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Storia e origine della Chiesa della Madonna dei Martiri Ristampa di un volume del 1600 curato da di don Luigi Michele de Palma
15 settembre 2001

Questo volumetto, ventunesimo dell’ormai cospicua collana dei Quaderni dell’Archivio Diocesano di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi (Giovanni Antonio Bovio, “Breve historia dell’origine, fondatione e miracoli della devota chiesa de S. Maria de’ Martiri di Molfetta”. Ristampa anastatica ed edizione critica a cura di Luigi Michele de Palma. Ed. Mezzina Molfetta 2000), ha essenzialmente due meriti, dei quali è inopportuno stabilire la priorità, essendo entrambi equivalenti. Partendo da una motivazione pratica, si può affermare che quello editoriale può essere collocato al primo posto, giacché questa pubblicazione consente di avere a disposizione un testo difficilmente reperibile. Come avverte il curatore, don Luigi de Palma, non è stato possibile rintracciare nessun esemplare dell’opera del Bovio per farne una ristampa anastatica, e quindi si è fatto ricorso alla “fotocopia -proveniente da biblioteca privata- presente nel fondo bibliografico dell’Archivio Diocesano di Molfetta, ma senza indicazioni che ne attestino l’origine e ne descrivano le caratteristiche”. Il Bovio, vescovo di Molfetta dal 1607 al 1622, attento interprete delle istanze della Chiesa post-tridentina, che tradusse nelle rigorose disposizioni sinodali del 1609, punto di riferimento secolare nella disciplina della Chiesa locale, ritenne opportuno scrivere la storia della Madonna dei Martiri perché il santuario molfettese, per le ragioni e le vicende che ne avevano caratterizzato la nascita e la storia, ben si prestava ad essere interpretato come “simbolo dell’idea della crociata moderna, capace di attirare l’attenzione dei fedeli e di amplificare il richiamo per i devoti e per i pellegrini”, in una fase storica nella quale era prioritaria per la Chiesa di Roma la lotta contro eretici e infedeli. Non è un caso che nell’inventario dello spoglio del Bovio si trovino menzionati, fra tante altre cose, “trideci mazzi d’imagine della Madonna de Martiri” e il “Goffredo del Tasso”. Lungi dal riproporre un intento puramente agiografico, l’edizione curata dal de Palma presenta un chiaro obiettivo scientifico e consente di fare il punto nell’ambito degli studi sul santuario molfettese, cui lo stesso de Palma e Marco Ignazio de Santis hanno dato un contributo rilevante, e sulla scorta dei quali è possibile distinguere tra forza del mito e realtà documentale, tra storia e leggenda. Dunque uno strumento di indubbio valore e utilità per tutti coloro che sono curiosi di conoscere le vicende storiche cittadine, con il vantaggio di avere a portata di mano una fonte ricca di notizie a volte immaginose, la cui lettura non può non affascinare. Arcangelo Ficco
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