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Teppismo e violenze, notti molfettesi a rischio? Gli operatori commerciali chiedono più sicurezza. Denunce di privati e associazioni
15 settembre 2002

L'ordine pubblico sta ridiventando un'emergenza nella nostra città? A vedere quanto è accaduto nelle serate e nelle notti estive in bar, locali pubblici e strade cittadine si direbbe proprio di sì.(nella foto il lungomare di Molfetta, che rischia di diventare terra di nessuno). Motociclisti incuranti della quiete pubblica hanno scorrazzato indisturbati fino a notte fonda mentre nei locali pubblici la tranquillità di interi nuclei familiari e di gruppi di giovani è stata messa in crisi da bande di veri e propri tempisti che, dopo aver bevuto, raggiungevano i vari locali dove la gente tirava fino a tardi, cominciavano ad attaccar briga e cercavano la rissa che, immancabile, qualche volta arrivava. L'unica denuncia formale presentata ai carabinieri è quella di Vito Farinato, titolare del Bar “Al Duomo”, che ha raccontato ai militari dell'arma quanto è accaduto nel suo locale il 2 agosto. “Era circa l'una di notte – racconta - e all'improvviso un giovane è entrato nel bar, si è avvicinato al banco, mi ha ostacolato nei muoventi tentando di attaccar briga. Ad un certo punto gli stessi famigliari del giovane lo hanno condotto fuori dal locale. Dopo alcuni momenti, nelle immediate vicinanze del bar è scoppiata una rissa tra i componenti della stessa famiglia che ha coinvolto anche donne e bambini. A questo punto ho chiamato i carabinieri che, impegnati in un'altra operazione, sono arrivati dopo quarantacinque minuti, quando ormai tutto era finito”. “Episodi del genere - ha proseguito Farinato nella sua denuncia - si succedono quasi settimanalmente in diverse zone della città e non vengono esposte denunce”. I motivi? “Paura e omertà dei cittadini”, conclude amareggiato l'imprenditore. Eppure denunciare sarebbe l'unico modo per imporre a chi ha il compito di garantire l'ordine e la sicurezza pubblica una attenzione seria e convinta nei confronti del problema rappresentato da una microcriminalità che diventa sempre più aggressiva e fastidiosa. Minimizzare, tacere, far finta di nulla, garantisce solo spazi di impunità a chi crede di potersi “divertire” importunando i tranquilli cittadini che, nelle notti d'estate, affollano bar, pub e ristoranti. Vigili che dopo una certa ora sono totalmente assenti, forze dell'ordine che sembrano poco presenti nel controllo del territorio, mancanza di strategie che disinneschino la miccia del consumo esagerato di alcol: sono queste le questioni davvero rilevanti che questo tipo di episodi portano all'attenzione di tutti. A seguito di questa situazione che sicuramente non facilita il lavoro degli operatori commerciali e che è un pericoloso campanello d'allarme che non può certo essere ignorato, i ristoratori di “Assoimprese” e di “Molfetta Night & Day” hanno chiesto al sindaco un incontro per discutere la questione dell'ordine pubblico serale e notturno in città. All'incontro - ci ha detto Corrado Minervini, segretario provinciale di “Assoimprese” - oltre al sindaco hanno preso parte anche i rappresentanti della polizia urbana, erano invece assenti gli esponenti delle forze dell'ordine. Il primo cittadino, dopo aver ascoltato le questioni poste dagli esercenti, ha comunque assicurato che interesserà del problema il prefetto e il comandante della locale stazione dei carabinieri. A distanza di settimane da quelle promesse tutto, però, pare rimasto invariato: gli operatori parlano ancora di scarsa la presenza delle forze dell'ordine sul territorio, definiscono quasi inesistente la presenza dei vigili urbani nelle ore serali, mentre rimane insopportabile il rumore prodotto, fino a notte fonda, dalle moto dei nuovi “padroni” delle notti molfettesi. La repressione e il controllo del territorio non possono, però, essere le uniche armi per battere questi fenomeni di teppismo che vanno moltiplicandosi anche nella nostra città: occorre progettare e realizzare strategie di prevenzione in grado di agire sulle cause sociali e culturali di questi episodi che sarebbe sbagliato derubricare al rango di ragazzate o di isolati e sporadici episodi di scarsa rilevanza. Le questioni dei minori a rischio, dell'evasione dell'obbligo scolastico, dell'aumento delle famiglie che vivono sotto la soglia di povertà (non solo materiale ma anche morale e culturale) si legano così indissolubilmente al problema dell'ordine pubblico e della preservazione della tranquillità dei cittadini. Quello che preoccupa di più, anche dopo le parole riportate nella denuncia di Vito Farinato, è un certo intorpidimento della cittadinanza che pare sempre più incapace di reagire alle angherie di piccoli criminali che mortificano la volontà di sviluppo di una intera città. Resta da chiedersi quanto questo atteggiamento che rasenta l'omertà dipenda da una sfiducia che cresce, non solo a Molfetta, nei confronti delle istituzioni, delle forze di polizia e della magistratura. Ma questa è un'altra storia. Francesco Dell'Olio
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