei candidati alle primarie del centro sinistra, assieme al Movimento del Buongoverno. L'Associazione per il Partito Democratico Provenienti in buona parte anch'essi dall'esperienza del Percorso sono anche i promotori dell'Associazione per il Partito Democratico che intendono avviare a Molfetta il progetto politico per costruire, partendo dalla base, il Partito Democratico in modo che la domanda di unità espressa dagli elettori del centrosinistra nell'aderire alle varie esperienze di primarie non vada delusa, non si blocchi il cambiamento e favorisca così la vittoria delle destre sia a livello nazionale che locale. L'Associazione dichiara, quindi, la propria volontà ad “impegnarsi per dare il proprio sostegno all'affermazione del candidato premier de L'Unione, Romano Prodi, nell'imminente campagna elettorale; nonché a sostenere, nelle prossime elezioni amministrative, il candidato sindaco ing. Lillino Di Gioia, nel rispetto del documento politico-programmatico e del codice etico approvato da tutte le forze politiche del centrosinistra di Molfetta”. A sinistra: Rifondazione comunista e PdCI Il lungo travaglio di Rifondazione comunista è infine giunto ad un punto fermo. Dopo mesi di lacerazioni interne, constatata l'impossibilità di individuare un nuovo gruppo dirigente che si assumesse la responsabilità di decidere l'atteggiamento verso la coalizione, il commissario incaricato dopo le dimissioni di Gianni Porta ha sostanzialmente ratificato il risultato delle primarie di dicembre e accettato Lillino di Gioia come candidato sindaco. Cosa questo voglia dire nei fatti è ancora da capire, gli iscritti non pare siano disponibili a tradurre in un impegno concreto la decisione, così che in definitiva a Di Gioia sarebbe consegnata una sigla, non un partito pronto a fare la sua parte. Anche la posizione dei Comunisti italiani è ancora nebulosa, pure in questo partito, che ci sia o no connessione diretta, le primarie hanno portato ad un cambio di dirigenza, ma ciò non ha comportato, almeno fino ad ora, una scelta di campo precisa, ci si appella al giudizio sul programma, che ne frattempo però viene scritto senza l'importante apporto delle due forze di sinistra. Clima ancora incerto, quindi, come quello di questa dispettosa primavera, nel quale si naviga a vista. I partiti del centro sinistra sono intanto impegnati nella preparazione delle liste, nell'individuare i candidati capaci di portare voti ed assicurare, se eletti, non solo l'espressione dei valori del partito, ma anche una più dignitosa rappresentanza nell'aula consigliare, perché c'è da auspicarsi almeno questo che, chiunque sia il sindaco, nell'aula Carnicella siedano cittadine, speriamo parecchie, e cittadini che non ci facciano vergognare di essere molfettesi. E negli ultimi cinque anni è accaduto anche troppe volte.
Autore: Lella Salvemini
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