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Ultras, il dodicesimo ingaggio in campo Le multe rappresentano un costo pesante per la società
16 settembre 2006

MOLFETTA - Si temeva la mano pesante del giudice sportivo. Tutto sommato è andata bene: 800 euro di multa al Molfetta e 500 all'Altamura, per la rissa scoppiata in tribuna subito dopo la rete del vantaggio dei biancorossi. Per la seconda domenica consecutiva quindi il presidente De Nicolò metterà mano al portafoglio, per saldare il conto domenicale che lasciano gli ultrà biancorossi. La domenica precedente questi, chiamiamoli tifosi, lasciarono il segno nella trasferta di Locorotondo, e la società passò alla cassa con un assegno da 400 euro. Di questo passo questi “bravi ragazzi” saranno certamente, non il dodicesimo uomo in campo, ma il più pagato dodicesimo ingaggio in campo. La multa è stata accolta con un sospiro di sollievo. perché c'era il timore di qualche giornata di squalifica del campo Ciò che non è arrivato dal giudice sportivo però, potrebbe arrivare per altri motivi. Infatti, i previsti lavori di adeguamento necessari per l'agibilità della struttura, richiederanno almeno quattro settimane. Bisognerà sostituire tutta la recinzione e creare in gradinata un settore indipendente per le tifoserie avversarie. Per ora sono state prese solo le misure. Tra dieci giorni al “P. Poli”, per la 4ª giornata, scenderà il Lucera. Cosa succederà? Dopo tutto quello che è successo domenica scorsa, o lavoreranno notte e giorno, oppure si rischia di giocare a porte chiuse. Insomma, ad essere squalificati saranno gli abbonati. Torniamo alle decisioni del giudice sportivo, perché l'ammenda non deve sminuire la gravità dei fatti di domenica scorsa, cui siamo stati testimoni e che solo per fatalità non hanno creato danni alle persone. Partiamo dall'inizio. Per le lacune strutturali dello stadio, gli ultrà molfettesi prendevano posto in gradinata, gli ospiti in un settore della tribuna. Primo tempo tranquillo in campo e sugli spalti. Durante l'intervallo però presso il bar, pare che sia successo qualcosa. Ci sono diverse versioni. La più accreditata racconta di apprezzamenti verso delle ragazze, da parte di qualche ultrà ospite. La voce arrivava in gradinata. Strada facendo, le ragazze era diventate “le fidanzate dei giocatori”. I più “calorosi” sentivano l'odore del sangue e via con il raid punitivo per lavare l'onta. La rissa scoppiava subito dopo la rete del vantaggio del Molfetta. Volavano bottiglie, aste di bandiere e finanche un fumogeno lanciato verso gli ospiti. Per fortuna veniva raccolto da una persona che aveva il buon senso di non rimandarlo al centro della tribuna. L'arbitro sospendeva la partita in attesa che le forze dell'ordine dividessero le tifoserie. In realtà il “the end” lo decidevano gli autori, quando rientravano nella loro tana. Questi sono i fatti che abbiamo visto. Certamente sul piano agonistico sono stati ininfluenti, perché nel rettangolo di gioco il match viaggiava sui binari della correttezza. All'evento sportivo però partecipa anche il pubblico, che non può essere alla mercé di chi pensa che allo stadio può fare quello che vuole. A meno che non si vuol far passare l'idea che lo stadio è un territorio off limits e chi lo frequenta lo fa a proprio rischio e pericolo. Al cronista non ha fatto certamente piacere raccontare cosa succedeva sotto i suoi occhi. Non ci piace però l'equazione: una multa = non è successo niente e che quindi sono i giornalisti che hanno montato tutto. Qualche malintenzionato, che purtroppo non manca, potrebbe prendere per buona questa scemenza e agire a modo suo. Per quanto ci riguarda, continueremo a frequentare il “P. Poli”, scrivere quando ci renderemo conto della necessità dell'elmetto, andremo altrove e scriveremo poesie.
Autore: Francesco Del Rosso
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