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Rifondazione all'amministrazione: chiarezza su Via Fontana
15 settembre 2005

Le palazzine di Via Fontana tornano al centro del dibattito politico estivo. Con un comunicato stampa, la sezione locale di “Rifondazione Comunista” ha sollevato alcune questioni sull'abbattimento e la ricostruzione dei palazzi pericolanti della 167. Molte le domande poste dal partito di Gianni Porta sulle procedure che saranno seguite per l'abbattimento e la ricostruzione degli stabili. La Giunta comunale di centro destra ha approvato, con la delibera 159 dello scorso 14 luglio, uno schema di convenzione secondo il quale i cinquanta proprietari degli appartamenti interessati, autorizzano l'amministrazione comunale all'abbattimento e alla ricostruzione degli immobili. “Qual è la legge che consente ai superficiari di chiedere al Comune di procedere all'abbattimento degli edifici e alla ricostruzione degli stessi?” E' questa la prima domanda che Rifondazione pone agli amministratori. Secondo la convenzione, gli oneri economici dei procedimenti di demolizione e ricostruzione saranno coperti dai fondi della Legge 376 che ammontano a 4 milioni e mezzo di euro. Su questo punto “Rifondazione” è assai critica, perché si chiede cosa potrebbe accadere nel caso in cui i fondi messi a disposizione non fossero sufficienti per l'intera operazione. In particolare si teme che, in caso di mancanza di fondi, siano gli stessi proprietari degli appartamenti a dover pagare l'eventuale differenza. Anche sull'operato stesso della giunta sono stati sollevati dei dubbi, visto che la delibera di Giunta 414 del 21 ottobre 2004, che autorizzava l'abbattimento delle palazzine, è stata approvata prima della delibera 159 che stabiliva i criteri di convenzione e metteva a disposizione i soldi per la ricostruzione. Altra questione scottante è quella che riguarda l'autorizzazione a procedere per l'abbattimento e la ricostruzione delle palazzine: secondo i dirigenti di Rifondazione Comunista, infatti, sarebbe stata necessaria una discussione, con conseguente delibera, in Consiglio comunale, soprattutto in caso di eventuali oneri economici imprevisti. “Siamo sicuri che precise risposte a queste domande siano utili sia per l'interesse si tutta la cittadinanza che dei privati interessati – si legge nel comunicato stampa inviato dalla segreteria del Prc – perché tutti hanno il diritto di essere consapevoli”. Nonostante gli appelli per avere risposte immediate, l'amministrazione comunale non si è fatta sentire sull'argomento, almeno per ora. Sicuramente la questione della palazzine di Via Fontana continua ad essere un argomento scottante che non va perso di vista né dagli organi politici né dagli organi di informazione. Vito Piccininni vito.piccininni@quindici-molfetta.it
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