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Si dimette il Delegato Confcommercio e Segretario DUC Mauro Panunzio: “Molfetta una città economicamente spenta”
Mauro Panunzio
01 marzo 2026

 MOLFETTA – Si è dimesso il Delegato Confcommercio e Segretario DUC (Distretto urbano del commercio) di Molfetta Mauro Panunzio.

Questa la sua lettera: «Con orgoglio ho assunto la delega di Confcommercio per il Comune di Molfetta, con l’intento di offrire un contributo concreto e qualificato al rilancio del commercio di prossimità. Sin dall’inizio ho presentato progetti, idee e proposte operative al Consiglio Direttivo del DUC, tutte formalmente documentate.

Tali iniziative, tuttavia, sono state sistematicamente trattate con superficialità.

Non ho riscontrato atteggiamenti apertamente contrappositivi, ma disattenzione, frutto di un approccio più orientato alle formalità sindacali che alla costruzione di azioni concrete e misurabili a beneficio del tessuto commerciale cittadino.

Avrei voluto essere maggiormente utile, anche alla luce delle mie esperienze professionali come progettista e creativo, ma le condizioni non lo hanno consentito.

Il mio disappunto ha raggiunto il culmine con l’attuazione del terzo bando regionale, che ha evidenziato in modo inequivocabile lo scollamento tra DUC, commercianti e città:

 

  1. Il corso di lingua inglese, destinato a commercianti e titolari di B&B, non ha registrato la partecipazione di alcun operatore. Per evitare l’annullamento dell’iniziativa e per rispetto nei confronti della docenza, ho garantito personalmente la presenza, coinvolgendo me stesso, le mie commesse e la mia compagna.
  2. I tre talk previsti, organizzati presso un bar di Corso Umberto, (?) sono risultati pressoché deserti, con la presenza di uno o due commercianti al massimo, oltre ai soli addetti ai lavori.
  3. L’indagine di mercato realizzata da Trade Lab è senza dubbio di alto profilo tecnico e ricca di dati sui comportamenti dei consumatori, sui flussi e sulle preferenze di acquisto. Tuttavia, in assenza di una visione strategica e di progetti capaci di utilizzare tali informazioni in modo operativo, questo lavoro rischia di andare perso e risultare inutile, come qualche operatore ha già detto, arrecando ulteriore danno al commercio di prossimità in termini di reazione alla situazione attuale.
  4. A fronte di un investimento complessivo pari a € 125.000,00, ciò che verrà realmente percepito dai commercianti sarà esclusivamente il nuovo impianto di filodiffusione, unica spesa sensata, concreta e tangibile. I corsi di formazione con docenze di prima fascia sono stati frequentati da pochissimi commercianti, purtroppo.
 

Dopo oltre 47 anni ho chiuso la mia attività commerciale: una scelta obbligata e sofferta. Molfetta è diventata una città economicamente spenta.

La situazione appare ormai irreversibile.

Le responsabilità sono da attribuire alle amministrazioni comunali che si sono succedute nel tempo, incapaci di attuare politiche strutturali di sostegno al commercio, ma anche agli stessi commercianti, troppo spesso chiusi nei propri negozi, più inclini alla lamentela che alla partecipazione attiva.

La chiusura del mio storico esercizio ha definitivamente trasformato il mio entusiasmo in disinteresse verso il commercio tradizionale, soprattutto per mancanza di stimoli. La parola chiave per incidere profondamente per un concreto rilancio dei negozi della città è una sola: “rigenerazione urbana”

La prossima Amministrazione ha il dovere morale di occuparsi finalmente dei commercianti, che rappresentano un valore sociale dell’intera comunità. Auspico che sia istituito in modo permanente “l’ufficio del commercio” una delega piena che deve essere data ad un commerciante eletto dalle associazioni di categoria e associazioni di strada, già questo sarebbe un cambiamento di una visione più lungimirante della politica partecipativa.

Peraltro le mie attività imprenditoriali e di progettista sono sempre più impegnative e non mi consentono di proseguire un incarico associativo che, nelle condizioni attuali, ritengo privo di reale efficacia.

Avrei molto altro da aggiungere, una su tutte: non si può avere una delega parzializzata priva di autonomia sulla città di riferimento, ma temo che le dinamiche che ho avuto modo di conoscere e che non condivido resterebbero immutate.

Per questi motivi, con profondo rammarico, rassegno le mie dimissioni da Delegato Confcommercio e da Segretario del DUC.

Ringrazio sinceramente il Presidente Vito D’Ingeo e l’intera Giunta per la fiducia accordatami.

Un saluto affettuoso a tutti i colleghi.

Grazie di cuore».

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