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Sallustio (Margherita): no al piano delle coste che privatizza tutto il litorale
05 gennaio 2004

MOLFETTA – 5.1.2004 L'Amministrazione comunale ha presentato il Piano delle Coste, redatto in ottemperanza ad una legge regionale del 2001, che chiedeva ai Comuni costieri di presentare una proposta di piano che definisse l'utilizzo della fascia demaniale costiera, stabilendo quanto e quali tratti sarebbero stati dati in concessione ai privati, quanto e quali quelli da destinare a spiaggia libera con servizi e quelli da destinare a spiaggia libera (nella foto, la spiaggia del “Gavettone”, che verrà anch'essa concessa ai privati). Il partito della “Margherita” ha votato contro il provvedimento perché “l'impressione è che il Comune, con la sua proposta di Piano, abbia voluto solo sanare gli abusi consumati in questi ultimi anni: spiagge più belle ai privati, poche e malmesse quelle libere. Si pensi agli insediamenti sorti sullo Scoglio di Inghilterra e a Bahia! – dice “La Margherita” -. Un ampio servizio sul Piano delle Coste molfettesi proposto dall'amministrazione e delle posizioni delle organizzazioni ambientali è stato pubblicato sul numero di dicembre 2003 di “QUINDICI”. La Margherita, insieme con le opposizioni politiche in Consiglio comunale, ha reagito duramente alla bozza di Piano. “Le ragioni di merito della nostra opposizione – continua “La Margherita” - sono sinteticamente illustrate nell'intervento del consigliere comunale Nino Sallustio. “Dopo due anni dalla legge regionale L.R. 319/01, l'amministrazione partorisce un Piano su cui non c'è neppure l'accordo della maggioranza – afferma Sallustio -. La legge dispone che non meno del 60% della costa deve essere lasciata alla libera e gratuita fruizione dei cittadini. L'amministrazione sceglie il minimo! Così ad ogni cittadino spettano solo 13 centimetri quadrati di spiaggia. Manca un'idea concreta di spiaggia libera ove allocare servizi a valore aggiunto come docce, nolo sdraio e ombrelloni, ristorazione, servizi igienici, assistenza bagnanti e sorveglianza. Basti pensare che Molfetta non applica ancora l'ordinanza regionale n. 1 del 21/5/03 che prevede il servizio salvataggio, la delimitazione degli specchi acquei balneabili, con indicazione delle acque sicure (-1,60 m) per i non esperti nel nuoto, e la predisposizione di percorsi per l'accesso al mare da parte dei disabili. Infine poiché il Piano delle Coste è strettamente interconnesso con quello dei Comparti Turistici D4, consentire con tale strumento l'insediamento di lidi balneari in concessione sul 40% della costa significherebbe condizionare irreversibilmente l'uso dei suoli retrostanti. In altre parole, si renderebbe inapplicabile il principio dell'indifferenza dei suoli e si condizionerebbe a priori la progettazione particolareggiata dei comparti D4. Piano delle Coste e Piano particolareggiato dei Comparti dovevano essere concepiti in modo unitario con un'unica idea progettuale per assicurare da una parte lo sviluppo turistico e ricettivo e dall'altra la salvaguardia degli aspetti naturalistici e paesaggistici fra cui Torre Calderina a ponente e Torre Gavetone a levante.”
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