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Sindaco indagato sul porto di Molfetta: al peggio non c'è mai fine, dicono i giovani Pd
19 aprile 2010

MOLFETTA – Anche i giovani del Partito Democratico scendono in campo sulla vicenda del sindaco Antonio Azzollini, degli assessori e dei funzionari comunali indagati dalla Procura di Trani.

«L’ennesimo esempio di cattiva amministrazione. La notizia che sono oltre quaranta gli indagati del Comune di Molfetta, per presunti illeciti riguardo il nuovo porto commerciale della città, è un’altra dimostrazione di come il centrodestra molfettese stia rendendo sempre più difficile la gestione della cosa pubblica dalle nostre parti – dicono i giovani del Pd -.
Aspettiamo, ovviamente, maggiori approfondimenti in questione, ma non possiamo restare assolutamente indifferenti al nuovo “tsunami”, come è stato già definito, che sta interessando gli ambienti di Palazzo di Città.
Troppa la gente che pare coinvolta; troppe le cariche istituzionali che sarebbero complici di qualcosa dai retroscena ancora poco chiari.
Il nuovo porto commerciale, fortemente voluto da chi amministra la città, sta creando non pochi problemi ai molfettesi.
I 7,8 milioni versati dalle casse comunali alla CMC, l’impresa ravennate appaltatrice del progetto, non sono l’unica tegola sulle nostre teste. Ci eravamo “illusi” che quella invece ne fosse l’ultima da sopportare, ma, come da anni ci siamo abituati, al peggio non c’è mai fine.
Un’altra pagina nera della storia locale potrebbe aprirsi molto presto e noi cittadini saremo ancora una volta costretti a leggerla senza il potere di fare niente, se non sperare che la storia si decida a cambiare, che qualcuno abbia il coraggio di assumersi le proprie responsabilità per il bene della città. È un’utopia forse, perché spesso la gloria personale, ed in questo caso, il non saper tornare sui propri passi, non ci permetterà di fare sogni tranquilli».
In città, intanto, si continua a parlare di questa vicenda e c’è anche chi sostiene che il sindaco debba dimettersi: non è piacevole un sindaco indagato dalla Procura, dicono.
C’è chi prevede una bufera giudiziaria e chi ritiene che finirà tutto in una bolla di sapone. Chi ha ragione? Staremo a vedere.
 
 
 
 
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