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Solidarietà per le famiglie sgombrate da via Fontana
04 marzo 2003

MOLFETTA – 4.3.2003 Primi segni di solidarietà per le famiglie sgomberate dalle loro case al prolungamento di via Fontana (nella foto, le lesioni), per pericoli di crolli, e che ora rischiano di essere abbattute. E' questo il senso della conferenza stampa tenutasi presso la parrocchia Santa Famiglia da parte del Comitato palazzine CER Fontana. Un incontro breve quanto intenso, in un piccolo spazio messo a disposizione da Don Nicola Gaudio, dal quale sono trapelati tutti i sentimenti e le preoccupazioni di queste giovani famiglie. Tutte famiglie di mezz'età colpite a fondo da questa disgrazia ma assolutamente mai rassegnate nonostante il fato (per adesso l'unico responsabile) stia facendo di tutto per togliere loro la dignità. Dicevamo una conferenza breve dove si è chiarita la situazione attuale delle 20 famiglie già sfollate (costrette a vivere e ad arrangiarsi a casa di parenti) e di altre 30 in attesa dello stesso triste e, a quanto pare, inevitabile destino. Presente, oltre a tutte le famiglie coinvolte nella vicenda unite coraggiosamente fra loro, anche il vescovo mons. Luigi Martella il quale ha auspicato un intervento rapido, possibile solo se messe da parte per il momento le polemiche, anche politiche, sulle responsabilità. Non dello stesso avviso Vito Copertino (presente insieme ad altri esponenti dell'opposizione tra i quali Nino Sallustio e Antonello Zaza) il quale ha ritenuto necessaria un'analisi attenta delle cause per evitare di ripetere gli stessi errori durante la ricostruzione. Muti (De Nicolò) e ritardatari (Angione) gli esponenti della maggioranza presenti, anche criticati per il loro assenteismo da uno degli abitanti delle palazzine che avrebbe gradito un maggior interesse da parte delle istituzioni. Ma forse sarebbe veramente opportuno lasciare da parte le polemiche politiche e dare spazio alla solidarietà. Intanto, in attesa delle case parcheggio promesse a breve dal sindaco nel Centro Storico, il vescovo ha messo a disposizione due appartamenti della diocesi a Ruvo e il presidente della Ludoteca Peter Pan ha garantito la sua disponibilità ad accogliere gratuitamente i bambini delle sfortunate famiglie di via Fontana nel proprio centro. Primi gesti che da soli però non risolvono il problema. E' ora che la comunità molfettese e le istituzioni (non solo il Comune ma anche Regione e istituzioni nazionali) si rendano conto che questa non è una vicenda tra privati e che non si può restare indifferenti di fronte alle difficoltà di questi nostri concittadini. Chi può ha il dovere non solo morale di fare qualcosa. Sono i fatti ciò di cui questa gente ha bisogno ora di parole né hanno avute abbastanza. Fabrizio Fusaro
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