Recupero Password
SPECIALE ELEZIONI - COMMENTI .Vittoria schiacciante di Tommaso Minervini. Bocciati e promossi
16 maggio 2001

di Felice de Sanctis Vittoria al primo turno per la Casa delle libertà, che a Molfetta ha trionfato conquistando quasi il 65% dei voti e portando alla guida della città Tommaso Minervini (nella foto). La coalizione di centrodestra ottiene ben 21 consiglieri su 30 e può governare con grande tranquillità, anche nell’ipotesi di perdita di qualche consigliere, come è avvenuto nel recente passato. Ancora una volta il voto di Molfetta riflette quello nazionale e anche qui si fa sentire l’effetto del maggioritario, in misura minore. Sono scomparsi, infatti, alcuni partiti come il Percorso, i Comunisti italiani, il Partito Popolare, i Verdi, mentre gli altri escono fortemente ridimensionati. Le rappresentanze di Forza Italia e An oltre ad essere cresciute sono anche molto rinnovate. Ci sono conferme di consiglieri uscenti, che però ritroviamo sul fronte opposto, come è il caso di Nicola Angione, uno dei 17 firmatari della sfiducia all’ex sindaco Guglielmo Minervini, che passa dai Democratici di sinistra alla lista civica del centrodestra “Città per tutti”. Carmela Minuto ex Ccd, ora Cdu, registra un successo personale con 926 voti di preferenza, il numero più alto in assoluto fra i candidati. Ma il Cdu paga a caro prezzo l’annessione degli ex del Ccd “emarginati” (la stessa Minuto e il marito segretario del partito, Luigi Panunzio) da Pino Amato impossessatosi del partito, con la compiacenza del suo leader regionale Brienza. A rimetterci è stato proprio il segretario coordinatore del Cdu, Michele Facilone, che resterà fuori da Palazzo Giovene, registrando una cocente sconfitta personale, essendo stato decisamente bocciato dagli stessi suoi elettori. Altra “vittima” del voto di domenica 13 maggio è Pino De Candia, già consigliere comunale del partito, al quale non ha giovato nemmeno l’abbinamento, nella sua pubblicità elettorale, col suo leader Berlusconi. De Candia sperava in un rientro alla grande sulla scena politica molfettese, ma è stato sonoramente bocciato, senza essere nemmeno il primo dei non eletti, è solo il quinto, una posizione senza speranze: per essere rieletto dovrebbe dimettersi l’intera rappresentanza di F.I. De Candia, perciò, dovrà ridimensionare le sue ambizioni. Non ce l’hanno fatta nemmeno alcuni consiglieri uscenti come Corrado Samarelli e Michele Sasso (Ds), Cosimo Altomare, Sergio Alessandrini, Domenico Pasculli (Democratici), Franca Carlucci e Sergio Lozzi (Percorso), Mimì Spadavecchia, Franco Cives e Nino Freda (Comunisti italiani), Damiano de Palma (An), Peppino De Nicolò (Il riscatto della città), Gianni Mancini (Ppi), Matteo Innominato e Vito de Fazio (Verdi), Franco Altomare (lista civica, poi Democratici). Sonora sconfitta anche per “personaggi in cerca d’autore” e di credibilità che non hanno mai avuto, come un certo Giulio de Ruvo, passato da sinistra a destra, dai Ds ad An transitando per Sgarbi, pur di ottenere “visibilità” e un posto al sole, il quale rimedia appena 61 voti. Bocciato anche Mariano Caputo (ex Ppi, poi approdato a Democrazia Europea), uno dei consiglieri che ha votato contro Guglielmo, per la vicenda della sua incompatibilità nel consiglio di amministrazione dell’Asi. Poi il Tar gli ha dato ragione, ma è stata una vittoria di Pirro, perché ora, non essendo più consigliere comunale, dovrebbe lasciare anche quell’incarico. Con lui è stato bocciato il suo nuovo partito il Cristiano Democratico. Disfatta totale per Pietro Centrone, sia sul piano personale perché ottiene appena 2.642 voti, sia per il suo partito (Unione di Centro) che mette insieme solo 1.002 voti, con una bruciante sconfitta per la lista e i suoi componenti. Mentre è andata meglio per il partito di D’Antoni, Democrazia Europea, a lui collegato, che con 1.614 voti ha rimediato un consigliere comunale. Decisamente bocciato anche l’attore dialettale Manuel De Nicolò, che non ha avuto nemmeno un voto. Una brutta figura, insomma, che ha fortemente ridimensionato il personaggio, malgrado l’aiuto in extremis chiesto a Finocchiaro. E’ andata male anche per Nino Sallustio, candidato del centrosinistra che ha ottenuto 11.041, con oltre 1.800 voti in più della lista: ha pagato il prezzo di una candidatura nata troppo tardi per poter recuperare consensi, mentre il candidato del centrodestra martellava la città ormai da mesi. E’ stata anche la sconfitta di Guglielmo Minervini, una sconfitta crediamo immeritata per ciò che ha rappresentato per la città. Una sconfitta che è frutto di un’ingiustificata “caccia all’uomo”, mirata all’eliminazione di un’intera stagione politica. Si chiude così un ciclo a Molfetta, quello che si apre è denso di incertezze, soprattutto per una coalizione raffazzonata, dove prevalgono troppe ambizioni e molti interessi.
Nominativo
Email
Messaggio
Non verranno pubblicati commenti che:
  • Contengono offese di qualunque tipo
  • Sono contrari alle norme imperative dell’ordine pubblico e del buon costume
  • Contengono affermazioni non provate e/o non provabili e pertanto inattendibili
  • Contengono messaggi non pertinenti all’articolo al quale si riferiscono
  • Contengono messaggi pubblicitari
""




In risposta ai numerosi commenti letti oggi sul vostro sito ci rivolgiamo innanzitutto a tutti coloro che si sono serviti di uno pseudonimo o di iniziali per esprimere la propria opinione ricordandogli che fortunatamente viviamo in un paese libero e democratico dove tutti hanno la facoltà ed il diritto di di esprimere il proprio pensiero (art 21 della costituzione )senza doversi nascondere e voi che siete persone colte lo dovreste sapere. Comunque tornando a noi vi rivolgo alcune domande. In primis al Sig. S.F. chiedo secondo quali canoni o principi costituiti, si arroga il merito di ritenersi un uomo di cultura? Una persona che a nostro giudizio può definirsi tale, certamente non si pone in alcun modo su un piano intellettuale superiore, evidenziando così, solo superbia ed alterigia, non solo nei confronti di coloro che sono stati eletti ma, sopratutto nei confronti degli elettori attivi che con il loro voto hanno portato in consiglio comunale questi loro rappresentanti. Dopo mi rivolgo al Egr. Sig. Antonio Anonimo, Lei che si pone come nuova ed unica fonte autorevole capace di discernere il Bene dal Male, perchè definisce questa nuova maggioranza comunale " dei Banditi "? Per risponderle prendiamo spunto da altri commenti nella quale si tiene a precisare che la nuova maggioranza ha comprato voti con buoni di benzina e serate in discoteca. Premesso che ciò, purtroppo, è ormai consuetudine in qualsivoglia campagna elettorale, Le voglio rammentare che questi candidati eventualmente, hanno contribuito a tali spese attingendo alle proprie finanze. E allora, in ultima analisi e come definitiva domanda Le chiedo: sono più banditi questi ultimi, testè citati, o coloro che sperperando denaro pubblico hanno creato un " mostro amministrativo" promettendo posti di lavoro ai cittadini, quando in realtà è del tutto palese che trattasi di assunzioni fittizzie, poichè economicamente insostenibili a lungo termine dalle finanze della cassa comunale,ossia dal denaro dei contribuenti, per larga parte è bene ricordarlo, contribuenti molfettesi. Infine ricordiamo a titti gli scontenti che l' ultimo ed incontestabile sovrano è il Popolo, in questo caso la cittadinanza molfettese che, votando ha deciso da chi vuole essere governata. Per cui come dicevano gli antichi " Quod principi placuit legis habet vigorem", non la traduciamo perchè, consapevoli dell' enorme intelligenza di sinistra certamente non ce ne bisogno. cordiali saluti Luca e Marco


E' una delle prime volte che accade che un commento "a freddo" rispecchia fedelmente quanto commentavo "a caldo" nell'immediato post-scrutinio. La realtà locale tende ad esasperare (come al solito) quanto è emerso in tutta Italia ed al Sud in particolare. Bertinotti e (il vero asinello che scalcia) Di Pietro, vere e proprie gocce che hanno fatto traboccare il vaso della sconfitta del centro-sinistra. Cosa rimarrà loro adesso? La soddisfazione per essere stati 'concausa' della sconfitta? Ho i miei dubbi! Provate ad alleare all'Ulivo, R.C. e Di Pietro: vedrete che nella stragrande maggioranza dei collegi la coalizione di Rutelli avrebbe avuto la meglio! Chi più si mangerà le mani? Ovviamente, il Sud, a ragione 'feudale ed arretrato' (basti scorrere la propensione a quanto espresso sin dall'esito del referendum repubblica vs. monarchia) ha aiutato ULTERIORMENTE quei partiti "retrogradi e ricicloni" che hanno fondato la loro campagna elettorale sulla clientela e sulle false (?) promesse. Situazione riscontrabile a livello nazionale come a livello locale. Vedremo questi Signori cosa saranno in grado di fare... Un 'fotoromanziere' alleato di neo-fascisti e secessionisti a livello nazionale... Una coalizione più degna di un 'melting-pot' che non di uno schieramento coeso e con una precisa identità a livello locale... Questo, a mio avviso, è il frutto dell'arretratezza politico-ideologica che contraddistingue grandi sacche dell'elettorato italiano e molfettese in primis. Analizzando queste nuove 'accozzaglie' (per dirla alla Finocchiaro) venutesi a creare, credo proprio che tra 8-12 mesi torneremo nelle scuole a votare. Forse è solo una speranza che nasce in cuor mio, un auspicio, ma qualsiasi analisi serena mi porta sempre a queste stesse conclusioni. Un saluto a tutto il forum. S.F.


Quindici OnLine - Tutti i diritti riservati. Copyright © 1997 - 2024
Editore Associazione Culturale "Via Piazza" - Viale Pio XI, 11/A5 - 70056 Molfetta (BA) - P.IVA 04710470727 - ISSN 2612-758X
powered by PC Planet