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Ritorno a Molfetta, fra la gente che tanto amava Ricordo di un amico: mons. Bettazzi, già presidente di Pax Christi
15 aprile 2003

Non è senza emozione che torno in Puglia per la commemorazione dei dieci anni dalla morte di mons. Tonino Bello. Torno ad Alessano, dove don Tonino è nato e cresciuto sotto la guida forte e saggia della mamma, e dove ha voluto ritornare per sempre nel cimitero accanto a lei, cui sentiva di dovere tanto per la sua fede, per la sua formazione, l'amore alla gente, proprio a cominciare dai più poveri. Torno ad Alessano accompagnando il pellegrinaggio continuo di tanti, specialmente giovani, che da quella tomba sembrano ricevere ispirazione e forza per impegnarsi generosamente in una fede matura, in una solidarietà concreta, in un cammino di pace. E torno a Molfetta, la città in cui – assieme alle città sorelle di Ruvo, Giovinazzo, Terlizzi – don Tonino si è speso in un servizio pastorale fatto di parola, di abnegazione, di esempio, nell'attuazione del Concilio Vaticano II (ai cui inizi aveva presenziato a Roma accanto al suo vescovo) e nella concreta immagine della “Chiesa del grembiule”, a servizio di tutti ma in primo luogo dei più piccoli, dei più poveri, dei più sofferenti, dei più emarginati, rivolgendosi alla sua gente ma aprendosi all'Italia e al mondo. Perché da Molfetta – una volta…scoperto e nominato Presidente di Pax Christi Italia – partivano i suoi messaggi ed i suoi interventi a favore della pace, sia nei richiami per le situazioni più vicine – dalle Murge all'Albania – sia per prospettive più vaste, dalla Guerra del Golfo a Sarajevo. Torno a Molfetta dove ripetutamente ero venuto a consolare e incoraggiare l'amico durante la lunga e dolorosa malattia, fino ad accompagnare la preghiera delle sue ultime ore e ad accogliere l'ultimo respiro. Torno in Puglia per ricordare, ma più ancora per sentirmi accanto a lui, nella terra e tra la gente che tanto amava, da cui ricavava l'ispirazione e la forza per i suo canti di fede, di poesia, di profezia, di solidarietà, di pace. Credo che di qui, in questi tempi difficili e travagliati, debbano ancora sorgere messaggi e incitamenti di speranza e di pace. + Luigi Bettazzi Vescovo emerito di Ivrea
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