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Rotary, presentato il libro “Corrado Giaquinto e i pittori Porta” di Mons. Pietro Amato
15 giugno 2011

“Un attento lavoro di ricerca che consente di aprire nuovi scenari sulla vita del Giaquinto e dei pittori Porta”, così è stata defi - nita l’opera scritta da Mons. Pietro Amato grazie a diversi e scrupolosi studi condotti in Italia e in Europa, su Corrado Giaquinto, edita dal Rotary Club di Molfetta, presieduto da Pietro Facchini, per realizzare un service a favore della popolazione africana del Burkina Faso. Una serata, quella organizzata dal Rotary Club molfettese, in interclub con Bisceglie e Trani, fatta essenzialmente di arte, cultura e solidarietà. Un giusto mix che ha saputo attirare l’attenzione della cittadinanza e che ha visto la partecipazione di molti esperti di storia dell’arte, ma anche di semplici appassionati di storia locale. Durante la presentazione del libro è intervenuta la dott.ssa Rosa Lorusso, della Soprintendenza ai Beni Archeologici della Puglia, che ha elencato i diversi interventi di recupero e tutela, avviati dalla Soprintendenza nella nostra città, come per esempio il restauro della cappella “Passari” e del prezioso e antico coro ligneo nella chiesa di San Bernardino, e ha poi illustrato il grande e pregevole lavoro di ricerca eff ettuato da Mons. Amato. Uno studio, quello condotto negli ultimi anni dal direttore dei Musei Storici Vaticani che ha permesso di poter scrivere un libro su una scoperta storico-artistica di prezioso valore: l’importanza dei pittori Porta nelle opere del Giaquinto e la formazione del pittore molfettese nelle loro botteghe. Un lavoro puntiglioso e preciso che Mons. Amato ha condotto nel tempo assemblando tassello per tassello il mosaico della storia dei pittori Porta, mettendolo a disposizione della collettività, con l’augurio che nel tempo gli scritti su questi pittori possano fi nalmente decollare e dare a questa bottega dei Porta l’importanza che merita nel panorama della storia dell’arte settecentesca. “Corrado Giaquinto, è stato il mio punto di riferimento negli studi di storia dell’arte”, ha detto Mons. Amato, che negli anni ha continuato a “scavare” nella storia del Giaquinto, scoprendo con grande sorpresa l’esistenza di due maestri molfettesi del grande pittore, Saverio e Giuseppe Porta. Del primo, non abbiamo alcuna opera autografata, del secondo conosciamo i suoi spostamenti e alcune opere a lui attribuibili. Una grande passione per l’arte, quella di Mons. Amato, che l’ha portato sin dal 1969, ad iniziare uno studio attento sulle opere del Giaquinto e a scoprire negli anni, con fonti sempre più attendibili, l’esistenza di una bottega e di alcuni pittori molfettesi sconosciuti agli studiosi di storia dell’arte. Pittori fi no a quel momento mai menzionati nei libri, che ancora oggi non possono vantare una vera e propria monografi a. Eppure, la ricostruzione del direttore dei Musei Storici Vaticani, ha permesso di assegnare alcune delle opere fi no ad ora attribuite alla mano del Giaquinto, proprio alla bottega dei Porta. Opere che oggi si conservano, nel museo diocesano di Molfetta e di Bari, ma anche ad Altamura e a Trani. “E’ inimmaginabile che il Giaquinto abbia potuto dipingere tutte insieme così tante opere”, per questo secondo Mons. Amato, molte delle opere fi no ad ora attribuite all’illustre pittore molfettese, sono riconducibili alla scuola dei Porta, la stessa bottega dove si è formato il Giaquinto fi no all’età di 18 anni. Una formazione artistica tutta molfettese per Corrado Giaquinto, che impara proprio dai Porta l’arte del dipingere. Mons. Amato, ricostruisce nel libro anche gli spostamenti del Giaquinto tra Napoli, Roma, Molfetta e Madrid, ma soprattutto individua i pittori che accompagnarono Giaquinto nei suoi viaggi, tra Saverio, Giuseppe, Niccolò e Felice Porta, quest’ultimo, allievo di Giuseppe Porta sconosciuto fi nora agli studiosi di storia dell’arte, accompagna il Giaquinto durante il suo soggiorno a Madrid. Tutti e quattro i pittori, facevano parte della bottega barese del loro capostipite Saverio. Il libro dunque riprende una lunga e antica passione sul Giaquinto che Mons. Amato ha conservato negli anni sin dai primi studi di storia dell’arte, e rivede tutte le attribuzioni delle opere del Giaquinto. “Il mio obbiettivo è quello di far decollare gli studi sui pittori Porta – ha detto Mons. Amato - se fossero nati in altre regioni d’Italia, i Porta sarebbero sarebbero già famosi, noi invece li abbiamo declassati facendone una realtà miserrima”, ha concluso il direttore dei Musei Storici Vaticani, con l’auspicio che anche questi pittori molfettesi possano essere rivalutati dagli studiosi di storia dell’arte e studiati come invece è avvenuto per il loro brillante allievo Corrado Giaquinto.

Autore: Gianni Antonio Palumbo
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