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Sfiorata la tragedia a Molfetta: un'automobile vola contro la vetrata di un locale
09 novembre 2010

MOLFETTA – Ieri sera il morto per strada ci sarebbe scappato davvero. E a morire non sarebbero stati forse i protagonisti dell’ennesimo incidente stradale cittadino, ma gente di passaggio: ragazzini in sella alle biciclette che se ne stanno sotto casa, coppie che rincasano con bambini piccoli nei carrozzini, o sfortunati passanti non residenti del quartiere. Sì, i tragici elementi per dipingere di sangue una normale serata di novembre e raccontare l’ennesima sciagura della strada, consumata in pieno centro, tra le centrali vie Papa Montini e Molfettesi d’America, c’erano tutti. Meno uno. La gente di passaggio che, per puro miracolo, stasera, in quell’angolo di palazzo, al momento del pauroso impatto, sul marciapiede, non c’era.

Sarebbe stata una strage di ragazzini, considerata l’abitudine di alcuni fanciulli della zona, di trascorrere le ore serali sui marciapiedi, in questo punto abbastanza larghi tanto da poterci giocare a palla, prima di risalire i piani che li separano dalle loro abitazioni, dove ad attenderli ci sono mamma e papà per la cena. Ad incidente avvenuto, lo scenario sembrava quello di una guerriglia urbana. O di una rapina.
Gente dappertutto, due ambulanze, quattro pattuglie di vigili urbani, una vetrata alta e spessa divelta e mandata in frantumi cose fosse un fuscello, vetri ovunque proiettati a metri e metri di distanza. Sì, un’auto era letteralmente volata contro la porta d’ingresso di un locale, completamente vuoto e dalle pareti a vista, tutte in vetro. E lì era rimasta con la parte anteriore verso l’ingresso del locale stesso: fosse stato adibito ad attività commerciale, si sarebbe potuto legittimamente pensare si fosse potuto trattare di un tentativo di “spaccata”, le rapine messe a segno con le vetture di grossa cilindrata usate come arieti per sfondare gli ingressi delle attività commerciali. Invece, no.
Era lo stato dei luoghi di un incidente stradale, un banale ed evitabilissimo incidente stradale, accaduto, come detto, all’incrocio tra le vie Papa Montini e Molfettesi d’America (nelle foto): uno di quelli della zona 167, pericolosissimi dove, a causa di mancate precedenze, con cadenza quasi giornaliera, si consumano incidenti, anche di una certa gravità. Sembrava fosse esploso un botto, quando intorno alle 20, c’è stato l’impatto. Una Ford Tourneo connect bianca è letteralmente volata in aria dopo essere stata scagliata a folle velocità come un proiettile da una Ford Kuga nera, tipo Suv, ed è piombata su un marciapiede, sfondando la vetrata di un grosso locale a piano terra, precedentemente adibito a concessionario di automobili, e a poca distanza dall’ingresso di un portone.
Per fortuna nessuno, in quel maledetto momento, si trovava di passaggio nel punto dell’impatto. Quel povero sventurato avrebbe rischiato di farsi travolgere da una delle vetture urtatesi o rischiato di finire colpito dalle vetrate mandate in frantumi dalla vettura volata ed atterrata sul marciapiede, o semplicemente sarebbe stato investito, prima che si verificasse l’incidente, visto che, anche se sbiadite, ci sono strisce pedonali, che collegano i marciapiedi di questo incrocio, ma evidentemente nessuno le nota e rispetta la precedenza al pedone e, soprattutto, modera la velocità.
Insomma, le possibili dinamiche di questo incredibile incidente avrebbero potuto essere tante. Sembra che nelle vetture coinvolte ci fossero solo i rispettivi conducenti, i quali sono stati accompagnati nel vicino ospedale “Don Tonino Bello” da due ambulanze del 118, una giunta da Molfetta, l’altra inviata da Giovinazzo: le condizioni degli autisti, entrambi uomini, non sarebbero gravi. Notizie frammentarie, queste, e tutte da verificare, così come la dinamica. Secondo una prima sommaria ricostruzione dell’accaduto, sembra che la Ford Kuga stesse percorrendo via Papa Montini e la Ford Tourneo via Molfettesi d’America quando, all’altezza dell’incrocio si sono urtate violentemente.
Immediatamente, la gente si è affacciata ai balconi delle proprie abitazioni, è corsa sul luogo dell’accaduto, per accertarsi che non ci fossero feriti, o peggio morti, tra i loro famigliari o conoscenti. Ma, grazie a Dio, nessuno era lì. Questo ennesimo incidente ripropone in tutta la sua gravità ed urgenza la problematica sicurezza sulle strade della zona 167: arterie lunghe, con incroci stretti dove appare solo il segnale “dare precedenza” che ben pochi rispettano. Tutti tendono a correre davvero troppo in città e soprattutto in prossimità di questi incroci, assolutamente insidiosi e con attraversamenti pedonali. Non è ammissibile percorrere queste arterie a velocità così elevate, senza rallentare quando si affronta un incrocio, fino a fermarsi quando si incontrano strisce pedonali per dare precedenza ai pedoni. A pochi metri, c’è una scuola materna, l’asilo San Pio e, poco distanti due scuole secondarie inferiori.
Cosa sarebbe successo se l’incidente fosse accaduto nelle ore mattutine, con tutta la gente che percorre i marciapiedi e attraversa la strada per accompagnare i bambini a scuola? Non osiamo immaginarlo. E’ necessario che vengano presi provvedimenti atti a indurre negli automobilisti una condotta di guida più civile, coscienziosa e responsabile, finalizzata al rispetto della vita umana. E visto che la condotta di guida è un modo di essere che, come l’educazione civica, andrebbe insegnata come materia scolastica sin dalle elementari e inculcata dal buon esempio di genitori e rappresentanti delle istituzioni, ma materialmente è utopia pensare di rieducare un popolo di automobilisti “disinvolti” al rispetto del codice della strada, si potrebbe pensare di attrezzare queste arterie cittadine con rallentatori e dossi artificiali, trasformando le precedenze in stop ben segnalati, tanto con segnaletica verticale che orizzontale, ritinteggiando le ormai estinte strisce pedonali che, forse, fresche di vernice, sarebbero notate di più. Ma la condotta di guida se responsabile, di tutto questo non ha manco bisogno.
 
© Riproduzione riservata
Autore: Giulia La Volpe
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