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Rifinanziato il progetto per riuso delle acque reflue dell'impianto Ruvo-Molfetta
17 giugno 2003

MOLFETTA – 17.6.2003 L'Accordo di Programma Quadro stipulato lo scorso marzo tra la Regione Puglia e i ministeri dell'Economia e Finanze, dell'Ambiente e del Territorio, delle Politiche Agricole e Forestali e delle Infrastrutture e Trasporti prevede uno stanziamento di circa 2.000.000 miliardi di vecchie lire per gli interventi nel settore idrico. In questo progetto è stato anche rifinanziato il completamento del progetto per riuso delle acque reflue dell'impianto di affinamento di Ruvo-Molfetta. Il consigliere provinciale della “Margherita” Gianni Mastropierro ha chiesto al Consorzio di Bonifica Terre d'Apulia, titolare del progetto esecutivo, che attraverso la Provincia nella programmazione degli interventi fosse inserito il rifinanziamento del suddetto progetto nelle priorità di intervento. Lo stesso Mastropierro, in qualità di responsabile della U.O.T. (Unità Operativa Territoriale) del Consorzio di Bonifica che ha sede a Molfetta, ha sottolineato l'importanza strategica del completamento dell'impianto. Tale evenienza assolutamente condivisa dal Commissario del Consorizio dott. Sansò e dal direttore generale dott. Di Staso è stata prospettata anche dalla locale sezione di Legambiente. Contestualmente in seno alla V Commissione Provinciale (Agricoltura) è stato ottenuto il parere unanime favorevole dei componenti che attraverso l'Assessore al ramo è stato avanzato alla Regione Puglia unitamente alla richiesta di finanziamento di un'opera simile in agro di Barletta. Con nota n. 3384/CD7A del 16/5/2003 il Commissario Delegato per l'emergenza idrico-ambientale della Puglia Raffaele Fitto ha notifica al Consorzio di Bonifica che per il completamento del progetto di riuso delle acque reflue depurate dell'impianto di affinamento di Ruvo-Terlizzi- Molfetta sono stati impegnati 9.200.000.000 euro (circa 18 miliardi di vecchie lire). Questo progetto permetterebbe di irrigare circa 1.200 ettari di territorio agricolo a ridosso dell'area P.I.P. e nel contempo diminuirebbe sensibilmente i volumi d'acqua depurata versati a mare con incidenza positiva sotto l'aspetto ambientale per la riduzione del fenomeno di eutrofizzazione rendendo balenabile l'intero tratto di spiaggia limitrofo a Torre Calderina. Il progetto, finanziato per 33 miliardi di lire, fu iniziato nel 1995, poi subì una battuta d'arresto in quanto alcuni rappresentanti di associazioni agricole fiancheggiate da soggetti dichiaratisi ambientalisti chiesero e ottennero una variante progettuale consistente sostanzialmente nello spostamento delle condotte dal perimetro dei fondi rustici sulla sede delle strade interpoderali e comunali inoltre si paventavano danni ambientali per l'uso delle acque, per l'asportazione di alberi di ulivo e per la distruzione di tratti di muretti a secco. In realtà le motivazioni erano altre e legate più a tentativi di speculazioni sulle indennità di esproprio e sulla valutazione di alberi di ulivo estirpati. “Si trattò di un grave errore di valutazione da parte del Consorzio e della Amministrazione Comunale – dice Mastropierro - quello di assecondare tali richieste che in verità furono sostenute con vigore da personaggi che qualificandosi come portatori di interessi collettivi, di fatto tentarono di cavalcare i propri. L'interruzioni dei lavori comportò l'immediato avvio di un giudizio per risarcimento danni da parte dell'impresa aggiudicataria (risoltosi con un lodo arbitrale lo scorso settembre) e la perdita del finanziamento in quanto la variante e la conseguente acquisizione delle autorizzazioni necessarie superò il tempo massimo stabilito entro cui ultimare le opere”. La disponibilità di tali risorse è da considerarsi oggi una fortuna da non perdere assolutamente anche se ci sono perplessità sulla possibilità del totale completamento funzionale del progetto, in quanto diverse opere allora già realizzate sono state oggetto di furti e di atti vandalici. Sono in corso attualmente da parte della Direzione Lavori del Consorzio valutazioni in tal senso. E' necessario comunque partire con la ripresa dei lavori anche se con un ulteriore stralcio che comunque renderebbe più concreta la possibilità della loro ultimazione. “Non posso che garantire da parte mia il massimo impegno affinché l'iter per la realizzazione di questa importante opera per il territorio di Molfetta non abbia ad accusare soluzioni di continuità - conclude Mastropierro - mi sia consentito sottolineare ancora una volta che quanto ottenuto è il risultato di una azione congiunta di rappresentanti istituzionali e soggetti appartenenti a schieramenti politici diversi (Commissario e direttore Generale del Consorzio sono nominati direttamente dal Presidente della Giunta Regionale e in Commissione sono presenti componenti di entrambi gli schieramenti) che non operando su base di interessi personali sono riusciti a valutare e a sostenere con serenità e giudizio un'opera veramente utile per la collettività. Non conosco le iniziative intraprese dal Comune di Molfetta in tal senso”.
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