Recupero Password
SEL con le donne in piazza il 13 febbraio anche a Molfetta
07 febbraio 2011

MOLFETTA - Il 13 Febbraio in tutte le piazze italiane mobilitazione nazionale delle donne (e degli amici delle donne). Prevista una manifestazione anche a Molfetta. La posizione di Sinistra Ecologia e Libertà in questa nota stampa:   

"In questi giorni donne riconoscono altre donne, donne “adottano” nei loro profili facebook femministe e donne di cultura mettendo le loro foto come immagine del profilo, si succedono incontri in tutta Italia per organizzare le manifestazioni per l’appello “Se non ora quando”, che, parafrasando il titolo di un noto libro di Primo Levi, un grande esponente di genere maschile che ha saputo riflettere su totalitarismi e fondamentalismi, riflessioni che appartengono molto alla cultura ed alla storia dei movimenti delle donne, rimette al centro la dignità delle donne, in contrapposizione ai recenti fatti di cronaca riguardanti la doppia vita del premier, che hanno messo in luce la mercificazione del corpo delle donne e lo svilimento delle loro capacità e, soprattutto, dei loro desideri.
Le donne e gli uomini di Sinistra Ecologia e Libertà saranno in piazza in tutta Italia, a titolo di singole persone e senza simboli o bandiere, così come deciso dalle donne promotrici delle manifestazioni, per evidenziare la necessità di porre al centro la persona umana e soprattutto la persona donna di fronte al degrado morale nel nostro Paese, affinché vi sia un risveglio di coscienze nella nostra società videocratica, poco avvezza alla piazza, ed in questo il sud del Mediterraneo avrebbe molto da insegnarci.
Anche le donne e gli uomini di Sel Molfetta saranno quindi presenti alle manifestazioni festose e colorate che si terranno anche a  livello territoriale: in mattinata, alle 10,30, a Bari, dove si terrà un creativo corteo che partirà da piazza del Ferrarese e giungerà nella stessa piazza; ed in serata anche a Molfetta, dove è prevista una manifestazione nelle modalità che saranno decise dalle donne nel corso della settimana".

Autore:
Nominativo  
Email  
Messaggio  
Non verranno pubblicati commenti che:
  • Contengono offese di qualunque tipo
  • Sono contrari alle norme imperative dell’ordine pubblico e del buon costume
  • Contengono affermazioni non provate e/o non provabili e pertanto inattendibili
  • Contengono messaggi non pertinenti all’articolo al quale si riferiscono
  • Contengono messaggi pubblicitari
""
1° Parte.- Una leggera rivisitazione storica dell'emancipazione della donna.- Una delle prime tracce si trova nella Rivoluzione Francese (1789-94), quando, accanto alla “Dichiarazione dei diritti dell'uomo”, venne presentato alla Costituente anche un “Cahier de dolèances des femmes” (un elenco di proteste) che doveva portare la donna a essere considerata “cittadina”, ossia a godere gli stessi diritti degli uomini. Fu però solo un lampo: soffocata la rivoluzione, la donna tornò in condizioni di inferiorità. Illuminante a questo proposito, un articolo del Codice Civile di Napoleone accumunava donne sposate, minorenni e pazzi: tutta gente alla quale negare ogni attività pubblica e privata. “Quando la donna basterà a se stessa, cambierà il contenuto dei suoi rapporti con l'altro sesso”, scriveva nel 1892 su “Critica Sociale” Anna Kuliscioff. Nel 1907 Ernestina Prola prende la patente di guida e, l'anno dopo, Emma Strada diventa ingegnere, ma la parità è ancora un miraggio. La Chiesa è ferma a quanto ha scritto papa Leone XIII nell'enciclica sul matrimonio: “L'uomo è capo della donna, siccome Cristo è capo della Chiesa. Quindi, come la Chiesa è soggetta a Cristo, così le mogli eziandio debbono essere soggette ai loro mariti in ogni cosa”. Lo stesso Mussolini, del resto, nel 1932 diceva: “Nel nostro Stato, la donna non deve contare”. Lentamente la donna italiana acquista e dimostra la sua autonomia. Le campagne in favore della contraccezione, della depenalizzazione dell'aborto, della riforma del diritto di famiglia, del mantenimento della legge sul divorzio invadono sempre più spesso le aule dei tribunali, dove sempre più spesso si giudicano le violenze fisiche e morali di cui sono vittime le donne. (continua)
2°Parte. - . Sul finire degli anni Settanta, però, il movimento femminile si sminuzza e comincia una lunga pausa di riflessione. I problemi sono ancora molti, ma la società è in rapida evoluzione e si devono studiare nuove strategie. Anno 1954: con l'inizio ufficiale delle trasmissione televisive, s'inaugura un sistema di informazione completamente nuovo, che inciderà sul costume e sulla qualità della vita degli anni seguenti. Anche il mondo della carta stampata si adegua alla nuova realtà. Guardando la TV si giocava: a mezzanotte tutti a letto. I più giovani non ricordano quei spettacoli: Lascia o raddoppia?, Telematch, Campanile sera, L'amico del Giaguaro, La fiera dei sogni, L'oggetto misterioso, Il signore di mezza età, Non è mai troppo tardi, del maestro Manzi, Il Musichiere, Canzonissima, uno spettacolo che da solo basterebbe a caratterizzare un'epoca. La TV, un servizio pubblico. Poi gli spazi lasciati liberi dalla televisione porta anche a un certo degrado della morale corrente. La vera rivoluzione dell'informazione, esplode tuttavia verso la fine degli anni Settanta con la nascita delle “televisioni libere”. Dai loro teleschermi, spregiudicati e professionalmente flessibili, comincia a fluire un tipo di informazione più ricca e diversificata: compaiono volti e fatti nuovi, nella politica, nello sport, nella pubblicità, nell'informazione. Il problema televisione si presentava, nel cammino della società aperta verso un mondo migliore, dal momento che la Tv è figlia, oltre che del progresso, anche della libertà. (continua)

3° Parte. - Ecco i primi allarmi. Due psicologi e scienziati della comunicazione Karl R. Popper e John Condry denunciano la Tv come una “Cattiva maestra”. La televisione vive nel presente; non ha rispetto per il passato e ha scarso interesse per il futuro; la Tv addormenta e narcotizza; la Tv banalizza la ricerca del sapere; la Tv esalta i non valori della donna, mostrandola solo come femmina da “usa e getta”. Se i bambini sono crudeli verso i loro simili, se mancano di solidarietà, come sostengono alcuni, sono forse attribuibili a ciò che vedono sul piccolo schermo? La Tv non mostra mai nessuno intento a lavorare per guadagnare le ricchezze che ostenta. Non esiste nessun legame fra il lavoro e la vita. I giovani cercano la bella vita così come la definisce la televisione, possedere tante cose, ma non sanno come procurarsele. La Tv è diventato il solo mezzo d'informazione. Si legge poco, e quel po' che si legge sono i giornali che informano “sull'informazione della Tv. Il prezzo maggiore e peggiore, lo stanno pagando le donne. Per quel po' di verità che la televisione comunica, c'è molto di falso e di distorto, sia in materia di valori che di fatti reali. La lunga marcia delle conquiste femminili, dunque, è ancora in movimento. - “Una democrazia non può esistere se non si mette sotto controllo la televisione, o più precisamente non può esistere a lungo fino a quando il potere della televisione non sarà pienamente scoperto. Dico così perché anche i nemici della democrazia non sono ancora del tutto consapevoli del potere della televisione. Ma quando si saranno resi conto fino in fondo di quello che possono fare la useranno in tutti i modi, anche nelle situazioni più pericolose. Ma allora sarà troppo tardi”. Karl R. Popper- (fine)

Tutti noi viviamo in una società maschilista e questo è da ammettere. La donna spesso viene ritenuta "oggetto" dall'uomo, e io mi sono chiesta, ma di chi è la colpa? Le donne hanno lottato sempre per ottenere dei diritti e adesso dove siamo arrivati? Basta guardare la televisione per capire che ruolo ha ottenuto la donna oggi: veline, letterine, donne diventate famose grazie a calendari di nudo o a reality e non sto ancora a elencare perchè alcune non so nemmeno come definirle...e tutto questo che modello di donna è ? Di sicuro non educativo...le ragazzine ormai sono talmente abituate a questo modo di vedere la donna che per loro è normale e alcune addirittura cercano di imitarle, diventando loro stesse per loro volere degli oggetti. La colpa è principalmente della donna stessa perchè una con dignità non si comporta in modi squallidi, diventando anche esibizionista nei confronti dell'uomo per essere l'oggetto sessuale, quindi la do. La maggior parte degli uomini di sicuro non si lamenta di questa situazione perchè vedono a loro favore il fatto che la donna si conceda semplicemente a lui senza pretendere nulla, senza avere bisogni di creare qualcosa di serio, ma questa situazione non è normale! Questa è un'altra dimostrazione di come il sesso sia al centro di tutto oggi giorno e purtroppo i prossimi tempi andranno di male in peggio perchè ne la donna ne l'uomo fanno nulla per cambiare la situazione attuale, anzi esagerano, perchè probabilmente sta bene così alla maggioranza. “Certe ragazze preferiscono essere belle piuttosto che intelligenti. Non hanno tutti i torti: moltissimi ragazzi hanno la vista più sviluppata del cervello”. (B. Laurence")

Quindici OnLine - Tutti i diritti riservati. Copyright © 1997 - 2024
Editore Associazione Culturale "Via Piazza" - Viale Pio XI, 11/A5 - 70056 Molfetta (BA) - P.IVA 04710470727 - ISSN 2612-758X
powered by PC Planet