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Storia choc. Una ragazza di Molfetta racconta a “Quindici”. Una “tranquilla” vita da escort: vent'anni, studentessa, famiglia benestante, università, parrocchia
16 marzo 2014

MOLFETTA - Una ragazza racconta a “Quindici”: incontro uomini a pagamento, ma non so perché. È cominciato per caso in un pub e non ho smesso più. I miei genitori e il mio fidanzato non sospettano nulla. A Molfetta faccio una vita normalissima: vado a messa e passeggio al Corso. La storia di Chiara accompagnatrice come lei per mantenere la sua bambina.

Articolo di Onofrio Bellifemine ed editoriale del direttore Felice de Sanctis "La doppia morale".

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Quindici quello che gli altri non dicono

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- Ammettiamolo! Queste donne però mentono spudoratamente. Va a parlar loro della loro prima caduta. T'inventeranno tante di quelle favole! – E tu non domandare. Che t'importa? Ma se esse mentono, mentono proprio come dei bambini. E tu sai che i bambini sono i primi, e i più graziosi bugiardi e nello stesso tempo le creature più sincere del mondo. Ed è notevole che le une e gli altri, cioè le prostitute e i bambini, dicono le bugie soltanto a noi altri, uomini adulti. Tra loro non mentono. Essi ci dicono delle menzogne, perché noi stessi lo esigiamo da loro, perché noi vogliamo entrare nelle loro anime affatto estranee a noi con i nostri stupidi modi di procedere e le nostre domande, ed infine, perché essi in segreto ci considerano dei grandi minchioni e dei pazzi ipocriti. Ecco, se vuoi, io ti posso contare sulle dita i casi, in cui la prostituta mente immancabilmente, e tu ti persuaderai che alla menzogna essa è spinta dall'uomo. Esse, più che mai mentono, quando si domanda loro: “Come sei arrivata a una simile vita?” Ma che diritto hai tu di domandarlo loro? Che il diavolo ti porti! Essa non s'interessa mica del tuo primo “sacro” amore o dell'odio delle tue sorelle e della tua fidanzata. Ah! Tu paghi! Magnificamente! La tua personalità è inviolabile anche nel senso più stretto, nel senso che ella non può darti neppure uno schiaffo, mentre senza dubbio tu lo meriteresti. Ti racconteranno precisamente una storia così banale, che tu – uomo banale e triviale – potrai digerire con grande facilità. E perciò i loro amanti saranno sempre “ladri”, “assassini”, “ruffiani” e altri “luridumi”. – (Tratto da: LA FOSSA - Alessandro KUPRIN )




Vorrei anch'io cogliere l'opportunità di raccontare quanto mi e successo giorni fa. Rientrando a casa dopo aver fatto la spesa, più o meno verso le ore 11:30, mentre aspetto l'ascensore per salire al quinto piano dove abito, una bella ragazza mi si presenta dietro di me chiedendomi con spirito, un "passaggio" allo stesso piano. Dopo aver entrambi riso all'insolita battuta, entriamo in ascensore. Mentre l'ascensore sale, con mio grande stupore, la bella giovinetta incomincia delicatamente a palparmi lasciando ben intendere il proseguo: io resto fermo, bloccato dalla sorpresa e senza dir parola la ragazza continua nella sua ricerca, restando anche allibita e sorpresa e lo si capisce bene dalla sua espressione. Poi all'improvviso, mentre l'ascensore rallenta la sua corsa, la "bella" mi guarda con un sorriso smagliante, delicatamente e dolcemente smette di palparmi rendendosi ben conto di aver palpato il mio "pannolino di protezione", e, mentre la porta dell'ascensore si apre per far uscire i due insoliti passeggeri, mi bacia delicatamente sulla bocca - bacio a cui rispondo con gioia - e....."Ciao nonno, scusa" . Esco dall'ascensore, lei mi saluta con la sua delicata manina, la porta dell'ascensore si chiude scivolando giù al piano dell'entrata del condominio. Rientro in casa, sistemo la spesa, saluto la mia dolce compagna con un dolce e tenero bacio, mi affaccio al balcone e vedo la "bella sconosciuta" sul marciapiede opposto alla strada che mi saluta ancora una volta con un bacio volante a cui rispondo con piacere. Ora mi succede che, ogni qualvolta ritorno dalla spesa e prendo l'ascensore per salire al quinto piano, mi scappa sempre una sonora risata dopo aver palpato il mio "pannolino di protezione".





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