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Si farà l'insediamento turistico a Torre Calderina
15 maggio 2006

Il Consiglio di Stato ha deciso: l'insediamento turistico a Torre Calderina si farà. Termina così la lunga battaglia legale intrapresa dal comitato pugliese di Legambiente volta ad impedire la realizzazione di un complesso alberghiero sulla litoranea tra Molfetta e Bisceglie, in località Torre Calderina, appunto. Come si ricorderà, nel novembre del 2002 l'associazione ambientalista promosse un ricorso dinnanzi al Tar Puglia chiedendo l'annullamento, a causa di presunti gravi vizi di legittimità nel procedimento di adozione, dell'accordo di programma stipulato nello stesso anno, su istanza della società Ho.ri.ba di Giovanni Bombini (proprietaria anche della struttura ricettiva Nettuno), dal Comune di Molfetta e dalla Regione Puglia per la realizzazione, in quell'area, di un complesso turistico-alberghiero. In sostanza Legambiente lamentava il fatto che la struttura prevista nell'accordo di programma stipulato tra Comune e Regione interessasse, sostanzialmente, un'area soggetta a particolari vincoli ambientali in quanto individuata, dal P.U.T.T. (Piano Urbanistico Territoriale Tematico per il Paesaggio), come “Oasi di Protezione faunistica”, condizione che di fatto avrebbe dovuto impedire la realizzazione di un intervento ritenuto assolutamente invasivo per gli equilibri ambientali di quella zona. In primo grado il Tar Puglia accolse il ricorso presentato da Legambiente riconoscendo come fondate le argomentazioni addotte e di fatto bloccò la costruzione della struttura ricettiva. Oggi, invece, a distanza di due anni dalla prima sentenza, la Quarta Sezione del Consiglio di Stato ha ribaltato completamente l'esito del giudizio ritenendo il Comitato Pugliese dell'associazione ambientalista non legittimata a presentare il ricorso ed annullando, quindi, in radice la sentenza di primo grado. In sostanza il massimo organo di giustizia amministrativa ha accolto le tesi sostenute dalla difesa della società Ho.ri.ba. (oltre che da quelle del Comune di Molfetta e della Regione Puglia, costituitesi in giudizio a difesa dell'accordi di programma sottoscritto), chiarendo che la propaggine territoriale di una associazione ambientalista non è titolata a proporre una azione giudiziaria in quanto questa prerogativa è riconosciuta dalla legge esclusivamente alla organizzazione nazionale, e non alle sue articolazioni locali. Ora, dunque, non ci dovrebbero essere più ostacoli per la realizzazione del complesso alberghiero in località Torre Calderina. “Esprimo viva soddisfazione – è il commento dell'avv. Nicola Calvani, difensore in grado di appello della società Ho.ri.ba. – per l'esito del giudizio dinnanzi al Consiglio di Stato che ha riconosciuto fondate le nostre argomentazioni, riformando la sentenza emanata dal Tar Puglia nell'aprile del 2004. Il massimo organo di giustizia amministrativa ha accolto le nostre tesi e ha dichiarato inammissibile il ricorso promosso in primo grado dal Comitato Pugliese di Legambiente, ritenendo insussistente, come da noi evidenziato, la legittimazione ad agire in giudizio di una propaggine territoriale della nota associazione ambientalista. Con questa pronuncia – ha concluso l'avv. Calvani – si chiude definitivamente una controversia che si trascinava ormai da oltre tre anni e che impediva la realizzazione di un insediamento turistico che andrà a riqualificare, comunque nel pieno rispetto dell'ambiente, un'area in evidente stato di degrado ed abbandono, dando impulso all'economia della città”. Di parere opposto, ovviamente, Vanna Grillo, presidente del locale circolo di Legambiente: “Il Consiglio di Stato non si è espresso sulle ragioni per cui secondo Legambiente (e secondo il TAR Puglia) lì l'albergo non si poteva costruire. Ha semplicemente affermato che il Comitato regionale di Legambiente non aveva titolo a presentare il ricorso, contraddicendo solo su questo punto la sentenza del TAR. Tanto basterà alla ditta per avviare i lavori e sarà questo, in tutta probabilità, il primo passo per l'assalto all'area protetta: già un prossimo albergo sta per essere costruito nell'oasi, questa volta nel territorio di Bisceglie”. Ma la rappresentante degli ambientalisti si è scagliata anche contro il Comune di Molfetta e la Regione Puglia, costituitisi in giudizio a difesa dell'accordo di programma sottoscritto: “Abbiamo assistito al triste spettacolo del Comune di Molfetta e della Regione Puglia che, del tutto indifferenti alle motivazioni del TAR, hanno deciso addirittura di costituirsi in giudizio in sostegno di HoRiBa: i nostri amministratori hanno scelto di spendere soldi (e non pochi) di tutti i molfettesi e di tutti i pugliesi per difendere un atto che nella sostanza è e resterà sbagliato, contrario alle leggi e ai regolamenti esistenti, nonché all'interesse degli stessi cittadini”. “Questa triste pagina – ha concluso Vanna Grillo – mette a nudo anche un altro paradosso: con questa scelta il Comune di Molfetta e la Regione Puglia accentuano ancora di più quella intollerabile sproporzione che già esiste a tutto vantaggio di chi difende gli interessi privati contro chi difende quelli collettivi. A fianco di un imprenditore che affronta il giudizio come fosse un investimento da cui attendersi utili, si sono schierati amministratori, senza rischiare certo soldi propri. Dall'altra parte, a difendere una civiltà giuridica che vuole il paesaggio e il territorio patrimonio di tutti i cittadini, solo associazionismo, volontariato e autotassazione”.
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