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Si è spento ieri a Molfetta il Maestro Salvatore Salvemini Era il decano degli artisti molfettesi
29 dicembre 2006

MOLFETTA - Alle 6.15 del mattino di ieri, giovedì 28 dicembre, si è spento, all'età di 81 anni, il Maestro Salvatore Salvemini, decano degli artisti molfettesi, tra i più apprezzati pittori pugliesi a livello nazionale. Pubblichiamo di seguito un ritratto del Maestro scritto dalla prof.ssa Elena Germano Finocchiaro nell'agosto del 2005. “Non si è mai stati giovani se non si è sognato di cambiare - anche di poco - il mondo. Salvatore Salvemini giovane lo è stato negli anni cinquanta, cavalcando con appassionato furore il suo sogno, sull'onda del neorealismo di Guttuso e del meridionalismo di Levi e Scotellaro. Sono pescatori, contadini, madri proletarie sedute davanti all'uscio di casa, paesaggi delle nostre campagne i protagonisti delle sue tele nei giorni in cui il "Maggio di Bari" (il premio di pittura lanciato nel 1951 da Vittore Fiore) si affaccia con fresco vigore alla ribalta nazionale. A Bari, ma anche in rassegne organizzate un po' dappertutto, a nord come a sud, dalla capitale a piccole città di provincia, il pittore dispiega la sua fervida attività di testimone e di interprete di un mezzogiorno che va prendendo coscienza di sé. Nel 1965 Salvemini costituisce con alcuni amici pittori il gruppo "Nuova Puglia", teso a rielaborare il linguaggio dell'arte liberandolo dai luoghi comuni e dalle secche del provincialismo. Ma le illusioni sono destinate a cadere, le certezze a sfaldarsi nell'urto con una realtà in rapida trasformazione. Divenuto ormai problematico il rapporto dell'individuo con i miti della società tecnologica, alienante la visione di un mondo i cui valori sono la merce e il consumo. Salvemini nella mostra di gruppo "Immaginazione e realtà" (Pinacoteca Provinciale di Bari, ottobre 1971) rappresenta la crisi del suo mondo, deprivato ormai di fisicità e di colore, ridotto alla pura essenza schematica di radici, fibre, gabbie di ossa, al nudo e severo rapporto del bianco e del nero. Su questa strada il pittore ha proseguito il suo cammino, inseguendo una realtà che egli sente ormai interna alle cose, alla loro energia profonda. Nella sparizione dell'oggetto, le cui schegge si ricompongono nelle forme e nei colori emblematici della conoscenza mentale, la sua duratura e ancora attuale ricerca". Elena Germano Finocchiaro 25 agosto 2005
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