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Rifondazione accusa: "La Regione cede ai privati tutte le residenze sanitarie assistite"
12 maggio 2004

BARI - 12.5.2004 "Che fine ha fatto la dislocazione della servizio sanitario sul territorio?" chiedono in una nota i consiglieri regionali di Rifondazione Comunista Michele Losappio e Arcangelo Sannicandro. "Il principio, sancito nel Piano sanitario regionale propedeutico a quello ospedaliero, non ha mai trovato una significativa applicazione. In particolare, in tutta la Puglia non è stata avviata una sola delle Residenze sanitarie assistenziali (RSA) per anziani e soggetti non autosufficienti, necessarie per evitare l'intasamento degli ospedali e questo nonostante le costose spese di ristrutturazione edilizia e di acquisto dei materiali e delle attrezzature". "Oggi la Giunta, con delibera n. 622 del 27 aprile, sancisce l'impossibilità di affidare al servizio pubblico le RSA e le "cede" ai privati. Tutte", fanno notare Losappio e Sannicandro. "Paventando il rischio del decadimento per mancato utilizzo delle strutture già completate" il Presidente della Giunta ha sollecitato "l'istruttoria per consentire l'affidamento della gestione ai soggetti privati". Questo per "la difficoltà e l'impossibilità delle AUSL ad assicurare la gestione diretta delle RSA per carenze di personale non risolvibile in conseguenza delle disposizioni relative al blocco delle assunzioni stabilito dalle leggi nazionali e regionali". "In sintesi - concludono i rappresentanti del Prc al Consiglio regionale - la politica sanitaria della Regione, con i tagli al personale, impedisce al servizio pubblico di tutelare l'utenza ed apre varchi formidabili ai privati anche nella medicina territoriale oltre che in campo ospedaliero. Sfrontatamente la Giunta ammette di essere responsabile, con il blocco delle assunzioni, del ridimensionamento del servizio pubblico e lo appalta ai privati che lo trasformeranno in business. Da qui la scelta di affidare all'ARES "le procedure per la gara unica regionale" per l'affidamento delle RSA ai soggetti privati. Una specie di regalo che, casualmente, coincide con il dispiegarsi della campagna elettorale".
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