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Stasera a Bari si 'ripercorre' il viaggio che portò San Nicola in città dall'Oriente Il Rotary Club di Molfetta, alle 20.30 a Villa Romanazzi Carducci, ha organizzato un incontro,“Da Bari a Mira”; i racconti di Enrica Simonetti faranno rivivere il viaggio dei 62 marinai baresi del 1087, in Asia Minore, per portare i resti del santo nella loro città
01 dicembre 2010

BARI - Questa sera,alle 20.30 presso Villa Romanazzi Carducci a Bari, il Rotary International Club di Molfetta ha organizzato un ‘viaggio’ nel tempo ripercorrendo la vita di San Nicola.
“Da Bari a Mira” il nome della kermesse che con i racconti di Enrica Simonetti, scrittrice e giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno, e attraverso le immagini del fotografo Vincenzo Catatalano, ripercorrerà il viaggio sulle orme del Santo compiuto dalla Simonetti insieme a Catatalano. Lo stesso viaggio che 62 marinai baresi fecero fino a Myra, in Asia Minore, per portare nella loro città i resti di San Nicola, che da allora è il santo protettore di Bari.
Dalla collaborazione tra i due ‘naviganti’ è nato un libro fotografico, Translatio Sancti Nicolai, presentato al teatro Petruzzelli dalla stessa Simonetti.
Si assisterà a una sorta di galleria di suggestioni, amplificate dal rapporto profondo con i luoghi incontrati, che la scrittrice ha vissuto e poi raccontato nel libro come “il solo tonfo di una cima di ormeggio in acqua come l’unico rumore lasciando una Bari silenziosa prima dell’alba” scrive laSimonetti spiegando che “Il presente, inspiegabilmente, ci riporta con il pensiero al passato. I marinai che nel 1087 affrontarono questa impresa dalla Puglia alla Turchia viaggiavano sulle caracche, le caravelle a remi che oggi vediamo riprodotte nei dipinti e nelle icone.
Affrontavano il mare al buio, carichi di grano che andavano a vendere in Turchia, perché
– come documentano le ricerche storiche – tra loro non c’erano solo uomini di mare, ma anche commercianti. E la stessa idea di prelevare le reliquie di Nicola, che a quei tempi era già famoso da Oriente a Occidente – secondo alcune tesi – nacque ad Antiochia, dove i 62 seppero dell’idea dei veneziani di portarsi a casa il corpo del santo
Un tragitto che ha seguito la rotta medievale, quella comune prima della creazione del canale di Corinto, percorso con la Ideadue, una goletta a vela di 22 metri che ha portato i due narratori sulle tracce della traslazione del santo notando le differenze dei tempi:”In questo mare che adesso ci circonda è impossibile ritrovare lo spirito di quel viaggio. Ci attorniano di tanto in tanto petroliere enormi, navi gasiere, e qua e là vediamo macchie immense di olio o cassette di polistirolo che viaggeranno intonse in questo mare ancora per chissà quanti decenni.”
Segue la descrizione della navigazione, duemila miglia in totale, verso Kerkira, Corfù, costeggiando la Grecia e l’Albania in direzione di un isolotto minuscolo ma molto importante: Ayos Nikolaos, il nostro San Nicola.
Sono state fotografate icone, chiese, miglia dopo miglia, scoprendo gli scogli che accolsero i marinai e le loro preghiere; il tutto per un viaggio moderno che ha fatto rivivere quello antico che ha compiuto la “Mirabile Impresa”aprendo gli occhi sul mondo di Nicola: un mondo senza confini, un mondo di tutti come lo è il mare.
Enrica Simonetti è caposervizio per la sezione “Cultura e spettacoli” della Gazzetta del Mezogiorno. Grande amante del mare ha curato numerosi volumi dedicati ai fari. L’ultimo libro da lei pubblicato è Luci sull'Adriatico– fari tra le due sponde.

Autore: Q
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