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Sine oblio, una mostra per non dimenticare
15 aprile 2009

Una bella mostra ma, anche, un'occasione di meditazione sul tempo che passa, sui cari che ci lasciano, sul nostro sentimento dell'effimero, nella malinconica consapevolezza che il tempo non si può fermare e, con il tempo, il destino di noi uomini. Così l'architetto fotografa Angela Colonna ha voluto configurare la mostra Sine oblio, allestita nella casa avita del nonno da poco scomparso, dott. Michele De Palma, nel sottoportico Effrem, 8 a Molfetta, dal 28 febbraio all'8 marzo 2009. Ci si muove con passo discreto nelle stanze ormai vuote, con qualche mobile lasciato lì, solo, perduto sulle pareti con carta da parati a delicati fiori ,scolorita dal tempo, che tuttavia riesce a rendere come si dovesse svolgere la vita familiare intorno al braciere sul suo piedistallo, ormai smarrito al centro di una stanza, l'angolo della conversazione e della radio, il corridoio ormai nudo, la cucina con il focolare e la caldaia di rame a muro, tipico delle vecchie case del Meridione e la credenza cilestrina che suscita in noi tanti ricordi, alcuni oggetti che concentrano memorie e soprattutto la camera da letto dove trascorrevano gli ultimi anni di un uomo anziano, malato, di cui gli oggetti ancora presenti rivelano i gesti ripetitivi, teneri e rassegnati. “Il luogo dove sono state scattate le fotografie è lo stesso nel quale vengono esposte, in una stratigrafia che sospende il racconto in un presente continuo, in una doppia domanda sull'esserci, che toglie alla filosofia e restituisce all'evidenza della vita. Quello che si vedeva prima. Quello che c'è ancora, quello che non c'è più. E' in questo misterioso intervallo che si trovano le fotografie di Angela Colonna, in uno sguardo profondo e commosso, che osservando la morte in ogni dettaglio, attraverso l'amore, restituisce al presente una vita, che è la propria e che diventa vettore di quelle che ci hanno attraversato e cresciuto”. Cosi scrive l'architetto Margherita Morgantin in una appassionata presentazione critica. Angela Colonna architetto, master in “Rappresentazione fotografica dell'Architettura e dell'Ambiente presso l'Università La Sapienza di Roma, Tutor ai corsi di “Tecnica fotografica e cultura visiva” all'Università di architettura di Venezia, Free Lancer come fotografa professionista di architettura e di interni per riviste italiane ed estere ha voluto fare un atto d'amore verso i propri cari. Ha fotografato e collocato sulle pareti ormai spoglie vari angoli della casa del nonno ormai troppo grande e vuota, la cui memoria è fissata per sempre, raccontata in tanti particolari; il letto disfatto, le mensoline ricoperte di medicinali e vecchie immagini di familiari, una fotofrafia dei nonni giovani, un servizio da tè, un'immagine religiosa. L'autrice ha voluto lasciare a questa mostra un carattere familiare, intimo, di recondite memorie recuperate con un mezzo moderno, un'accurata tecnica fotografica ma soprattutto con l'amore, prima che tutto andasse disperso nella labilità e necessità del tempo. Nella mattina di marzo dalle finestre entra un sole soffuso, nei vasi fasci di fresie e iris viola emanano un delicato profumo primaverile: il visitatore rivede ad una ad una le foto nelle stanze, collocate nei punti in cui prima si svolgeva la vita, ripensando alle comuni esperienze personali di disfacimento delle case abitate dagli anziani, nel comune destino di caducità. Ma la voglia di memoria di alcuni giovani ci conforta e ci fa vivere con serenità il nostro presente. Commenta Marco Rispoli: “Forse nelle cose si diffonde un po' di noi, negli oggetti che ci stanno intorno, come fossero simboli della nostra presenza o allegorie della nostra assenza, recipienti che trattengono il nostro lento ma continuo dissiparci, non privi di qualche crepa, eppure necessari a dare un po' di durata al nostro cangiare senza sosta”. La fotografa artista sembra animare una sorta di album di ricordi ma è evidente la voglia di far emergere da quelle evocate presenze valori e fondamenti cui affidare la propria identità esistenziale. Per quanto attesa e debitamente / Onorata la Morte / Quando passa per casa / Agisce sempre con mano furtiva: / dei tuoi beni, che siano o no / inventariati / solo il Tempo ci dice / quale ti ha tolto, quale ti ha lasciato (Ivana Tanzi).
Autore: Vittoria Sallustio
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