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“Se vinciamo te ne do 30, se perdiamo 25 !”: il richiamo della rappresentanza! A chi non farebbero comodo 25 o 30 euro per non fare nulla?
15 maggio 2006

Insomma… fare il rappresentante di lista non richiede chissà qualche enorme dispendio di energia e fatica fisica, e anche la persona meno intelligente della storia può vivere il suo momento di gloria svolgendo questo compito di rappresentanza e di responsabilità. E così uno sbanderno di giovani di destra, di sinistra, apolitici, apartitici, menefreghisti o completamente disinteressati, entrano a far parte delle file di persone che affollano le sezioni durante lo spoglio completo dei voti, attirati dal richiamo della rappresentanza: “se perdiamo te ne do 25, ma se vinciamo sono 30 eh!!!”. Il denaro corrompe le menti, anche quelle dei giovani che sembrano più convinti del loro schieramento politico: giovani di sinistra diventano rappresentanti di lista dei partiti di destra con una facilità ed una disinvoltura che a volte possono sconvolgere. E allora sarà molto facile incappare nel giovane che il lunedì era con te a marciare contro questa o quella legge ingiusta, e la domenica è lì, in quel seggio che potrebbe essere paragonato ad un girone dantesco per quanti peccatori ideologici contiene, che difende a spada tratta il voto per “quell'orrido e pessimo partito” (virgolettato perché potrebbero essere parole che il neo-rappresentante-corrotto potrebbe aver detto durante la manifestazione sopraccitata). E viceversa anche il giovane di destra è disposto a vendersi per quello o quell'altro partito di sinistra, perché tutto il mondo è paese e siamo milioni di bandierine che vanno dove le porta il vento. E lo so che il dio denaro è lì, sempre in agguato, sempre pronto a tentarci, ma perché vendere la propria ideologia per dei miseri 30 euro? La nostra dignità vale così poco? Molti giovani lo fanno, si vendono per poter passare un sabato sera più fastoso di tutti gli altri. Forse questa piccola corruzione di idee è solo una delle tante testimonianze del disinteresse dei giovani per una politica che a volte sembra rappresentarci molto poco o in maniera molto poco idonea. Siamo noi dei menefreghisti facilmente corruttibili o è la politica ad essere sbagliata? Arriverà un giorno in cui fare il rappresentante di lista diventerà un atto di volontariato verso il proprio partito e non un modo per fare soldi in fretta? Molti lo sperano e molti, più realisti, già sanno che una cosa del genere non accadrà mai e che la compravendita degli schieramenti durerà ancora molto a lungo. Giovanni ha 19 anni: «Anch'io molto probabilmente farò il rappresentante di lista. Non è una vera e propria "vendita"…io almeno parlo per me. Io il voto ad un altro schieramento non lo darei mai, però accetterei comunque 30 euro da Forza Italia per fare il rappresentante di lista. Il voto è mio e decido io a chi darlo. In ogni caso anche vendersi è un'arte... c'è chi lo sa fare e chi no...». Parole sante, perché anche in guerra sono esistiti i mercenari, ma quelli erano gli eserciti peggiori.
Autore: Alina de Gennaro
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